Russia: espulso diplomatico estone

Pubblicato il 19 febbraio 2021 alle 9:02 in Repubbliche Baltiche Russia

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La portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha annunciato l’espulsione di un impiegato dell’Ambasciata estone a Mosca, il 18 febbraio. La misura è stata presa in risposta alla nomina di un diplomatico russo a Tallin come “persona non grata”.

“Di recente, l’Estonia ha dichiarato ‘persona non grata’ un diplomatico russo che era impegnato in questioni culturali ed educative all’Ambasciata della Federazione a Tallinn. La risposta russa è stata immediata. L’ambasciatore dell’Estonia a Mosca è stato convocato al Ministero, dove ha ricevuto le nostre proteste formali ed è stato notificato con l’espulsione di un membro della missione diplomatica estone”, ha reso noto Zakharova.

A detta della portavoce, Mosca ha costantemente perseguito una politica di sviluppo di legami di buon vicinato con i Paesi di confine, tra cui l’Estonia. Tuttavia, ciò richiede un impegno reciproco di tutti i partner e, per la Russia, Tallin ha dimostrato ancora una volta la propria riluttanza a superare le ostilità.

L’Estonia è tra i principali sostenitori, all’interno dell’Unione europea, del regime di sanzioni contro la Russia. Inoltre, il Paese incoraggia attivamente la necessità di espandere le forze e le infrastrutture della NATO nella regione baltica. Dal punto di vista di Mosca, l’atteggiamento di Tallin danneggia gli scambi bilaterali e le relazioni economiche tra i due Paesi. Nello specifico, le contromisure russe alle sanzioni dell’UE hanno causato notevoli lesioni alle industrie agricole e alimentari estoni. Le esportazioni in tali settori, tra Mosca e Tallin, sono diminuite di quasi il 70% rispetto al 2014.

Un episodio analogo si è già verificato il 5 febbraio, quando il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha dichiarato “persona non grata” tre diplomatici provenienti da Germania, Polonia e Svezia. L’accusa mossa da Mosca è di aver partecipato a proteste non autorizzate in supporto dell’oppositore russo Alexei Navalny, il 23 gennaio, sia nella capitale sia a San Pietroburgo. La posizione del Ministero è stata criticata da Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti. In risposta, anche Berlino, Stoccolma e Varsavia hanno espulso tre diplomatici russi dal proprio Paese.

In generale, le relazioni tra la Russia e l’Unione europea hanno subito uno strappo significativo nelle ultime settimane. La visita a Mosca dell’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, avvenuta dal 4 al 6 febbraio, ha attirato diverse critiche sia da parte dei membri del blocco sia all’interno della Federazione. Secondo molti eurodeputati, il viaggio del diplomatico a Mosca non avrebbe dovuto aver luogo, alla luce delle “politiche aggressive” della Russia. Durante il soggiorno nella capitale, Borrell ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, con il quale ha concordato che vi sono alcune aree in cui Mosca e l’Unione possono e devono cooperare, poiché si otterrebbero buoni risultati. Tuttavia, tornato a Bruxelles, Borrell ha riferito che “la Russia è sempre più lontana dall’UE”. A suo avviso, è stata Mosca ad allontanarsi gradualmente dall’Europa, “percependo i valori democratici come una minaccia esistenziale”. Il riferimento va alla vicenda di Alexei Navalny, il più noto leader dell’opposizione extraparlamentare russa, arrestato il 17 gennaio e condannato, il 2 febbraio, a 2 anni e 8 mesi di carcere per presunte violazioni della libertà condizionale in seguito a un caso risalente al 2014, per cui l’UE ne richiede il rilascio.

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Mariela Langone

di Redazione

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