Afghanistan: i negoziati a rilento, mobilitate le forze speciali

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 18:07 in Afghanistan Asia

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Il 22 febbraio, a Doha, in Qatar, si è tenuto il primo colloquio tra i membri delle squadre negoziali dei talebani e del governo afghano degli ultimi 36 giorni. Intanto, il Ministero della Difesa di Kabul annuncia la mobilitazione delle forze armate per le operazioni speciali, in vista di un’offensiva primaverile. 

Il tema principale discusso a Doha è stato proprio il futuro dei negoziati stessi, secondo quanto riferito dal portavoce dei talebani, Mohammad Naeem. Le parti sembrano ancora intenzionate al dialogo, considerato che ai gruppi di lavoro in cui sono divisi i rappresentanti è stato chiesto di continuare con i loro incontri per finalizzare la lista dei temi che saranno all’ordine del giorno nei futuri colloqui di pace intra-afghani. Tuttavia, non è ancora chiaro se e quando questi potrebbero iniziare. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale afghano, lo stesso 22 febbraio, ha affermato che la violenza perpetrata dai talebani rimane eccessiva e ha invitato il gruppo a tornare al tavolo dei negoziati e riprendere i colloqui. Fonti vicine ai militanti islamisti hanno affermato che l’intransigenza del gruppo e la sua assenza dai colloqui è dovuta al fatto che questi continuano a non vedere risultati concreti, citando il fatto che non sono ancora stati eliminati dalla lista nera delle Nazioni Unite, sottolineando che ci sono ancora prigionieri della propria fazione nelle carceri afghane ed evidenziando l’incertezza di Washington in relazione all’accordo USA-talebani, firmato il 29 febbraio 2020 a Doha. 

A tale proposito, Abdullah ha parlato al telefono con il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, il 20 febbraio, per discutere della nuova strategia degli Stati Uniti in Afghanistan, con la presidenza di Joe Biden. In tale contesto, Washington sostiene la richiesta che più volte è stata ripetuta dai rappresentanti di Kabul durante i negoziati preliminari ai colloqui di pace: è necessario imporre un cessate il fuoco immediato e mettere fine all’ondata di violenze che sta sconvolgendo il Paese. Tale posizione è stata sottolineata dal Dipartimento di Stato degli USA a seguito della conversazione con Abdullah. Nel frattempo, il presidente Ashraf Ghani in una telefonata con le famiglie di alcuni soldati deceduti ha assicurato loro che non permetterà l’istituzione di un Governo ad interim, come parte degli sforzi di pace e senza regolari elezioni. Sul fronte opposto, altre fonti vicine ai talebani hanno affermato che la violenza nel Paese è aumentata a causa della mancanza di interesse dell’amministrazione Biden per il processo di pace in Afghanistan.

Intanto, il 23 febbraio, il vice ministro della Difesa afghano, Shah Mahmoud Miakhil, ha dichiarato che il Ministero della Difesa si sta preparando ad aumentare le forze per le operazioni speciali in vista di una nuova stagione di combattimenti in primavera. Miakhil ha riferito che le forze speciali dell’esercito, della polizia e dell’Direzione Nazionale della Sicurezza (NDS) si stanno preparando e che nessuna area del Paese deve rischiare di finire sotto il controllo nemico. A tale proposito, i dati del Ministero della Difesa afghano rivelano che i talebani hanno attaccato i centri di 7 province e di 132 distretti del Paese da marzo 2020, in aperta violazione dell’accordo tra USA e talebani, che prevedeva la cessazione delle offensive contro le grandi città. Tuttavia, le autorità afghane hanno specificato che tutti gli attacchi sono stati respinti. “I commando, il Ministero degli Affari Interni e le unità speciali della Direzione Nazionale della Sicurezza e le forze della Resolute Support che stanno collaborando con la nostra aeronautica sono pronti”, ha evidenziato il viceministro. Inoltre, questo ha riferito che da marzo 2020 ben 18.288 talebani sono stati stati uccisi, oltre 10.296 feriti e almeno 2.225 sono stati arrestati dalle forze di sicurezza afghane. Da parte loro, i talebani hanno dichiarato che i dati forniti dal Governo non corrispondono alla realtà.

Il dialogo preliminare ai colloqui intra-afghani, iniziato il 12 settembre 2020, in una situazione altrettanto instabile e caratterizzata da continue violenze, avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità per la pace in Afghanistan, ma gli scontri continuano ad aumentare nel Paese, tanto che è difficile comprendere quanti e quali attacchi si verifichino ogni giorno. Un recente scontro in cui sono coinvolti i talebani è avvenuto nella provincia di Logar quando i militanti islamisti del gruppo hanno preso d’assalto un avamposto delle forze di sicurezza afghane, causando la morte di 9 persone e il ferimento di un’altra.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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