Armenia: il premier denuncia un tentato colpo di Stato militare

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 13:44 in Armenia Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 25 febbraio, il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, ha denunciato un tentativo di colpo di Stato militare contro di lui e ha chiesto ai suoi sostenitori di scendere in piazza. La Russia si è detta allarmata e ha chiesto di mantenere la calma. 

Nello specifico, il Cremlino, alleato dell’Armenia, ha riferito di essere allarmato dagli eventi in corso nell’ex Repubblica sovietica, dove Mosca mantiene una base militare, e ha esortato le parti a risolvere la situazione pacificamente, seguendo i dettami costituzionali. Pashinyan è stato invitato a dimettersi da novembre, dopo quella che i critici hanno definito “una disastrosa gestione” del conflitto scoppiato tra l’Azerbaigian e le forze armene nel Nagorno-Karabakh e nelle aree circostanti. La popolazione armena della regione ha ceduto parti di territorio all’Azerbaigian durante i combattimenti, e le forze di pace russe sono state dispiegate nell’enclave, che è internazionalmente riconosciuta come parte dell’Azerbaigian, ma popolata da una parte di popolazione di etnia armena. Pashinyan, 45 anni, ha ripetutamente respinto le richieste di dimissioni nonostante le proteste dell’opposizione. L’uomo ha affermato di assumersi la responsabilità di ciò che è accaduto, ma ha aggiunto che il suo compito rimane quello di garantire la sicurezza del suo Paese.

Il 25 febbraio, anche l’esercito ha chiesto le dimissioni del premier, con un comunicato. “La gestione inefficace dell’attuale Governo e i gravi errori di politica estera hanno portato il Paese sull’orlo del collasso”, si legge nel documento. Tuttavia, non è chiaro se i militari fossero disposti ad utilizzare la forza per sostenere tale richiesta. Pashinyan ha risposto invitando i suoi sostenitori a radunarsi nel centro della capitale, Yerevan, per supportarlo. Durante un live streaming su Facebook, lo stesso 25 febbraio, ha dichiarato: “Il problema più importante ora è mantenere il potere nelle mani della gente, perché considero quello che sta accadendo come un colpo di stato militare”. Poi ha aggiunto di aver rimosso dall’incarico il capo di Stato Maggiore delle forze armate, una mossa che deve ancora essere confermata con una firma del presidente armeno. Arayik Harutyunyan, presidente dell’enclave del Nagorno-Karabakh, si è offerto di fare da mediatore tra Pashinyan e l’esercito. “Abbiamo già versato abbastanza sangue. È ora di superare le crisi e andare avanti. Sono a Yerevan e sono pronto a diventare un mediatore per superare questa crisi politica”, ha dichiarato. 

La sicurezza fisica del primo ministro armeno Nikol Pashinyan è stata una preoccupazione sin dal primo giorno della sua ascesa al potere. I ricordi degli assassinii politici passati sono ancora freschi nella mente di molte persone nel paese transcaucasico, in particolare i tragici eventi del 27 ottobre 1999, quando un gruppo di terroristi fece irruzione in Parlamento e assassinò il primo ministro Vazgen Sargsyan, il presidente dell’Assemblea nazionale e ultimo leader del Partito Comunista dell’Armenia Sovietica, Karen Demirchyan e diversi ministri e deputati. Dopo la guerra di sei settimane in Artsakh (Nagorno Karabakh), sono diventate frequenti sui social e in pubblico le richieste di ritorsioni fisiche contro il primo ministro Pashinyan. Personaggi politici di spicco e leader di partito hanno parlato pubblicamente del suo assassinio, alcuni addirittura promettendo ingenti somme di denaro.

Arthur Vanetsyan, ex direttore del Servizio di sicurezza nazionale, leader del partito Madrepatria, Vahram Baghdasaryan, ex membro dell’Assemblea nazionale, Ashot Avakyan, membro dell’ARF Dashnaktsutyun, Mihran Hakobyan, ex membro del Partito Repubblicano dell’Armenia, Garnik Isagulyan, presidente del Partito per la sicurezza nazionale, Aram Haroutiunyan, presidente del partito dell’Accordo nazionale, Sayat Shirinyan, un ex ufficiale di alto rango della polizia armena, e molti altri sono indagati per aver pianificato l’assassinio del premier o per aver pubblicamente incitato a uccidere Pashinyan.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.