Libia: le nuove autorità esecutive incontrano i leader militari

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 17:01 in Africa Libia

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La capitale libica Tripoli ha assistito, martedì 23 febbraio, al primo incontro tra le autorità esecutive neoelette e il Comitato militare congiunto 5+5.

Come evidenziato dal quotidiano al-Arabiya, si è trattato del primo meeting di tal tipo, che ha visto impegnati il premier ad interim, Abdul Hamid Dbeiba, e il capo del Consiglio presidenziale, anch’egli temporaneo, Mohammad Younes Menfi, eletti a capo degli organismi governativi il 5 febbraio scorso, in occasione del Forum di dialogo politico. L’incontro del 23 febbraio ha visto la partecipazione di “leader militari” dell’Ovest libico, tra cui il capo di Stato maggiore, Muhammad Ali Al-Haddad, e il comandante della Sala Operativa Congiunta della regione occidentale, Osama Ajweli. Al centro delle discussioni, vi sono state le modalità di unificazione dell’esercito e delle forze libiche e il sostegno alle operazioni del Comitato militare congiunto 5+5, l’organismo composto da rappresentanti legati a entrambe le parti belligeranti che si sono affrontate sui fronti di combattimento libici, l’Esercito Nazionale Libico (LNA) e il governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA).

Il meeting si è tenuto in una fase delicata per la Libia, avviata a seguito della nomina delle nuove autorità esecutive, chiamate a guidare il Paese Nord-africano fino alle elezioni legislative e presidenziali del 24 dicembre 2021, in cui gli organismi temporanei verranno sostituiti da altri democraticamente eletti. Al momento, l’obiettivo di Dbeiba è presentare la nuova squadra governativa entro il 26 febbraio, la quale dovrà poi ottenere la fiducia del Parlamento entro il 19 marzo. Nel caso in cui il futuro esecutivo non ottenga la fiducia dei deputati libici, sarà nuovamente interpellato il Forum di dialogo politico.

Ad oggi, vi è ancora un altro nodo da sciogliere a livello politico, l’unificazione delle Camere parlamentari, dell’Est e dell’Ovest libico, la quale si spera possa essere raggiunta prima di votare la fiducia del nuovo governo. Il prerequisito posto dai deputati libici per trasferirsi a Sirte e concedere eventualmente la fiducia alla nuova squadra governativa è la rimozione dell’attuale presidente del Parlamento, Aguila Saleh, dal suo incarico e la nomina di un nuovo capo proveniente dalla regione del Fezzan. Al termine di un precedente meeting, del 16 febbraio, i deputati hanno poi chiesto al Comitato militare congiunto 5+5 e ai presidenti delle Camere di Tobruk e Tripoli di partecipare a una sessione prevista per il 21 o 22 febbraio prossimo a Sirte, o, in caso di impossibilità, a Sabratha. Tuttavia, l’incontro è stato rinviato, in attesa di un quorum e del raggiungimento di un maggiore consenso all’interno dell’organo legislativo.

In tale quadro, il 22 febbraio, il portavoce della Camera dei Rappresentanti libica, Abdullah Belhaq, ha dichiarato che la città di Sirte si sta preparando per ospitare la seduta parlamentare volta a votare la fiducia del futuro esecutivo e che il Comitato militare congiunto ha confermato la sua piena disponibilità a cooperare e a coordinarsi con la Camera dei rappresentanti libica per la sessione.

Secondo alcuni, le divisioni interne al Parlamento libico non possono dirsi superate e una situazione simile rischia di rallentare la formazione dell’esecutivo. Si tratta di un risultato atteso a livello nazionale e internazionale, a partire dal quale si spera di poter porre definitivamente fine alla crisi libica, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011, e di realizzare la transizione democratica auspicata. Risale al 23 ottobre 2020 l’accordo di cessate il fuoco siglato dai rappresentanti del Comitato militare congiunto 5+5, sotto l’egida delle Nazioni Unite, sebbene, anche in questo caso, vi sia ancora punti da applicare, primo fra tutti l’allontanamento di forze e mercenari stranieri dal Paese Nord-africano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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