Hong Kong: presentato il bilancio 2021-22, obiettivo la ripresa economica

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 12:39 in Cina Hong Kong

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Il segretario alle Finanze di Hong Kong, Paul Chan Mo-po, il 24 febbraio, ha presentato al Consiglio legislativo dell’isola il bilancio per l’anno fiscale 2021-22 del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong, dichiarando che è prevista una ripresa della crescita economica dell’isola, soprattutto nella seconda metà del periodo, tra il 3,5% e il 5,5%, dopo circa due anni consecutivi di recessione.  

Chan ha affermato che Hong Kong può contribuire positivamente alla costruzione della circolazione interna dell’economia cinese per creare grandi opportunità d’affari, sfruttando la sua posizione vantaggiosa e come punto d’accesso alla Greater Bay Area, formata da Hong Kong Macao e Guangdong. Essendo un polo internazionale, la città potrà sostenere il Paese anche nella circolazione esterna e, allo stesso tempo, consolidare ulteriormente la propria posizione come centro internazionale di finanza, commercio e controllo.

Nel bilancio, particolare attenzione è stata riservata alla promozione dello sviluppo finanziario verde e sostenibile, tant’è vero che, il segretario delle finanze ha affermato che saranno emesse regolarmente obbligazioni verdi e sarà ampliata la portata del piano per la loro emissione, proponendo un aumento del limite di prestito massimo a 200 miliardi di dollari di Hong Kong. Oltre a questo, è prevista l’emissione di obbligazioni argentate fino a 24 miliardi di dollari di Hong Kong, con una diminuzione dell’età minima per la sottoscrizione a 60 anni da 65, e di obbligazioni legate all’inflazione non inferiori a 15 miliardi di dollari di Hong Kong. Per quanto riguarda il mercato dei valori mobiliari il piano di inter-connettività ne avrebbe finora ampliato gli spazi e il governo intende continuare a seguire tale direzione.

Tra le misure che hanno attirato maggiormente l’attenzione in ambito finanziario, Chan ha poi annunciato che il governo aumenterà l’imposta di bollo per le transazioni azionarie dello 0,13% dall’attuale 0,1% e ciò potrebbe generare entrate per circa 12 miliardi di dollari di Hong Kong.

Per quanto riguarda, poi, l’innovazione tecnologica, dopo aver investito centinaia di miliardi di dollari di Hong Kong nel settore, negli ultimi tre anni, il governo locale intende continuare su tale direzione e, nei prossimi due anni, il fondo per l’innovazione, la scienza e la tecnologia riceverà 4,75 miliardi di dollari di Hong Kong all’anno, per sostenere diciassette progetti di finanziamento e più lavori di ricerca e sviluppo. Chan ha poi proseguito citando il parco per l’innovazione e la scienza Hong Kong-Shenzhen le cui prime strutture saranno finalizzate tra il 2024 e il 2027 e che, una volta completato sarà la più grande piattaforma per la scienza e l’innovazione nella storia di Hong Kong. Il parco contribuirà all’economia dell’isola con 52 miliardi di dollari di Hong Kong l’anno e creerà circa 52.000 posti di lavoro.

Per quanto riguarda gli incentivi alla popolazione e gli stimoli ai consumi, ogni cittadino permanente e i nuovi residenti della regione amministrativa speciale dai 18 anni in su riceveranno 5.000 dollari di Hong Kong in coupon digitali da spendere nell’isola. In totale, circa 7,2 milioni di persone potrebbero ricevere i coupon per un totale di 36 miliardi di dollari di Hong Kong. Ai disoccupati e ai lavoratori indipendenti, poi, verranno erogati prestiti secondo il cosiddetto “schema di garanzia del prestito individuale al 100%”, dopo che i richiedenti avranno dimostrato di ave subito perdite nei propri guadagni. Al momento, il tasso di disoccupazione nell’isola è del 7%, il più alto negli ultimi 17 anni, e a tal proposito saranno creati circa 30.000 lavori che dureranno fino a 12 mesi. Altre misure sono poi state adottate per sostenere l’industria del turismo con una spesa prevista di 2,6 miliardi di dollari di Hong Kong.

Nel corso del proprio intervento di presentazione del bilancio, il segretario alle Finanze ha poi ricordato che, all’inizio del 2020, l’economia nazionale della Cina è stata duramente colpita dall’impatto della pandemia di coronavirus, ma che grazie al tempestivo controllo della sua diffusione e a politiche macro-economiche efficienti, c’è stata una ripresa. Nel 2020, il PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina, il 18 gennaio scorso. In tale anno, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%.

Per Chan, Hong Kong beneficerà della crescita nazionale e dei miglioramenti previsti dal piano quinquennale 2021-25, ma una spinta determinante deriverà dal programma di vaccinazione contro il coronavirus. In ogni caso, è previsto un deficit operativo di 140 miliardi di dollari di Hong Kong per il periodo 2021-22.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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