Turchia: a breve maxi esercitazione navale nel Mediterraneo e nell’Egeo

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 18:05 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze turche condurranno esercitazioni navali su larga scala nel Mar Mediterraneo e nel Mar Egeo tra il 25 febbraio e il 7 marzo. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa di Ankara, lunedì 22 febbraio. Le esercitazioni, denominate “Blue Homeland 2021”, coinvolgeranno una vasta gamma di risorse militari, tra cui 87 navi da guerra, 27 aerei, 20 elicotteri e droni. Alle attività navali prenderanno parte anche unità dell’Aeronautica militare turca, del Comando della guardia costiera e del Comando generale della gendarmeria.

Lo scopo di queste esercitazioni, si legge nel comunicato del Ministero, è quello di valutare la preparazione del quartier generale, delle unità e delle navi affiliate al Comando delle Forze Navali. A tal fine, si prevedono operazioni di addestramento in scenari di fuoco vivo ed esercizi per assicurarsi che gli aeromobili a pilotaggio remoto “creino reali condizioni operative”. Durante le manovre, droni ad alta velocità saranno altresì utilizzati come obiettivi di esercitazioni di tiro.

Le attività turche si svolgeranno contemporaneamente all’arrivo ad Alexandroupolis, una città portuale greca nella Tracia occidentale, di almeno 20.000 soldati statunitensi, 145 elicotteri e oltre 1.800 veicoli blindati. I soldati e i mezzi americani si stanno preparando all’avvio dell’esercitazione NATO “Defender Europe 21”, che si terrà nei prossimi mesi, nell’Europa centrale e orientale, nel quadro dell’Alleanza Atlantica. Una prima parte del contingente statunitense arriverà domani, mercoledì 24 febbraio, a bordo della nave cargo “Endurance”. L’intero dispiegamento delle truppe sarà completato entro maggio, attraverso sette campagne separate. In risposta ai possibili scenari della “minaccia russa nel continente europeo”, l’esercitazione, alla quale parteciperanno anche gli Stati occidentali della NATO, inizierà in primavera e si concluderà entro metà estate. Toccherà la Grecia, l’Albania, la Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, la Croazia, l’Estonia, la Germania, l’Ungheria, il Kosovo, il Montenegro, la Macedonia del Nord, la Polonia, la Romania e la Slovenia. La Grecia è stata inclusa per la prima volta quest’anno nei piani di “Defender Europe”. Per questa occasione, è stato previsto che alcuni elicotteri statunitensi e greci condurranno esercitazioni congiunte, a maggio, in un’area di addestramento al tiro militare a Xanthi (İskeçe), nella Tracia occidentale, dove la popolazione turca è in maggioranza. Gli Stati Uniti possiedono una loro base navale e aerea sull’isola di Creta.

Nel frattempo, la nave da ricerca turca Cesme continua a navigare in acque internazionali, nella zona di mare tra Limnos e Agios Efstratios. Fonti del Ministero della Difesa di Ankara hanno dichiarato, domenica 21 febbraio, che l’imbarcazione ha iniziato a condurre “ricerche idrografiche” nell’Egeo settentrionale e che continuerà fino al 2 marzo. L’attività della Cesme è monitorata da una nave della Guardia Costiera greca. La scorsa settimana, Atene ha protestato contro la decisione turca di emettere un nuovo Navtex per esplorazioni nelle acque contese della regione, definendo la mossa “inutile” e in contrasto con il “sentimento positivo” che si era creato tra i due Paesi. Ankara e Atene, entrambi membri della NATO, stanno cercando di riprendere i colloqui esplorativi per risolvere una disputa marittima di lunga data nel Mediterraneo orientale. Il Navtex emesso dalla Marina turca, il 15 febbraio, rischia tuttavia di ostacolare l’andamento dei negoziati. Le attività della Cesme, hanno chiarito i funzionari turchi, saranno limitate alla superficie del mare, dal momento che la nave non poserà i suoi cavi nel fondale. La zona interessata dalla ricerche costituisce un’area di acque internazionali in cui entrambe le parti hanno potenziali interessi.

Intanto, il Ministero della Difesa turco ha denunciato oggi, martedì 23 febbraio, azioni aggressive da parte di 4 cacciabombardieri F-16 di Atene nei conforti della Cesme. Secondo la Turchia, l’episodio è avvenuto in acque internazionali. Uno dei jet ellenici, che volavano a circa mille metri d’altitudine, avrebbe scaricato a 2 miglia nautiche dal natante un razzo chaff, impiegato dagli aerei da guerra come strumento di disturbo dei radar nemici. Ankara ha dichiarato di aver dato una “risposta adeguata” ai caccia greci ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Atene e Ankara si sono trovate sull’orlo di uno scontro militare ad agosto del 2020, dopo che la Turchia aveva inviato la sua nave da ricognizione sismica, la Oruc Reis, insieme ad una piccola flotta navale, nelle acque del Mediterraneo orientale, rivendicate dalla Grecia, per compiere le sue esplorazioni di idrocarburi. Il governo ellenico considera quella porzione di mare come parte della sua piattaforma continentale e della sua Zona economica esclusiva (ZEE). La Turchia, tuttavia, contesta queste rivendicazioni. Sebbene le ZEE non comportino la stessa sovranità assoluta che prevedono le acque territoriali, consentono agli Stati costieri di esercitare i diritti sovrani di esplorazione e sfruttamento delle risorse minerarie, di cui il Mediterraneo orientale abbonda. La possibilità di un scontro aveva allarmato sia la NATO sia l’Unione Europea. 

Ankara dichiara di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma sostiene che la sua zona marittima sia racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per il governo turco, che rivendica quelle acque come proprie.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.