Il Ministero degli Esteri russo risponde alle nuove sanzioni dell’UE

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 10:23 in Europa Russia

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Il Ministero degli Affari Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione, il 22 febbraio, in cui ha espresso la propria “delusione” dopo la decisione del Consiglio dell’Unione europea di preparare nuove sanzioni contro il Paese. Nello specifico, il Ministero ha definito i provvedimenti “illegittimi”, “pretestuosi” e unicamente volti a mettere pressione alla Federazione Russa, in una mossa descritta da Mosca come “interferenza negli affari interni di uno Stato sovrano”.

“La decisione di preparare nuove restrizioni illegittime e unilaterali nei confronti dei cittadini russi […] per una falsa scusa, è fonte di delusione. Un’altra opportunità è stata persa dall’Unione europea per invertire un percorso di collegamenti artificiali, sanzioni e pressioni nei rapporti con la Russia, che negli ultimi anni ha dimostrato la sua completa inadeguatezza”, ha sottolineato il Ministero.

Proseguendo più duramente, Mosca ha accusato il blocco dell’UE di essere mosso da “stereotipi anti-russi”, a causa dei quali prima viene presa una decisione politica e, in seguito, si cercano “arbitrariamente” candidati per metterla in pratica. La dichiarazione ha altresì indicato che le nuove misure si inseriscono in un quadro di “aggravamento senza precedenti” di informazioni anti-russe relative alla visita nel Paese dell’Alto rappresentante europeo per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, la quale ha attirato diverse critiche da Bruxelles. Per il Ministero russo, dunque, le nuove misure si spiegano come una “compensazione” al presunto danno di immagine dell’UE di fronte alla comunità diplomatica.

Per Mosca, tale atteggiamento conferma che la decisione di Bruxelles è dettata da una “situazione politica” e non “dall’adesione alla protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali” millantata. Al contrario, il Ministero russo ha definito il gesto “un mezzo per attuare la politica di contenimento nei confronti della Federazione”. “Il radicamento di tali strumenti illegittimi, quali ultimatum, pressioni e sanzioni nell’arsenale di politica estera dell’UE provoca solo rimpianti. Aspirando a un ruolo di polo indipendente sulla scena mondiale, l’Unione europea ha apparentemente dimenticato che ciò può essere attuato solo sulla base di un trattamento rispettoso dei partner, un principio di non ingerenza negli affari interni e una rigorosa osservanza del diritto internazionale”, ha concluso il Ministero degli Esteri.

Il nuovo strappo tra la Russia e l’Unione europea si inserisce in un clima di tensioni il cui apice è stato l’arresto del più noto leader dell’opposizione extraparlamentare russa, Alexei Navalny, avvenuto il 17 gennaio. Successivamente, il 2 febbraio, l’uomo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere per presunte violazioni della libertà condizionale in seguito a un caso risalente al 2014. A riguardo, Bruxelles ne richiede fermamente il rilascio, in quanto crede che il leader sia stato perseguito ingiustamente. Per tale motivo, il 22 febbraio, il Consiglio europeo dei ministri degli Esteri ha approvato l’imposizione di nuove sanzioni contro 4 ufficiali russi ritenuti responsabili dell’incarcerazione di Navalny. Stando a quanto riferito da Borrell, le misure dovrebbero entrare in vigore entro una settimana. Tuttavia, il commissario europeo non ha confermato il numero di persone colpite.

Un altro sintomo della “frattura” tra Mosca e Bruxelles è l’aumento del numero di diplomatici espulsi reciprocamente dall’inizio di febbraio. Il 5 febbraio, il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha dichiarato “persona non grata” tre diplomatici provenienti da Germania, Polonia e Svezia. In merito, l’accusa mossa da Mosca è di aver partecipato a proteste non autorizzate in supporto di Navalny, il 23 gennaio, nella capitale russa e a San Pietroburgo. La posizione del Ministero è stata criticata da Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti e, in risposta, anche Berlino, Stoccolma e Varsavia hanno espulso tre diplomatici russi dal proprio Paese. Successivamente, il 18 febbraio, la portavoce del Ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha annunciato l’espulsione di un impiegato dell’Ambasciata estone nel Paese, come contromisura alla nomina di un diplomatico russo a Tallin come “persona non grata”.

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Mariela Langone

di Redazione

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