Ungheria: il primo Paese dell’UE ad utilizzare il vaccino cinese

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 16:23 in Cina Ungheria

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L’Ungheria è stato il primo Paese dell’Unione europea (UE) ad iniziare l’inoculazione del vaccino prodotto dall’azienda cinese Sinopharm, il 24 febbraio, nonostante non sia stato ancora approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Pechino aveva inviato a Budapest la prima fornitura di dosi, lo scorso 16 febbraio, che tra i successivi 22 e 23 febbraio, sono stati poi distribuiti a circa 5.000 medici di base.

Il primo ministro ungherese, Victor Orban, il 24 febbraio, ha annunciato: “Questa è una giornata speciale in quanto iniziamo l’inoculazione dei vaccini cinesi. Ciò mi dà speranza che coloro che sono incaricati della difesa possano mettersi in lista, forse dalla prossima settimana”. Il premier ha proseguito affermando che la situazione pandemica nel proprio Paese non è facile e, se da un lato vi sono buone notizie grazie all’arrivo di dosi che aumenteranno il numero di persone vaccinate, dall’altro la terza ondata dei contagi starebbe minacciando l’Ungheria.

Orban ha annunciato che non è ancora possibile parlare di allentamento delle restrizioni imposte per limitare la diffusione del contagio nel mese di novembre 2020. Queste prevedono un coprifuoco notturno, la chiusura di pub e ristoranti e il divieto di ritrovi. Secondo quanto precedentemente annunciato, il primo marzo, Orban avrebbe voluto iniziare ad allentare le restrizioni con l’intenzione di attuare una riapertura per le festività pasquali, tuttavia le parole del 24 febbraio avrebbero fatto tramontare tale ipotesi.

Ad oggi, l’Ungheria ha registrato un totale di 410.129 casi e 14.552 morti legati al coronavirus. In totale sono oltre 471.000 le persone che sono state vaccinate e rappresenterebbero il 5% della popolazione, secondo stime del governo ungherese. Il 24 febbraio, le autorità ungheresi hanno annunciato di sperare di portare il totale ad oltre 800.000 persone vaccinate entro una settimana.

L’Ungheria è stata il primo Paese dell’UE ad approvare l’utilizzo del vaccino anti-coronavirus cinese dell’azienda Sinopharm, lo scorso 29 febbraio, dopo aver facilitato le regole sulle procedure di approvazione dei vaccini, il giorno prima. Lo stesso Orban aveva affermato che si sarebbe fatto vaccinare con il prodotto di Sinopharm, ritenendolo il più affidabile. In base ai criteri attuali, qualsiasi vaccino che sia stato somministrato ad almeno un milione di persone a livello globale potrà essere approvato per consentirne l’utilizzo in Ungheria. In base ad un altro criterio, poi, qualsiasi vaccino autorizzato da almeno tre Paesi di cui uno appartenente all’UE o che ha fatto domanda per unirsi al blocco europeo, sarà consentito anche in Ungheria.

Prima del vaccino di Sinopharm, che è stato approvato in molti Paesi compresa la Serbia e inoculato a oltre un milione di persone dallo scorso novembre, Budapest aveva già approvato quelli di Pfizer, Moderna, Sputnik e AstraZeneca. Anche nel caso del vaccino russo, l’Ungheria era stato il primo Paese dell’UE a consentirne l’utilizzo.

Nel mese di dicembre, l’UE aveva stabilito che l’Ungheria avrebbe potuto utilizzare vaccini ottenuti attraverso accordi separati purché tali prodotti fossero rimasti all’interno dei confini del Paese e fossero impiegati sotto la sola responsabilità di Budapest. L’Ungheria ha più volte criticato Bruxelles per aver portato avanti un piano vaccinale ritenuto troppo lento.

L’Ungheria, oltre ad essere un membro dell’UE fa anche parte del summit “17+1”,creato nel 2012, tra la Cina e 17 Paesi dell’Europa centro-orientale, con l’obiettivo  di fornire nuove alternative per l’economia. Lo scorso 9 febbraio si è tenuto l’ultimo appuntamento del summit e il presidente cinese, Xi Jinping, in tale occasione, ha promesso di potenziare il commercio e gli investimenti nell’area centro-orientale dell’Europa, così come di fornire vaccini. Pechino ha già fornito oltre un milione di dosi alla Serbia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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