Libia: il ministro dell’Interno Bashagha sfugge ad un attentato

Pubblicato il 21 febbraio 2021 alle 18:12 in Africa Libia

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Il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fathi Bashagha, è scampato ad un tentativo di assassinio il 21 febbraio, avvenuto a Ovest di Tripoli, dove un’auto blindata ha aperto il fuoco contro il veicolo a bordo del quale viaggiava il ministro che è però uscito illeso dall’attentato.

La notizia è stata resa nota da un funzionario vicino a Bashagha alla stampa, il quale ha affermato che il ministro dell’Interno del GNA stava rientrando da una visita ordinaria ad una nuova unità di sicurezza controllata dal suo dipartimento e alla National Oil Corporation (NOC), quando il suo convoglio è stato attaccato con numerosi colpi d’arma da fuoco, sferrati da un’auto blindata nell’autostrada nei pressi di Tripoli. La scorta di guardie che accompagnava Bashagha ha risposto al fuoco e ha poi inseguito i responsabili, in totale quatto. Uno tra loro è stato ucciso, due sono stati arrestati, mentre il quarto si troverebbe in ospedale.

Al momento, sono in corso indagini sull’accaduto ma, secondo le prime informazioni disponibili, sembrerebbe che i perpetratori dell’attacco del 21 febbraio provenissero da Zawiya, una città libica definita “potente” da Reuters e situata 45 km a Ovest di Tripoli.

Il 58enne Bashagha è una figura di primo piano della politica libica che ha ricoperto il ruolo di ministro dell’Interno del GNA dal 2018 ed è a capo delle milizie di Misurata. Durante l’assedio di Tripoli da parte dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, iniziato il 4 aprile 2019 e terminato il 4 giugno dell’anno successivo, il ruolo di Bashagha nella controffensiva del GNA sarebbe stato fondamentale. Oltre a questo, Bashagha avrebbe portato avanti anche una campagna anti-corruzione. Lo scorso 28 agosto l’uomo era stato però  rimosso dal proprio incarico all’interno del LNA in un clima di crescenti tensioni con il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, ma era stato poi autorizzato a ritornare a svolgere le proprie mansioni il successivo 3 settembre.

L’attentato del 21 febbraio è avvenuto in un momento in cui il GNA si sta preparando a fare strada al nuovo governo ad interim nominato lo scorso 5 febbraio dal Forum di dialogo politico libico, riunitosi a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite. Quest’ultimo ha ricevuto il compito di guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021 e sarà guidato da Mohammad Younes Menfi, un diplomatico libico della regione orientale, in veste di capo del Consiglio presidenziale, e da Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, in qualità di primo ministro. Mossa Al-Koni e Abdullah Hussein Al-Lafi sono stati scelti, invece, come vice di Menfi.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e ha visto, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, mentre, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle del LNA.

Il GNA di al-Sarraj è stato il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia sin dalla sua nascita, il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017 ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA, a livello internazionale, sono state sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

In tale contesto, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il fuoco stabilito lo scorso 23 ottobre, concordato a seguito di un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso sostegno per l’esecutivo ad interim nominato il 5 febbraio scorso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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