Argentina: conclusa la visita in Messico del presidente Fernández

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 20:37 in Argentina Messico

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Il presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, ha lasciato il Messico, mercoledì 24 febbraio, dopo aver completato una visita ufficiale di tre giorni nel Paese centroamericano su invito dell’omologo messicano, Andrés Manuel López Obrador. Fernández e il suo entourage hanno lasciato Città del Messico per Buenos Aires intorno alle 23:00, ora locale, secondo quanto riferito da fonti della presidenza argentina.

L’ultimo incontro tra i due capi di Stato è avvenuto mercoledì a mezzogiorno in occasione della commemorazione del Bicentenario della Promulgazione del Piano di Iguala e del Flag Day. La cerimonia, durante la quale sono stati festeggiati i 200 anni di indipendenza messicana, ha visto entrambi i presidenti sostenere l’unità latinoamericana in questi tempi difficili. Fernández ha chiesto di rispettare le diversità, ma allo stesso tempo ha ricordato le somiglianze di tutti i processi di indipendenza dei Paesi della regione, confidando nella nascita a Iguala di un nuovo piano per tutta l’America. Il capo di Stato argentino ha approfittato dell’evento per insistere sulla necessità di promuovere un asse americano che unisca la forza di Argentina e Messico, legate dall’affinità tra i loro governi attuali. Al termine dell’evento, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta di 15 punti tra i due leader, che ruota attorno alla costruzione di un “dialogo fruttuoso”, alla cooperazione bilaterale in materia politica, economica e sanitaria, nonché alla volontà di rafforzare i legami tra tutti i Paesi dell’America Latina.

Duecento anni dopo che i generali degli eserciti “realisti” e “ribelli” hanno firmato il piano che ha portato all’indipendenza del Messico, Obrador e il suo omologo argentino hanno ribadito la necessità di “unire” tutti i popoli della regione, come hanno fatto gli eroi dell’indipendenza, e di porsi alla guida di un asse progressista che attraversa il continente da un capo all’altro. “Forse è ora, in questo bicentenario che il Messico celebra oggi, che a Iguala nasca un nuovo piano per tutta l’America, è un nostro dovere. Il fatto che il nostro continente cambi, non dipende dagli altri, ma dipende da noi. E se San Martín ha avuto coraggio e se Guerrero ha avuto coraggio, come possiamo non averlo noi?”, ha dichiarato Fernández durante l’ultimo evento della sua visita in Messico. Il presidente argentino ha chiesto di recuperare quello spirito fraterno per realizzare “un’America Latina integrata e unita che combatta insieme per sollevare milioni di compatrioti dalla povertà”.

López Obrador ha risposto all’appello di Fernández ricordando che Messico e Argentina “sono nazioni sorelle”. “I nostri popoli hanno sempre combattuto per la libertà e in molte occasioni queste lotte si sono intrecciate”, ha detto il presidente messicano, riconoscendo che l’indipendenza è stata possibile solo grazie “all’indebolimento del potere della corona spagnola e alla determinazione e alla lotta dei popoli dell’America per abolire la schiavitù e imporre la giustizia”. Prima di concludere il suo discorso, della durata di 25 minuti, López Obrador ha ribadito il suo affetto e la sua ammirazione per Fernández. “Molti messicani ricordano Diego Armando Maradona con ammirazione e non smettono di invocare il coraggio e la congruenza di Ernesto ‘Ché’ Guevara. Io, in particolare, ammiro anche te, degno presidente dell’Argentina”, ha detto rivolgendosi al suo omologo. La visita ufficiale ha permesso al leader messicano di rafforzare la sua posizione internazionale, dopo un isolamento autoimposto che si era rotto solo per fare visita all’ex presidente statunitense Donald Trump, lo scorso luglio.

All’ombra di una monumentale bandiera messicana, oltre cinquanta ospiti hanno assistito a questo incontro che ha formalizzato, in omaggio all’indipendenza messicana, l’alleanza strategica tra López Obrador e Alberto Fernández. Oltre ai due capi di Stati, all’evento erano presenti governatori, ministri, sindaci, accademici, alti comandanti dell’esercito e ambasciatori di Francia, El Salvador, Haiti e Repubblica Dominicana. Come riferito dal quotidiano EL MUNDO, l’Ambasciata di Spagna non avrebbe ricevuto alcun invito, pur rappresentando un attore fondamentale nell’evento che si è commemorato. La lettera che López Obrador ha inviato a Felipe VI esigendo delle scuse per il passato coloniale ha fortemente incrinato le relazioni tra i due Paesi e ha reso difficile per la Spagna partecipare agli storici anniversari che il Messico celebra quest’anno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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