Primo giorno di riunione per i ministri della Difesa NATO

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 13:02 in Italia NATO

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Il 17 febbraio, il segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha presieduto la prima riunione in videoconferenza dei ministri della Difesa dell’Alleanza. Le principali posizioni dell’Italia e degli USA. 

Durante la prima giornata di lavoro, i ministri hanno affrontato vari temi, iniziando dagli argomenti trattati nel documento di riflessione strategica “NATO 2030”. Inoltre, i rappresentanti dei Paesi membri hanno discusso della situazione nel cosiddetto “Fianco Sud” dell’Alleanza, concordando sulla necessità di aumentare l’attenzione in tale area. Infine, questi hanno discusso di cooperazione fra NATO e UE e delle sfide nuove e diversificate che le due organizzazioni devono affrontare. A tale proposito, Guerini ha affermato che è importante che l’Alleanza, pur con la sua natura regionale, sia pronta a far fronte alle sfide globali, quando queste interessano la sicurezza. 

In apertura, si è tenuto un momento di confronto sul lavoro del gruppo di esperti e sulle proposte del Segretario Generale sul “NATO 2030” che prevede, in piena coerenza con la visione italiana, un approccio a 360 gradi per l’Alleanza. La cooperazione tra NATO e Unione Europea è stata, poi, al centro della seconda sessione, che ha visto la partecipazione dell’Alto Rappresentante e vice presidente della Commissione UE, Josep Borrell, e dei ministri della Difesa della Finlandia e della Svezia. “L’indissolubilità del rapporto transatlantico è basata sulla nostra comunità di valori. La NATO e la UE sono i pilastri della nostra sicurezza e noi lavoriamo al rafforzamento dell’Unione Europea della Difesa in modo che sia pienamente complementare all’Alleanza Atlantica”, ha confermato Guerini, evidenziando che l’esigenza di adattamento deriva dalla consapevolezza degli Stati Membri di uno scenario di sicurezza profondamente mutato, che pone la NATO e l’Unione Europea di fronte a sfide nuove e diversificate.

Nel corso della riunione, lo stesso ministro Guerini ha chiesto di prestare maggiore attenzione al “Fianco Sud” dell’Alleanza, “area pervasa da forte instabilità con implicazioni dirette nel campo della sicurezza e della Difesa e nella quale trova ampio spazio di manovra il terrorismo internazionale”. Secondo il rappresentante italiano, il NATO 2030 conferma l’approccio già definito con il ‘Framework for the South’ approvato nel 2015. “Ritengo ora essenziali decisioni comuni che rendano operativo questo approccio, in particolare nello sviluppo della pianificazione avanzata a Sud e nella capacità di stabilizzazione di Paesi a rischio”, ha affermato Guerini. Nel suo intervento il ministro ha poi sottolineato la fondamentale importanza di guardare con attenzione ad ogni forma di minaccia diretta o indiretta alla nostra sicurezza.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, durante la riunione del 17 febbraio ha fatto la sua prima apparizione sulla scena mondiale il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, che ha subito sottolineato che “l’era Trump” delle relazioni difficili con Washington è finita. Il segretario stampa del Pentagono, John Kirby, ha affermato che il messaggio del nuovo presidente degli USA, Joe Biden, a riguardo è chiaro: rivitalizzare il rapporto con la NATO. Austin è andato oltre le questioni tradizionali, sottolineando che l’Alleanza deve proteggere le catene di approvvigionamento e le tecnologie dai “concorrenti strategici”, in un possibile riferimento alla Cina e alla Russia. Austin ha chiarito che il principale rivale della NATO – la Russia di Vladimir Putin – non aspetta nessuno. “I comportamenti aggressivi e coercitivi di concorrenti strategici come Cina e Russia rafforzano la nostra fede nella sicurezza collettiva”, ha scritto Austin in un articolo sul Washington Post.

Un funzionario della Difesa degli USA coinvolto nei preparativi statunitensi per il ministeriale dell’Alleanza aveva affermato: “È molto evidente che la Russia è una minaccia per tutti gli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti”. “Quindi questa amministrazione ha già chiarito che lavoreremo con la Russia per far avanzare i nostri interessi, pur considerandola responsabile delle sue azioni spericolate e aggressive. E quindi non vediamo l’ora di discuterne con i nostri alleati”, aveva aggiunto. Gli attacchi informatici della Russia continuano ad essere in cima alla lista delle preoccupazioni di Washington, per quanto riguarda la sicurezza esterna. La NATO sta ora coinvolgendo altre nazioni nelle sue discussioni a porte chiuse su come affrontare tale minaccia. Anche le mosse esplicite dell’esercito di Mosca in alcuni teatri internazionali stanno destando preoccupazione. Per esempio, la Russia sta intensificando le attività militari nel Nord-Est della Siria, dove gli Stati Uniti hanno ancora 900 soldati sul campo. Ci sono preoccupazioni che i russi possano non rispettare le procedure concordate di mantenere una distanza minima tra le postazioni, secondo funzionari della Difesa statunitensi.

Infine, i rappresentanti della Difesa della NATO hanno discusso della pandemia, che ha generato un’emergenza sanitaria in cui le forze armate di diversi Paesi, tra cui l’Italia, sono state in prima linea. Secondo Guerini, si è trattato di un test straordinario della solidarietà internazionale di un momento per testare le grandi capacità dimostrate dalle forze armate. Al contempo, stando alle parole del ministro, l’emergenza ci ha mostrato alcune debolezze dei singoli e delle Organizzazioni. “Dobbiamo anticipare le nuove sfide trasversali e fare in modo che nuove minacce o crisi di questo tipo non mettano in pericolo la nostra sicurezza, anche in futuro”, ha sottolineato Guerini. Il 18 febbraio si terrà la giornata conclusiva dedicata alla determinazione del futuro delle operazioni e delle missioni dell’Alleanza. Si registra una particolare attesa per quanto riguarda le decisioni da prendere in relazione all’Afghanistan. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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