Nigeria: in corso i negoziati con i sequestratori degli studenti

Pubblicato il 19 febbraio 2021 alle 18:18 in Africa Nigeria

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 Sono in corso i negoziati tra i funzionari nigeriani e il gruppo di uomini armati che il 17 febbraio ha rapito 42 persone, tra cui 27 studenti, da un collegio nel distretto di Kagara, dello Stato del Niger.

Le forze di sicurezza nazionali sono riusciti ad ottenere le coordinate della posizione dei rapinatori e degli studenti. Secondo Ahmed Idris, corrispondente di Al Jazeera English ad Abuja, capitale della Nigeria, il 19 febbraio, i rappresentanti del Governo hanno stabilito il contatto con i sequestratori. Secondo le valutazioni del Governo, qualsiasi azione militare provocherebbe morti inutili. Alla luce di ciò, è stato deciso di procedere con un negoziato pacifico al fine di riprendere gli studenti e gli insegnanti in ostaggio.

Questi risultati sono stati ottenuti grazie ad una missione di ricerca e salvataggio condotta il 18 febbraio, dalla Nigeria Police Force. Questa ha lavorato in maniera congiunta con le forze militari che hanno dispiegato elicotteri, forze dell’unità di spionaggio e agenti dell’intelligence. Secondo i funzionari del Governo dello Stato del Niger, gli autori del sequestro sarebbero stati i cosiddetti “banditi”. Questo termine viene utilizzato in Nigeria per descrivere i gruppi di uomini armati che attaccano le comunità e rapiscono per il riscatto.

Secondo Al Jazeera English, il ministro della Difesa nigeriano, Bashir Salihi Magashi, ha dichiarato ai giornalisti: “Le famiglie delle vittime devono farsi vedere forti. Facciamo sapere a questi criminali che anche gli abitanti dei villaggi hanno la competenza e la capacità di difendersi”. Secondo la fonte, i commenti di Magashi hanno attirato numerose critiche, tra cui quelle di Isa Sanusi, portavoce di Amnesty International: “La gente non può difendersi a mani nude di fronte a banditi che stanno acquisendo sempre più armi sofisticate”. Inoltre, la portavoce ha aggiunto che è il compito della autorità nigeriane di difendere il proprio popolo e non una responsabilità dei singoli cittadini.

Il sequestro del 16 febbraio avviene a distanza di due mesi dal rapimento dell’11 dicembre 2020, dove 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram, il più grande gruppo terroristico che opera in Nigeria. Il 14 aprile 2014, 276 studentesse sono state rapite in una scuola secondaria nella città di Chibok, nello Stato di Borno, dal medesimo gruppo. Di fatto, da circa un decennio, il Nord della Nigeria è colpito dalla violenza dei cosiddetti banditi, che sono per lo più impegnati in rapimenti per riscatto e furto di bestiame. Alcuni di questi hanno sviluppato forti legami con i militanti jihadisti, presenti nel Nord-Est del Paese. Il più importante gruppo islamista che opera in Nigeria, soprattutto nel Nord, è Boko Haram, fondato del 2002. L’organizzazione è nata come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. 

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi. Questi ultimi sono stati mobilitati dai pastori Fulani e gli agricoltori Hausa per proteggersi, poiché le due etnie si sono a lungo contese la terra e le risorse idriche. Il degrado ambientale dovuto al cambiamento climatico ha accentuato questo conflitto. Inoltre, l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone. Oltre ai rapimenti, questi gruppi prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Tuttavia, è sempre più comune la collaborazione tra i banditi e i gruppi armati jihadisti.

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Julie Dickman

 

di Redazione