Pechino: allentamenti negli investimenti su titoli e assicurazioni esteri

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 12:52 in Asia Cina

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La Cina starebbe considerando un allentamento nei controlli sui capitali per consentire ai propri cittadini di investire in titoli e in prodotti assicurativi esteri, secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Ufficio per la gestione dei capitali dell’Amministrazione statale per lo scambio di valuta estera, Ye Haisheng, alla rivista China Forex. Secondo un commento a tale intervista di Caixin Global, lo studio rientrerebbe all’interno di una serie di iniziative del governo cinese per liberalizzare i mercati dei capitali.

In particolare, Ye ha affermato che, quest’anno, l’Amministrazione statale per lo scambio di valuta estera condurrà uno studio sistematico sulla fattibilità di consentire agli investitori cinesi di utilizzare le proprie quote annuali di valuta estera per investire in mercati di capitali esteri. In base alle regole sullo scambio di valuta estera vigenti in Cina, i singoli individui cinesi possono operare cambi in valuta estera fino all’equivalente di 50.000 dollari l’anno, ma è loro proibito l’utilizzo di tali somme per fare investimenti diretti esteri, come l’acquisto di titoli, assicurazioni e proprietà all’estero. Se tali limitazioni dovessero subire cambiamenti, secondo Caixin Global, potrebbe trattarsi di un significativo passo in avanti per l’apertura bidirezionale del mercato finanziario della Cina.

Dal 2018, Pechino avrebbe accelerato l’espansione dell’accesso degli investitori esteri al proprio mercato dei capitali attraverso una serie di cambiamenti alle proprie politiche. Le autorità di regolamentazione hanno velocizzato il rilassamento dei controlli sulla valuta e sui flussi di capitale, includendo anche passi in avanti per la liberalizzazione dello yuan, in seguito al suo recente apprezzamento.

Oltre a questo, secondo quanto annunciato da Ye, la Cina starebbe altresì valutando la possibilità di revocare il limite sulla quota per i soggetti individuali che partecipano in programmi di stock incentive di società quotate all’estero e, al contempo, starebbe aiutando la Banca centrale a spingere per il lancio di un programma di connessione della gestione patrimoniale transfrontaliera nella cosiddetta “Greater Bay Area”, che comprende Guangdong Hong Kong e Macao.

La Cina, poi, amplierà le quote dei cosiddetti Qualified Domestic Institutional Investors (QDII) che consentono agli investitori cinesi di investire in mercati di titoli esteri attraverso specifici enti approvati dalla China Securities Regulatory Commission (CSRC). Il programma QDII era stato lanciato nel 2006 per consentire a istituzioni locali qualificate di investire in mercati di capitali esteri e queste comprendono banche commerciali, compagnie assicurative, società di titoli e gestori di fondi. In totale, il Consiglio di Stato della Cina ha approvato quote QDII. per un totale di 180 miliardi.

In conclusione, Ye ha delineato quattro aspetti fondamentali su cui la Cina deve lavorare che sono lo studio del rilassamento delle restrizioni ai capitali individuali, la revisione delle regole riguardanti la partecipazione di soggetti individuali a programmi di stock incentive in società quotate all’estero, dimostrare la fattibilità di permettere a investitori individuali di investire in titoli e assicurazioni esteri entro 50.000 dollari l’anno e cooperare con la Banca del Popolo, la banca centrale cinese, per il progetto pilota della connessione nella gestione del capitale nella Greater Bay Area.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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