Russia: confermato il carcere per Navalny, i sostenitori chiedono sanzioni all’UE

Pubblicato il 21 febbraio 2021 alle 12:44 in Russia

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La sentenza emessa il 20 febbraio da un tribunale di Mosca ha respinto l’appello di Alexei Navalny contro la decisione, a sua detta motivata politicamente, di condannarlo a quasi tre anni di carcere per aver violato la libertà vigilata. Separatamente, una seconda sentenza lo ha poi dichiarato colpevole di calunnia e per questo sanzionato. I suoi alleati hanno chiesto sanzioni all’Unione europea (UE) contro i responsabili del suo arresto e delle sentenze a suo carico.

Parlando di fronte al tribunale, Navalny ha affermato che, nonostante la Russia sia costruita sull’ingiustizia, decine di milioni di persone vorrebbero la verità e prima o poi la avranno. Navalny si è difeso dalle accuse di violazione della libertà vigilata, confermate in precedenza da un tribunale, affermando che, durante la sua convalescenza in Germania gli sarebbe stato impossibile fare rapporto al servizio penitenziario di Mosca. Ciò nonostante, il 20 febbraio, è stato comunque ritenuto colpevole.

Separatamente da tali accuse, Navalny, lo stesso 20 febbraio, è stato altresì giudicato colpevole di calunnia per aver diffamato un veterano della Seconda guerra mondiale ed è stato multato di 11.500 dollari. In particolare, Navalny avrebbe definito “traditori e lacchè corrotti” i personaggi apparsi in un video di sostegno alle riforme costituzionali che hanno consentito al attuale presidente russo, Vladimir Putin, di poter avere altri due mandati alla guida del Paese e, per questo, è stato multato. Navalny ha detto al tribunale che tali accuse fossero un espediente per distrarre le persone dalle sue domande sulla ricchezza di Putin e dei suoi alleati

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto ad una domanda sul futuro politico di Navalny dopo la sentenza del 20 febbraio e ha dichiarato: “Non sono assolutamente affari nostri”.

Il prossimo 22 gennaio, i ministri degli Esteri dell’Unione europea (UE) si incontreranno a Bruxelles e dovranno decidere se imporre sanzioni contro gli alleati del presidente russo, Vladimir Putin, per l’incarcerazione di Navalny.

Il 44enne Navalny è uno tra i principali critici del presidente russo. Lo scorso 20 agosto, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk, città siberiana in cui si era recato per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali di settembre, a Mosca, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, Navalny è stato poi portato a Berlino dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha poi passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che l’avvelenamento fosse avvenuto attraverso un agente nervino sviluppato dalla casa russa Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando le sue accuse con alcune prove raccolte dal gruppo di ricerca Bellingcat e con registrazioni telefoniche che incriminerebbero una delle persone incaricate del suo assassinio. Tali accuse sono state respinte in toto da Mosca che si è altresì rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio.

Dopo aver lasciato la Germania, al suo arrivo in Russia il 17 gennaio scorso, Navalny è stato arrestato in connessione a quelle che le autorità hanno definito “gravi violazioni” di una sentenza di detenzione sospesa, ricevuta nel 2014. Molti Paesi occidentali hanno sostenuto che la Russia abbia architettato le accuse a carico di Navalny. La Corte europea per i diritti umani, ad esempio, ha affermato che si sia trattato di una mossa politica, sostenendo la posizione espressa dello stesso Navalny.

Il capo dello staff di Navalny, Leonid Volkov, parlando a Reuters il 20 febbraio stesso, ha affermato che Putin potrebbe considerare il rilascio di Navalny solamente se fosse colpito da sanzioni. Volkov ha affermato che, pur essendo Putin un dittatore, il presidente russo è anche una persona razionale e se gli svantaggi di avere Navalny in carcere dovessero superare i vantaggi potrebbe cambiare la propria decisione. Per Volkov, le sanzioni sarebbero la miglior decisione che l’UE potrebbe prendere in questo momento. Il 21 febbraio, il capo dello staff di Navalny, si è recato a Bruxelles su invito della Lithuania, dove si trova dal 2019, e ha affermato che incoraggerà i legislatori europei ad utilizzare “il linguaggio della forza” con il governo russo. In totale, gli alleati di Navalny hanno stilato una lista di 35 persone che dovrebbero essere sottoposte a sanzioni.

L’arresto di Navalny aveva causato un’ondata di proteste in Russia ma i suoi alleati hanno sospeso eventi di massa fino alla prossima primavera.

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Camilla Canestri

di Redazione

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