La Cina sperimenta transazioni internazionali della valuta digitale

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 14:58 in Cina Hong Kong

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L’istituto di ricerca della moneta virtuale cinese, ufficialmente detta Digital Currency Electronic Payment (DCEP) ma chiamata anche yuan digitale, della Banca del popolo della Cina si è unito al “Progetto di ricerca multilaterale di connessione tra banche centrali per la valuta digitale”, il 24 febbraio.

All’iniziativa stanno partecipando l’Autorità monetaria di Hong Kong, la Banca centrale della Thailandia, la Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti (UAE) e la Banca del popolo della Cina, i cui istituti di ricerca sulla valuta digitale hanno annunciato congiuntamente il lancio del “progetto di ricerca multilaterale di connessione tra banche centrali per la valuta digitale” con l’obiettivo di analizzare l’utilizzo delle monete virtuali nei pagamenti transfrontalieri. Tale iniziativa è stata sostenuta del centro per l’innovazione di Hong Kong della Banca dei regolamenti internazionali, l’istituzione posseduta da 63 banche centrali con sede a Basilea che studia le tecnologie finanziarie per gli istituti bancari centrali.

La Banca del popolo della Cina ha affermato che il progetto analizzerà ulteriormente la cosiddetta “distributed ledger technology” (DLT) ed eseguirà transazioni transfrontaliere in valuta digitale simultaneamente e in tutte le condizioni, per facilitare lo scambio di valute straniere e domestiche in tutti gli scenari transfrontalieri possibili. L’obiettivo della sperimentazione tra le banche centrali di diversi Paesi sarà quello di risolvere problemi quali scarsa efficienza, costi alti e carente trasparenza nei pagamenti transfrontalieri.

Il progetto di ricerca multilaterale di connessione tra banche centrali per la valuta digitale era stato lanciato per la prima volta dall’Autorità monetaria di Hong Kong e dalla Banca centrale della Thailandia nel 2019, anno in cui si erano poi uniti anche gli UAE. Inizialmente, il nome dell’iniziativa era Inthanon-LionRock, facendo riferimento alle cime più alte di Thailandia e Hong Kong, il suo nuovo appellativo ne sottolineerebbe, invece, l’apertura ad altri partecipanti.

Sebbene non siano ancora chiari i risultati che potrebbe produrre l’iniziativa, la partecipazione di Pechino dimostrerebbe la volontà di utilizzare la propria valuta sovrana digitale nei pagamenti internazionali. A tal proposito, la Banca del popolo della Cina ha siglato anche un accordo per istituire una joint-venture con SWIFT, la principale rete attraverso la quale sono facilitati i pagamenti internazionali tra banche.  

La Cina ha di recente accelerato i programmi per la propria valuta digitale. Il DCEP fa parte del più ampio piano cinese di operare una transizione verso una società senza denaro contante. Diversamente dal bitcoin e da altre valute digitali, il DCEP è rilasciato e sostenuto dalla Banca centrale della Cina ed è stato ideato come versione digitale dello yuan. Per molti, esso contribuirà anche all’internazionalizzazione della valuta cinese. Sebbene non vi sia una scadenza posta per il lancio ufficiale del DCEP, la Cina lo ha sperimentato con diversi progetti pilota. Secondo l’ex governatore della Banca del popolo della Cina, Zhou Xiaochuan, uno tra i maggiori vantaggi della valuta digitale sarebbe rappresentato dal fatto che la transazione e la conversione di valuta avverrebbero nello stesso momento.

Oltre alla Cina, gran parte dei Paesi del G20 stanno valutando, sviluppando o testando valute digitali e Paesi come la Svezia, la Norvegia, la Svizzera e la Cambogia hanno dichiarato stanno prendendo in considerazione tale possibilità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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