Nigeria: esperti divisi sulla ripresa dalla recessione economica

Pubblicato il 22 febbraio 2021 alle 6:10 in Africa Nigeria

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L’annuncio da parte del National Bureau of Statistics (NBS), secondo il quale l’economia della Nigeria si è ripresa dalla recessione avvenuta nell’ultimo trimestre del 2020, ha diviso l’opinione degli esperti economici in merito alla questione.

L’economia nigeriana è scivolata in recessione a novembre del 2020, quando il suo prodotto interno lordo (PIL) si è contratto per il secondo mese consecutivo. Secondo All Africa, mentre alcuni hanno previsto l’uscita anticipata dalla crisi, altri hanno dichiarato che, a loro avviso, la realtà dei fatti non suggerisce che l’economia sia migliorata da quando è andata in flessione.

I dati rilasciati dalla NBS hanno mostrato che il PIL della Nigeria è aumentato dello 0,11% nel quarto trimestre del 2020, rappresentando la prima crescita positiva dell’anno. Anche se debole, tale percentuale positiva riflette il graduale ritorno delle attività economiche dopo l’allentamento delle misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus. Nel trimestre in questione, si è registrato un PIL di 43.564.006 trilioni di naira, ovvero circa 1122 trilioni dollari  Questa performance è superiore se confrontata con il quarto trimestre del 2019 che ha registrato un PIL di 39.577.340,04 trilioni di naira, ovvero circa 1020 trilioni di dollari. Tuttavia, il presidente del Nigerian Summit Group, un gruppo di ricerca sull’economia della Nigeria, Buka Kyari, ha informato che, nel caso fossero giuste le stime del PIL, il tasso di crescita ufficiale registrato nell’ultimo trimestre non si traduce in benessere economico della maggior parte dei nigeriani. Di fatto, secondo la fonte, il reddito per capitale di questi ultimi è sceso dell’ultimo anno.

 Secondo l’ex direttore generale dell’Istituto dell’Africa Occidentale per la Gestione Finanziaria ed Economica (WAIFEM), il professor Akpan Ekpo, la crescita registrata è piuttosto “debole”. Quest’ultima, secondo Ekpo, riflette un’economia in “cattive condizioni”, soprattutto quando si va a valutare il settore petrolifero, che vale circa il 70% delle entrate annuali del Governo, anch’esso contratto. Inoltre, il professor Ekpo ha aggiunto: “Se si combina questa ricrescita debole con l’aumento del tasso d’inflazione dei beni alimentari e la crescente disoccupazione, allora l’economia non sta davvero andando bene”. Di fatto, secondo la fonte, il tasso d’inflazione generale è circa del 17%, mentre quello alimentare va oltre il 20%.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla fonte, il direttore generale della Lagos Chamber of Commerce andIndustry (LCCI), il dottor Muda Yusuf, ha dichiarato che la performance dell’ultimo quadrante è stata una piacevole sorpresa, visto l’andamento dell’economia. Di fatto, la chiusura del 2020 ha registrando un calo del PIL annuo pari al 1,92%, il suo livello più basso dal 1994. Per quanto riguarda le prospettive di crescita per il 2021, Yusuf ha riferito che, a suo avviso, l’attuale aumento del PIL “dovrebbe essere di breve durata”.

In conclusione, Yussuf ha informato che, secondo le proiezioni della Banca Mondiale (WB) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI), la crescita media annuale stimata per la Nigeria per l’anno 2021 sarà rispettivamente dell’1,1% e dell’1,5%. In merito, ha dichiarato che il recupero del Paese dipenderanno da cinque fattori chiave, ovvero la gestione della pandemia a livello locale e globale, la distribuzione dei vaccini, le prospettive del mercato internazionale del petrolio, la direzione delle politiche fiscali e monetarie e la possibilità di effettuare riforme aziendali.

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Julie Dickman

di Redazione

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