Chi era Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso nella Rep. Dem. del Congo

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 6:56 in Italia Rep. Dem. del Congo

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Per Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, il lavoro umanitario era al centro della sua missione. Il 43enne si era trasferito con sua moglie nella capitale del Paese africano, Kinshasa, nel 2017. Padre di tre figlie piccole, di cui due gemelle, era salito al grado di ambasciatore, l’apice della sua carriera diplomatica, nel 2019. Insieme ad Attanasio, altre due persone sono morte nell’attacco di lunedì 22 febbraio a Goma. Si tratta di un secondo italiano, il carabiniere 30enne Vittorio Iacovacci, e di Mustapha Milambo, autista del World Food Programme.

Attanasio era uno dei più giovani ambasciatori italiani nel mondo. Nato a Saronno, in provincia di Varese, poi trasferitosi con la famiglia nella vicina Limbiate, si era laureato all’Università Bocconi di Milano con il massimo dei voti. Nel 2003, dopo aver conseguito un master in Politica Internazionale, intraprende la carriera diplomatica ed entra al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, lavorando, nel corso dei mesi, nella direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, e nella segreteria della direzione generale per l’Africa. Nel 2004, diventa vice capo segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale. Tra il 2006 e il 2010 è a Berna, dove viene assegnato all’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia in Svizzera. Dal 2010 al 2013 è a Casablanca, in Marocco, in qualità di console generale reggente. Finita la sua esperienza in Nord Africa, rientra alla Farnesina e qui svolge l’incarico di capo segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali. Due anni più tardi, nel 2015, riprende la sua carriera nel continente africano, ricoprendo il ruolo di primo consigliere all’ambasciata d’Italia ad Abuja, in Nigeria. A settembre 2017, arriva l’incarico di capo missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Di recente, era stato riconfermato nel Paese in qualità di Ambasciatore straordinario plenipotenziario accreditato.

Il diplomatico era sposato con Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia”, che opera nelle aree più difficili del Congo occupandosi soprattutto di minori e giovani donne. Il 12 ottobre 2020, la coppia aveva ricevuto il premio internazionale Nassiriya per la Pace. In occasione della cerimonia di consegna, Attanasio aveva detto, durante il suo intervento: “Quella dell’Ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l’esempio […] In Congo, parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di Pace, dopo tre guerre durate un ventennio”. Il ricevimento si era svolto a Camerota, in provincia di Salerno, e il premio era stato consegnato dall’associazione culturale locale “Elaia”. 

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, una volta appresa la notizia della morte dell’ambasciatore, è tornato a Roma, lasciando subito Bruxelles, dove era in corso un vertice del Consiglio Affari Esteri dell’UE. In un comunicato del Ministero, il capo della diplomazia italiana ha affermato: “Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri”. Il nuovo primo ministro italiano, Mario Draghi, ha inviato una nota esprimendo il suo “profondo cordoglio e quello del governo per la tragica morte”, mentre il presidente della Repubblica ha dichiarato: “Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo”. 

Secondo fonti diplomatiche a Kinshasa, l’ambasciatore italiano sarebbe stato ferito a morte da colpi d’arma da fuoco all’addome. Arrivato all’ospedale di Goma in condizioni critiche, è deceduto poco dopo. Responsabili dell’assalto armato potrebbero essere, stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansa, uomini delle Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda (FDLR), un gruppo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. E’ questa l’ipotesi che prevale al momento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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