OMS, vaccini: “I Paesi ricchi non devono ostacolare quelli poveri”

Pubblicato il 22 febbraio 2021 alle 18:56 in Africa

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Il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha esortato i Paesi più ricchi a moderare i rifornimenti dei vaccini contro il coronavirus alla luce della scarsità di questi ultimi nella nazioni più povere.

Secondo quanto riferito da Al Jazeera English, le nazioni più potenti hanno accumulato miliardi di dosi di vaccino, abbastanza per vaccinare le loro popolazioni per più di una volta. Nel frattempo, i Paesi in via di sviluppo, soprattutto gli Stati africani, hanno avuto la possibilità di ottenere una quantità ridotta di dosi, se non nessuna. Ghebreyesus ha dichiarato in merito: “Una campagna di vaccinazione globale di successo è la chiave per arginare la pandemia”.

Secondo quanto riferito dalla fonte, le nazioni europee hanno fornito un sostegno finanziario all’iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite, nota come COVAX, la quale mira a far arrivare 2 miliardi di dosi alle popolazioni più bisognose entro la fine del 2021. Il 19 febbraio, durante un incontro virtuale, gli Stati membri del G7 hanno informato che accelereranno lo sviluppo e la distribuzione globale dei vaccini, cercando di renderne l’accesso “equo ed economico”. Inoltre, i partecipanti al G7 hanno raccolto 7,5 miliardi di dollari per sostenere il lavoro delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il finanziamento è stato apprezzato da Ghebreyesus, il quale ha ringraziato i Paesi contributori per il loro “impegno significativo”.

Nonostante il sostegno finanziario, il capo dell’OMS ha dichiarato che l’approccio di alcuni Paesi rispetto all’acquisto dei vaccini sta “modificando gli accordi presi con la COVAX”, riferendosi al fatto che le dosi destinate all’iniziativa sono state ridotte a causa di tale atteggiamento. Tuttavia, Ghebreyesus non ha specificato a quali nazioni si riferisse. In questo contesto, il capo dell’OMS ha aggiunto che i Paesi più potenti devono rispettare gli accordi presi con l’iniziativa delle Nazioni Unite, assicurandosi, prima di ordinare più dosi, che le loro richieste non compromettano la distribuzione alle Nazioni più povere.

Nel caso i vaccini non dovessero essere distribuiti equamente, secondo Ghebreyesus, il mondo affronterebbe un “fallimento morale catastrofico”. In questo contesto, il capo dell’OMS ha ammesso di comprendere le pressioni politiche che devono affrontare i leader dei Paesi ad alto reddito, ma, nonostante ciò,  li ha esortati a riferire agli elettori che “il modo migliore per proteggersi non è solo vaccinarsi, ma vaccinare anche il resto del mondo”.

Delle considerazioni in merito sono state fatte il 17 febbraio, durante una videoconferenza con i capi di Stato africani, dal presidente francese, Emmanuel Macron. Quest’ultimo ha criticato la vaccinazione a rilento in Africa, definendola “intollerabile e inspiegabile”. Riferendosi alla disuguaglianza rispetto all’accesso ai vaccini, Macron ha aggiunto: “È una questione che rientra sia nella moralità di tutti noi sia nell’interesse pubblico. Se non sradichiamo questo virus da tutto il mondo, continuerà a circolare e a creare varianti”.

Alla luce di ciò, la priorità del presidente francese è quella di aumentare la capacità di produzione dell’Africa sulla base del modello indiano. Inoltre, Macron ha dichiarato di voler imporre il rispetto del principio di trasparenza per quanto riguarda il regolamento dei prezzi dei vaccini da parte delle industrie farmaceutiche, perché, a suo avviso, “non è accettabile che alcuni Paesi africani comprino dosi più costose rispetto ai Paesi occidentali”.

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Julie Dickman

di Redazione

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