Brexit: posticipata la ratifica dell’accordo con l’UE

Pubblicato il 24 febbraio 2021 alle 17:47 in Europa UK

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La Gran Bretagna ha accettato di consentire all’Unione Europea di ritardare, fino alla fine di aprile 2021, la ratifica dell’accordo commerciale post-Brexit, aumentando l’incertezza sul futuro delle relazioni bilaterali. 

In una lettera alla Commissione Europea del 23 febbraio, il ministro del Gabinetto britannico, Michael Gove, ha affermato che si aspetta che l’UE sia in grado di ultimare il processo entro la fine di aprile 2021 e che Londra non sia invitata a prorogare ulteriormente il periodo di applicazione provvisoria. L’accordo su commercio, sicurezza e pesca è stato firmato il 24 dicembre, pochi giorni prima che la Gran Bretagna lasciasse il mercato unico e l’unione doganale dell’UE. La Commissione ha applicato provvisoriamente l’accordo per dare al Parlamento Europeo, che ha il potere di veto sull’intera intesa, fino alla fine di febbraio di esaminarlo.

Mentre il voto parlamentare sarebbe normalmente visto come una formalità, le crescenti preoccupazioni dell’UE su ciò che la Gran Bretagna potrebbe fare per affrontare i problemi riguardanti il commercio con l’Irlanda del Nord crea dubbi riguardo l’approvazione dell’intesa. “Siamo ormai da 10 settimane nella realtà del nostro nuovo rapporto con il Regno Unito”, ha riferito ai giornalisti a Bruxelles Maros Sefcovic, il commissario dell’UE incaricato di supervisionare l’attuazione dell’accordo sulla Brexit. “Abbiamo già visto alcuni dei cambiamenti determinati da questo e penso che sia chiaro a tutti ora che la nostra partnership con Londra non replica o assomiglia alla sua precedente appartenenza all’Unione Europea”, ha aggiunto.

Gli accordi commerciali per l’Irlanda del Nord sono stati una delle parti più controverse dei negoziati del Regno Unito per lasciare l’UE e hanno innescato nuovi dubbi da quando il processo Brexit è stato finalizzato. Con le merci che viaggiano in Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito che subiscono ritardi alla frontiera, il Governo di Londra sta cercando di rinviare l’attuazione dei controlli doganali completi su medicinali, pacchi e forniture alimentari ai supermercati fino al 2023. L’UE lo ha già segnalato rifiuterà tale richiesta. Gove e il principale negoziatore per la Brexit del Regno Unito, David Frost, dovrebbero tenere colloqui il 24 febbraio con Sefcovic per discutere proprio della situazione in Irlanda del Nord.

Dopo mesi di intensi negoziati, Londra è ufficialmente uscita dal mercato unico e dall’unione doganale dell’Unione Europea, a mezzanotte del 31 dicembre 2020, ovvero alle 23:00 ora italiana. Il Paese è uscito dall’UE così come desiderato dal 51,89% della popolazione britannica che, il 23 giugno 2016, aveva votato in un referendum popolare. Quanto accaduto è stato definito una “uscita storica” che ha diviso politicamente i britannici nel corso degli ultimi anni, e che, al contempo, ha segnato il più grande cambiamento del Paese sulla scena globale nei tempi moderni.

Da un lato, i sostenitori della Brexit hanno affermato che la mossa avrebbe reso il Paese libero di perseguire nuove opportunità e divenire una potenza globale indipendente. Dall’altro lato, invece, i critici hanno messo in luce come uscire dall’Unione Europea significhi minare gli sforzi profusi durante decenni di integrazione e come la mossa rischi di danneggiare l’economia britannica e la posizione di Londra a livello internazionale. Da parte sua, per il primo ministro Boris Johnson si è trattato di un momento straordinario. “Abbiamo la libertà nelle nostre mani e sta a noi sfruttarla al meglio”, ha dichiarato il premier nel messaggio di Capodanno.

Il voto del 23 giugno 2016 ha scatenato una crisi politica nel Regno Unito che ha posto fine alla carriera politica dei due predecessori di Johnson, Theresa May e David Cameron, oltre ad aver polarizzato la nazione, causato un aumento della xenofobia e inasprito le relazioni con il blocco europeo, definito il più grande partner commerciale. Il rapporto tra Londra e Bruxelles sarà ora ripristinato secondo i termini dell’accordo di commercio e cooperazione firmato il 24 dicembre 2020, dopo mesi di intensi negoziati. Si tratta di uno patto di libero scambio circondato da altri accordi su una serie di questioni tra cui energia, trasporti, polizia e cooperazione in materia di sicurezza.

Il patto ha scongiurato la prospettiva di una scissione caotica e garantisce che le merci possano continuare a viaggiare tra il Regno Unito e l’UE senza dazi o quote. Tuttavia, l’uscita di Londra dall’orbita di Bruxelles porterà comunque a una serie di nuove regole, anche di tipo burocratico, per gli affari. Cambierà anche il modo in cui i britannici e gli europei vivono, lavorano e viaggiano tra il Paese e il continente europeo, vista l’entrata in vigore delle nuove normative sui visti. Nella giornata del 31 dicembre, una ventina di britannici si sono radunati fuori all’ambasciata britannica a Bruxelles e hanno tenuto una veglia a lume di candela, durante la quale hanno cantato la canzone d’addio scozzese, Auld Lang Syne, per “piangere” l’uscita del Regno Unito. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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