La Francia invia una fregata nel Mar Cinese Orientale per aiutare Tokyo

Pubblicato il 22 febbraio 2021 alle 12:05 in Corea del Nord Francia Giappone

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La fregata Prairial della Marina francese condurrà attività si sorveglianza nel Mar Cinese Orientale fino all’inizio del mese di marzo 2021 nel quadro di un’iniziativa internazionale per bloccare i tentativi di violazione delle sanzioni Onu da parte della Corea del Nord in tali acque.

La notizia è stata diffusa dal Ministero della Difesa giapponese, che ha accolto con favore la partecipazione di Parigi, specificando che si tratterà della seconda volta in cui la Francia ha preso parte a tale tipo di attività dal 2019. Il Ministero giapponese ha quindi promesso che assicurerà l’efficiente attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu insieme alla Francia e ad altri Paesi. A tal proposito, la Guardia costiera giapponese e le Forze di auto-difesa marittime del Giappone starebbero raccogliendo informazioni rispetto alle attività di imbarcazioni sospettate di violare le risoluzioni. Il Giappone ha poi promesso che contribuirà a sostenere gli sforzi dei propri alleati e partner per lo smantellamento di tutte le armi di distruzione di massa e dei missili balistici della Corea del Nord, “in modo verificabile e irreversibile”.

Dal 2018, Tokyo ha ripetutamente segnalato casi sospetti di trasferimenti di beni da nave a nave nel Mar cinese Orientale tra la Corea del Nord e imbarcazioni straniere. In tale contesto, l’invio della Prairial rientra nel quadro generale di accresciuti sforzi da parte delle potenze europee nella regione dell’Indo-Pacifico, in parte anche a causa della crescente influenza della Cina nell’area.

La Francia, in particolare, ha lanciato una serie di iniziative per aumentare la propria presenza nella regione. Lo scorso 8 febbraio, ad esempio, Parigi ha inviato il sottomarino d’attacco nucleare Émeraude e la nave di sostegno Seine della Marina francese nel Mar Cinese Meridionale, per “affermare che la legge internazionale è l’unica ad essere valida, qualunque sia il mare attraversato”. In tali acque, la Cina rivendica diritti di sovranità basati su presupposti storici e respinti da più Paesi della regione e non. Precedentemente, poi, lo stesso sottomarino Émeraude aveva partecipato ad un’esercitazione militare con gli USA e il Giappone a Sud dell’isola giapponese di Okinotorishima. Per il futuro, infine, nel corso del 2021, Parigi intende infine schierare la nave da assalto anfibio Tonnerre in Giappone. L’interesse francese per la regione dell’Indo-Pacifico deriva dalla sovranità di Parigi su alcuni territori quali l’isola di Reunion, nell’Oceano Indiano e della Polinesia francese, nel Pacifico meridionale. Oltre alla Francia, poi, anche il Regno Unito e la Germania invieranno mezzi navali nell’Indo-Pacifico.

Per quanto riguarda il caso specifico della Corea del Nord, invece, lo scorso 8 febbraio, n report interno delle Nazioni Unite aveva rivelato che la Corea del Nord avrebbe mantenuto e sviluppato i propri programmi balistico e nucleare nel corso del 2020, violando le sanzioni dell’Onu e finanziandoli anche con oltre 300 milioni di dollari rubati tramite attacchi informatici.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni. Gli enti di controllo delle sanzioni hanno stimato, ad esempio, che nel 2019 la Corea del Nord sarebbe riuscita ad esportare circa 370 milioni di dollari di carbone, nonostante, poi, da luglio 2020 i carichi siano stati sospesi. 

In tale quadro, lo scorso 8 febbraio, il Dipartimento di Stato degli USA ha reso noto che l’amministrazione del presidente Joe Biden ha in programma un nuovo approccio verso la Corea del Nord che prevedrebbe una riconsiderazione con gli alleati statunitensi delle pressioni esistenti sul Paese e del potenziale per eventuali azioni diplomatiche future.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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