Nigeria: rapitori rilasciano 53 ostaggi

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 6:01 in Africa Nigeria

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Sono state rilasciate 53 persone precedentemente prese in ostaggio il 15 febbraio mentre transitavano su un autobus nello Stato del Niger, nella parte occidentale della Nigeria. 

La notizia è stata resa nota il 22 febbraio da Al Jazeera English. I rapitori hanno rilasciato una parte degli ostaggi, ovvero 53 persone, tra cui 20 donne e 9 bambini, che sono stati sequestrati mentre si trovavano a bordo di un autobus di proprietà statale, nei pressi del villaggio di Kundu. Secondo la fonte, non è ancora chiaro se sia stato pagato un riscatto, ma i rappresentanti del Governo hanno precedentemente affermato che non avevano intenzione di farlo. Un portavoce del governatore dello Stato del Niger, Mary Noel-Berje, ha dichiarato: “Abbiamo trascorso una settimana piena di consultazioni, di duro lavoro e di notti insonni in modo tale da garantire il rilascio di queste persone nel più breve tempo possibile”. Inoltre, secondo Berje, gli ostaggi liberati hanno ricevuto controlli medici prima di ricongiungersi alle loro famiglie. Questo è soltanto il più recente attacco da parte dei cosiddetti gruppi di “banditi”. Questo termine viene utilizzato dai nigeriani per indicare gli uomini armati che sono soliti effettuare rapimenti per riscatto e furti di bestiame nel Nord del Paese, da ormai un decennio. Alcuni di questi gruppi hanno sviluppato forti legami con i militanti jihadisti, presenti nel Nord-Est del Paese.

Secondo quanto è emerso dalla fonte, non sono ancora stati rilasciati gli studenti e gli insegnanti del Government Science College a Kagara, sequestrati il 16 febbraio. Si stima che siano stati prese in ostaggio circa 42 persone. La scuola è situata a circa 260 chilometri a Nord-Ovest dalla capitale nigeriana, Abuja, una delle regioni più colpite da questo genere di rapimenti. L’assalto è stato perpetrato dai cosiddetti banditi, i quali erano vestiti con uniformi militari e pesantemente armati. Il 19 febbraio, le forze di sicurezza nigeriane sono riuscite ad ottenere le coordinate della posizione del gruppo di criminali e a stabilire un contatto per negoziare, pacificamente, il rilascio degli ostaggi. Circa due mesi prima, l’11 dicembre 2020, 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram, il più grande gruppo terroristico che opera in Nigeria. Il 14 aprile 2014, 276 studentesse sono state rapite in una scuola secondaria nella città di Chibok, nello Stato di Borno, dal medesimo gruppo. 

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi. Questi ultimi sono stati mobilitati dai pastori Fulani e gli agricoltori Hausa per proteggersi, poiché le due etnie si sono a lungo contese la terra e le risorse idriche. Il degrado ambientale dovuto al cambiamento climatico ha accentuato questo conflitto. Inoltre, l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone. Oltre ai rapimenti, questi gruppi prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Tuttavia, è sempre più comune la collaborazione tra i banditi e i gruppi armati jihadisti.

Secondo The Guardian, nonostante diversi raid aerei e operazioni dell’esercito, i gruppi di banditi rimangono una potente minaccia in molte parti della Nigeria settentrionale. Alcuni Governi locali hanno firmato controversi e ambigui “accordi di pace” con tali gruppi. Altri hanno ammesso di averli pagati o di avergli offerto assistenza in cambio di tregua. Tuttavia, gli attacchi sono ancora ricorrenti. Secondo una valutazione dell’International Crisis Group (ICG), al fine di ridurre la violenza, le autorità nigeriane dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle tensioni tra i Fulani e gli Hausa, incoraggiando il dialogo tra le parti e attuando un piano di assistenza per ridurre la competizione per le risorse. Inoltre, secondo l’ICG, il Governo dovrebbe riprendere il controllo della regione settentrionale del Paese, rafforzando le leggi, in modo tale da poter proteggere i propri cittadini dalla dilagante criminalità. 

Il più importante gruppo islamista che opera in Nigeria, soprattutto nel Nord, è Boko Haram, fondato del 2002. L’organizzazione è nata come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni, facendo emergere altre due fazioni: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS).

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Julie Dickman

 

 

di Redazione

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