Le salme di Attanasio e Iacovacci rientrano in Italia, attesa un’informativa di Di Maio

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 8:33 in Italia Rep. Dem. del Congo

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I feretri dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi, il 22 febbraio, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), sono giunti in Italia nella sera del 23 febbraio. Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, è atteso nelle Aule della Camera e del Senato per una “informativa urgente” sull’accaduto.

L’aereo con le salme è atterrato all’aeroporto militare di Ciampino, a Roma, dove è stato accolto dal presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, dal ministro Di Maio e dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Le autopsie sui corpi sono previste al Policlinico Gemelli di Roma per la mattina del 24 febbraio, giornata in cui il ministro degli Esteri riferirà in Camera e in Senato sull’uccisione del 22 febbraio. In tale data, un attacco ha colpito il convoglio Onu in cui viaggiava l’ambasciatore italiano nella Rep. Dem. Del Congo, mentre si spostava nella provincia orientale del Nord-Kivu, precisamente lungo il percorso tra Goma e Bukavu, nei pressi della cittadina di Kanyamahoro. Nella vettura era presente anche il Capo Delegazione Ue. Insieme all’ambasciatore italiano e al carabiniere della sua scorta anche un autista è stato ucciso nell’attacco, mentre diverse persone sono rimaste ferite.

Come riportato in un comunicato della presidenza congolese, sono stati i rapitori a uccidere l’ambasciatore e il carabiniere, sparando loro a bruciapelo. Secondo le informazioni rivelate successivamente dalle autorità locali e da rappresentanti delle Nazioni Unite, iI convoglio, partito da Goma, era diretto a Rutshuru, dove avrebbe dovuto visitare le scuole in cui era in corso un programma di educazione alimentare gestito dal World Food Programme (WFP). Dopo aver percorso 15 km della tratta prestabilita, alle 10:15 del mattino, le auto sono state bloccate da un gruppo armato formato da 6 persone. Queste hanno dapprima sparato in aria e poi ucciso l’autista. Il capo ad interim della Missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione nella RDC (MONUSCO), David McLachlan-Karr, ha dichiarato che “le prime due vittime” sarebbero state uccise durante l’attacco, riferendosi probabilmente all’autista e al carabiniere Vittorio Iacovacci. Invece, secondo Carly Nzanzu Kasivita, governatore della provincia del Nord Kivu, gli aggressori hanno ucciso l’autista, ma hanno condotto il resto del convoglio nella foresta, tentando di rapirli per chiedere un riscatto.

A seguito dell’imboscata, i ranger del parco e un’unità dell’esercito congolese si sono recati sul posto. Tuttavia, il loro arrivo ha causato uno scambio di colpi di arma da fuoco. Le Nazioni Unite hanno specificato che le immagini pubblicate dai giornalisti locali sui social media mostravano l’ambasciatore visibilmente ferito mentre veniva caricato nella parte posteriore di un camion militare, mentre un uomo lo soccorreva e gli stringeva la mano. Sempre secondo quanto riferito dall’ONU, l’ambasciatore Attanasio ha ricevuto cure d’urgenza presso un ospedale a Goma, ma non è sopravvissuto.

Il Ministero degli interni congolese ha dichiarato che le autorità provinciali del Nord Kivu non erano a conoscenza della presenza dell’ambasciatore italiano e, pertanto, non avevano provveduto a garantire misure di sicurezza. Da parte sua, il capo delle forze di pace delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, ha affermato che sono i funzionari delle Nazioni Unite, stabiliti nel Paese africano, a determinare lo stato di sicurezza delle vie di comunicazione. Ad ogni modo, Lacroix ha fatto riferimento a indagini ancora in corso, che si spera porteranno a chiarimenti sulle esatte dinamiche di quanto accaduto.

Diversi Paesi hanno inviato messaggi di cordoglio verso l’Italia, tra cui anche la Libia. In particolare, il ministro degli Esteri del governo tripolino, Mohamed Sayala, il 23 febbraio, ha tenuto una conversazione telefonica con il suo omologo italiano, Di Maio, in cui ha espresso le condoglianze per l’uccisione dell’ambasciatore Attanasio. Il ministro italiano, da parte sua, ha colto l’occasione per ribadire il sostegno di Roma a una soluzione politica in Libia, da accompagnarsi a un cessate il fuoco permanente e al ritiro di tutte le forze e mercenari stranieri.

 

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Piera Laurenza, interprete di inglese e arabo

di Redazione

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