Pakistan: l’India minaccia la sicurezza dell’Oceano Indiano

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 7:00 in India Pakistan

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Il ministro degli Esteri del Pakistan, Mehmood Qureshi, ha accusato l’India di aver adottato politiche “belligeranti e aggressive” per aumentare le possibilità di conflitto nell’Oceano Indiano, il 17 febbraio, parlando di fronte ai rappresentanti di oltre 40 Paesi.

Durante la nona Conferenza marittima internazionale, organizzata nella città pakistana portuale di Karachi, Qureshi ha affermato che le politiche aggressive e belligeranti indiane, guidate da un’ideologia “induista nazionalista estremista” di Nuova Delhi, rappresentano una “grande e immediata” minaccia alla pace e alla sicurezza regionali e internazionali. Il ministro degli Esteri pakistano ha anche avanzato preoccupazioni rispetto all’acquisizione da parte indiana di tecnologie belliche navali avanzate dai propri partner occidentali e rispetto allo sviluppo di tali strumentazioni anche a livello nazionale. Alla luce di tali considerazioni, Qureshi ha dichiarato che il Pakistan continuerà ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare la propria sicurezza e preservare una capacità di deterrenza minima credibile.

La nona Conferenza marittima internazionale è stata ospitata dal Pakistan nel quadro generale dell’esercitazione navale Aman 21, a cui partecipano oltre 40 Paesi e che è organizzata ogni due anni dalla Marina pakistana, per prepararsi a “minacce non tradizionali” riguardanti soprattutto la pirateria e il crimine nell’Oceano Indiano. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, anche USA, Russia, Regno Unito, Cina e Turchia.

Secondo quanto riportato da Al-Jazeera English, nel 2016, l’India avrebbe alterato l’equilibrio della potenza navale nella regione annunciando di aver ufficialmente commissionato il sottomarino armato con missili balistici nucleari INS Arihant. Quest’ultimo è stato il primo mezzo del suo genere ad essere costruito a livello nazionale da un Paese che non fosse tra i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero USA, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. Oltre allo INS Arihant, l’India dispone anche di un secondo sottomarino armato nuclearmente, lo INS Chakra II di fabbricazione russa e ha commissionato la costruzione di un terzo mezzo di tale tipo, che è in fase di costruzione.

Alcuni analisti hanno fatto notare che, sebbene gli armamenti marittimi indiani possano porre una minaccia per il Pakistan, essi siano in realtà orientati ad accrescere il ruolo nella sicurezza regionale dell’India, in quanto membro del gruppo QUAD, con gli USA, l’Australia e il Giappone.

Nonostante il ministro Qureshi il 17 febbraio abbia sottolineato la minaccia navale posta dall’India, il nodo centrale delle tensioni tra Nuova Delhi e Islamabad riguarda il Kashmir, una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale dell’area, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e la zona a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu ha istituito la LoC, dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che Islamabad e Nuova Delhi si accusano reciprocamente di violare di frequente. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare i militanti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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