Il Kuwait intenzionato a ridurre le forniture di petrolio a committenti asiatici

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 12:11 in Kuwait Medio Oriente

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La Kuwait Petroleum Corporation (KPC) ha avviato trattative volte a ridurre le forniture di petrolio per alcuni suoi committenti in India e in Giappone.

A riportarlo, il 18 febbraio, il quotidiano al-Arab, secondo cui la compagnia petrolifera nazionale avrebbe proposto di ridurre la durata degli accordi da un anno a nove mesi. In tal modo, stando a quanto comunicato nel corso di un incontro con raffinerie indiane, i contratti della KPC garantirebbero la fornitura di risorse petrolifere ai committenti asiatici da aprile a dicembre 2021 e non più fino a marzo 2022. Tuttavia, il Kuwait, definito il quarto maggiore produttore di petrolio tra i Paesi dell’Organizzazione OPEC, ovvero dei Paesi Esportatori di Petrolio, ha affermato che valuterà la situazione tra ottobre e novembre, prima di avviare le forniture per il primo trimestre del 2022.

Stando a quanto riportato dal quotidiano, la proposta del Paese del Golfo fa seguito a una decisione dell’Iraq, al secondo posto tra i maggiori produttori OPEC. In particolare, Baghdad ha stabilito di ridurre le proprie esportazioni di petrolio in India, così da rispettare le quote di produzione stabilite all’interno dell’organizzazione OPEC. Le raffinerie indiane, dal canto loro, si sono dette pronte ad aumentare la propria capacità di produzione per soddisfare un aumento della domanda, in un momento in cui l’India, il terzo maggiore importatore di greggio a livello internazionale, prova a riprendersi dalle ripercussioni della pandemia di Covid-19.

Allo stesso tempo, secondo alcune fonti, le compagnie indiane avevano pianificato di aumentare le importazioni di petrolio kuwaitiano, per sopperire ai tagli iracheni di greggio proveniente da Bassora. A tal proposito, la Bharat Petroleum Corp ha cercato di aumentare del 25% le sue forniture dalla KPC, giungendo a 60.000 barili di petrolio al giorno e lasciando aperta l’ipotesi di acquistare altri 50.000 barili per il 2021-2022. La Mangalore Refinery and Petrochemicals, un’altra raffineria indiana, ha anch’essa provato ad aumentare le quantità di petrolio importato dal Kuwait, proponendo un incremento del 14%, ovvero fino a 40.000 barili, mentre le quantità di acquisto opzionale salirebbero a 15.000 barili, rispetto ai 10.000 del 2020/21. Al contrario, la Indian Oil Corporation desidererebbe ridurre il volume delle importazioni, passando da 120.000 a 100.000 barili, ma cercando di aumentare gli acquisti opzionali da 30.000 a 50.000 barili al giorno.

Circa il Kuwait, le medesime fonti hanno dichiarato che la raffineria di al-Zour, considerata la quarta tra le raffinerie kuwatiane più produttive, potrebbe rendere il Paese del Golfo uno dei maggiori produttori di carburante della regione entro la fine del 2021, ovvero quando al-Zour, la quale ha una capacità di 615.000 barili al giorno, dovrebbe iniziare a funzionare. Nonostante ciò, riferiscono le fonti, la Kuwait Petroleum Corporation sta riorganizzando i contratti siglati con i suoi committenti, in quanto prevede un aumento della domanda interna di petrolio all’inizio del 2022. Motivo per cui, al momento avrebbe deciso di ridurre la durata degli accordi già raggiunti, proponendosi di firmare altri contratti annuali a partire dal mese di aprile 2022. Le trattative, però, sono ancora in corso.

La Kuwait Petroleum Corporation è una compagnia controllata direttamente dal governo kuwaitiano e vende i propri prodotti in molti Paesi con il marchio Q8. La società è nata nel 1980 integrando Kuwait Oil Company, Kuwait National Petroleum Company, Kuwait Oil Tanker Company e Petrochemicals Industries Company. Oltre alla raffineria di al-Zour, il Kuwait può fare affidamento su Mina Abdullah, costruita nel 1958 e situata nel Sud del Paese, la quale ha una capacità pari a circa 270.000 barili di petrolio al giorno. Un’altra raffineria è, invece, Mina al-Ahmadi, posta a 45 km a Sud di Kuwait City, sul Golfo arabico, la cui capacità di produzione è pari a più di 460.000 barili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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