Cina: lo sviluppo economico verde e a basse emissioni di carbonio

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 13:43 in Asia Cina

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Il Consiglio di Stato della Cina ha pubblicato il documento intitolato “Pareri guida sull’accelerazione dell’istituzione e del miglioramento del sistema economico di sviluppo circolare verde e a basse emissioni di carbonio”, come riportato dal Quotidiano del Popolo, il 22 febbraio.

In base a quanto affermato in tale documento, istituire e migliorare un sistema economico di sviluppo a basse emissioni di carbonio e verde, così come promuovere la generale trasformazione del Paese verso uno sviluppo socio economico attento all’ambiente, sono politiche di base per risolvere i problemi ecologici, ambientali e delle risorse naturali della Cina. Quindi, sulla base dei principi del socialismo dalle caratteristiche cinesi di nuova epoca delineati dal presidente cinese, Xi Jinping, il Consiglio di Stato ha delineato obiettivi da raggiungere entro il 2025.

Entro tale data, i sistemi industriale, energetico e dei trasporti dovranno essere ottimizzati, in particolare, la quota di industrie verdi dovrà aumentare, le infrastrutture dello stesso tipo dovranno continuare a migliorare, così come i livelli della produzione pulita. Anche in campo energetico saranno previsti miglioramenti nella distribuzione delle risorse e nella riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti. Tutto ciò sarà affiancato da tecnologie e leggi di sostegno e porrà le basi per far sì ch entro il 2035 l’ambiente ecologico della Cina sia decisamente migliorato.

In totale, sono stati sei gli ambiti indicati nel documento del Consiglio di Stato per essere sviluppati in base al sistema circolare a basse emissioni di carbonio e verde. Nello specifico si tratta del sistema produttivo, dei trasporti, dei consumi, delle infrastrutture, dell’innovazione tecnologica e delle politiche e leggi.

Gli obiettivi delineati dall’ultimo documento del Consiglio di Stato rientrano all’interno degli sforzi programmati dalla Cina in materia ambientale e che sono stati indicati durante il discorso tenuto alla 75esima assemblea delle Nazioni Unite, il 22 settembre scorso, dal presidente cinese, Xi Jinping. Quest’ultimo, parlando della ripresa economica post-coronavirus, aveva sottolineato l’importanza della sostenibilità e aveva annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060. Xi aveva dichiarato che l’umanità dovrebbe lanciare una “rivoluzione di se stessa” e velocizzarsi per creare un modello di sviluppo e di vita “più verdi”, in quanto non può più permettersi di ignorare i ripetuti avvertimenti che ha ricevuto dalla natura.

Prima del documento diffuso il 22 febbraio a livello nazionale, lo scorso 16 febbraio, la Cina aveva annunciato la definizione di obiettivi specifici da raggiungere per l’utilizzo delle energie “verdi” a livello provinciale. In base a questi ultimi, tutte le amministrazioni di tale livello, fatta eccezione per il Tibet, riceveranno obiettivi annuali specifici da raggiungere in termini di quantità di energie rinnovabili impiegate sul totale del consumo energetico provinciale, fino al 2030. L’Amministrazione nazionale per l’Energia della Cina, avrebbe inviato una bozza di tale piano alle istituzioni locali che si occupano di energia lo scorso 5 febbraio, che sarà aperta a discussioni fino al prossimo 26 febbraio. L’obiettivo generale del piano articolato a livello provinciale sarà quello di aumentale la porzione utilizzata di fonti di energia rinnovabile, quali idrogeno, solare, eolica e da biomasse, fino al 40% del mix energetico nazionale entro il 2030.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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