Arabia Saudita: occhi puntati sull’industria militare

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 10:48 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita mira a investire più di 20 miliardi di dollari nell’industria militare nazionale nei prossimi dieci anni, come parte di un piano volto ad aumentare la spesa militare locale. In tale quadro, la società di difesa statale Saudi Arabian Military Industries (SAMI) ha riferito che il suo obiettivo è generare entrate annuali pari a 5 miliardi di dollari entro il 2030.

Tale ultima notizia è stata riferita dal direttore esecutivo di SAMI, Walid Abukhaled, il 22 febbraio, il quale ha precisato che l’obiettivo dell’azienda è aumentare le capacità di produzione militare all’interno del Regno saudita e, al contempo, essere inserita tra le 25 migliori società di difesa a livello mondiale entro il 2030. Tuttavia, non sono stati rivelati ulteriori dettagli sul fatturato attuale di SAMI, compagnia istituita nel 2017 con il sostegno del fondo sovrano saudita, il Public Investment Fund (PIF), nel quadro di un piano più ampio volto a rendere il Paese indipendente dall’esportazione di armi e sistemi militari, oltre che a diversificare il proprio sistema economico.

A tal proposito, Riad sta attualmente volgendo l’attenzione anche a possibili collaborazioni con gli alleati regionali e internazionali, Emirati Arabi Uniti (UAE) in primis. Stando a quanto riportato da Abukhaled, il 22 febbraio è stato firmato un accordo con una compagnia emiratina, NIMR, specializzata nella costruzione di veicoli militari, alla quale è stato chiesto di iniziare a fabbricare i propri prodotti, in particolare veicoli JAIS 4×4, all’interno dell’Arabia Saudita. Tale intesa rappresenta la prima collaborazione in ambito militare tra Riad e Abu Dhabi ed è stata definita un passo verso la localizzazione di tecnologia e conoscenza all’avanguardia, oltre che verso la creazione di “partnership economiche strategiche”.

Parallelamente, il 21 febbraio, è stato siglato un accordo di joint venture con la statunitense Lockheed Martin, già coinvolta nell’installazione di un sistema di difesa missilistica da 15 miliardi di dollari nei territori sauditi. Con il nuovo accordo, SAMI deterrà una quota del 51%, al fine di migliorare le capacità di difesa e produzione del Regno, creare posti di lavoro, addestrare la manodopera saudita a fabbricare prodotti e fornire servizi alle forze armate del Paese. Il direttore generale di SAMI ha poi riferito che la propria azienda è altresì impegnata nello sviluppo di sistemi in grado di fronteggiare agli attacchi per mezzo di droni, perpetrati perlopiù dalle milizie di ribelli sciiti Houthi coinvolte nel conflitto in Yemen. L’obiettivo finale, ha specificato Abukhaled, è porsi a servizio delle forze armate saudite.

Le dichiarazioni del direttore generale giungono dopo che, il 20 febbraio, il governatore dell’Autorità generale per le industrie militari, Ahmad bin Abdulaziz al-Ohali, ha riferito che il governo di Riad, entro il 2030, intende spendere il 50% del proprio bilancio militare in equipaggiamento fabbricato localmente. Nello specifico, sulla base di un piano elaborato dall’esecutivo saudita, verranno investiti più di 10 miliardi di dollari nell’industria militare saudita nel prossimo decennio, e un importo simile verrà stanziato per ricerca e sviluppo. A tal proposito, il Paese mira a passare dall’attuale 0,2% destinato alla ricerca e allo sviluppo del settore militare al 4% entro il 2030, raggiungendo, in tal modo, i tassi medi a livello internazionale. Ciò, ha specificato al-Ohali, richiederà collaborazioni, anche con Abu Dhabi, Washington e con l’Europa. Motivo per cui, sono già state rilasciate 114 licenze per 70 società con sede in Arabia Saudita, e per il 20% si tratta di joint venture straniere o di compagnie estere.

Al momento, l’Arabia Saudita ha destinato circa 70 miliardi di dollari del proprio budget alla difesa, mentre il personale militare saudita in servizio include circa 230.000 membri. Secondo quanto riferito dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), in un report pubblicato il 27 aprile 2020, il Regno è stato il Paese del Medio Oriente che ha speso di più per gli armamenti nel 2019, in termini assoluti. Nello specifico, Riad ha investito in Difesa il totale di 61.9 miliardi di dollari. Anche se i livelli di spesa del Regno sono diminuiti del 16% tra il 2018 e il 2019, Riad ha comunque speso l’8% del proprio PIL in armamenti.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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