Cina-Taiwan: la questione del vaccino BioNTech

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 13:07 in Cina Taiwan

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L’azienda tedesca BioNTech ha affermato, il 17 febbraio, che prevede di fornire i propri vaccini per il coronavirus a Taiwan, dopo che Taipei aveva lamentato il ritiro dell’azienda da un accordo per l’acquisto di 5 milioni di dosi del vaccino, a causa di pressioni “esterne”, alludendo alla Cina. Il 18 febbraio, l’Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato di Pechino ha definito tali accuse “inventate dal nulla”.

Nella giornata del 17 febbraio, prima della dichiarazione di BioNTech, il ministro della Salute di Taiwan, Chen Shih-chung, aveva dichiarato che, nel mese di dicembre 2020, i funzionari di Taiwan erano pronti ad annunciare un accordo per la fornitura di vaccini da parte di BioNTech, quando l’azienda tedesca si sarebbe tirata indietro all’ultimo momento. Al momento, l’accordo sarebbe ancora in sospeso e non sarebbe stato annullato. Pur non citando direttamente Pechino, il Ministro della Salute Taiwanese aveva dichiarato che, al tempo della trattativa con BioNTech, fosse preoccupato rispetto a interferenze da parte di forze esterne e di pressioni politiche che avrebbero potuto minacciare l’accordo. Successivamente, Chen ha dichiarato che, secondo BioNTech, vi sarebbero stati disaccordi interni e altre problematiche riguardanti la distribuzione a livello mondiale dei vaccini e che l’accordo fosse ancora in sospeso. Chen ha quindi affermato che: “Sembrerebbe che alcune persone non vogliano vedere Taiwan felice”.

BioNTech ha quindi rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato di essere impegnata a contribuire a porre fine alla pandemia per la popolazione mondiale e che ha intenzione di fornire il proprio vaccino a Taiwan nel quadro del proprio impegno globale. L’azienda ha quindi annunciato che fornirà aggiornamenti in merito alla questione non appena possibile.

Il 18 febbraio, intanto, il portavoce dell’ Ufficio per gli affari di Taiwan di PEchino, Ma Xiaoguan, ha dichiarato che le affermazioni di Chen abbiano mostrato ancora una volta l’immoralità dei politici del Partito Progressista Democratico (PDD) di Taiwan. Ma ha quindi chiesto perché le autorità taiwanesi non si siano mai messe in contatto con l’azienda Shanghai Fosun Pharmaceutical Group Co Ltd che è incaricata della distribuzione del vaccino BioNTech in Cina.

BioNTech ha stretto un accordo con l’azienda cinese Shanghai Fosun Pharmaceutical Group Co Ltd in base al quale quest’ultima ha il diritto esclusivo di sviluppare e commerciare il vaccino per il coronavirus prodotto con le tecnologie di BioNTech nella Cina continentale, a Hong Kong, a Macao e a Taiwan.  In cambio, secondo Straits Times, l’azienda tedesca avrebbe ricevuto un pagamento di 85 milioni di dollari e un investimento di 50 milioni di dollari nelle proprie azioni dalla Shanghai Fosun Pharmaceutical.

Taiwan, da parte sua, nel mese di dicembre 2020 aveva annunciato di aver deciso di acquistare 20 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus, una parte proveniente dall’azienda inglese AstraZeneca e il resto dal meccanismo Covax e da una seconda azienda non citata. Lo scorso 10 febbraio, poi, Taiwan ha concluso un accordo per oltre 5 milioni di dosi con l’azienda statunitense Moderna. Rispetto al fatto che Taiwan si sia finora rifiutata di acquistare vaccini cinesi, Chen ha dichiarato che questi ultimi non rientrerebbero nella lista della struttura Covax e che non vi siano dati disponibili a sufficienza per provarne l’efficacia. Oltre a questo, a detta di Chen, la Cina non avrebbe mai cercato di parlare della questione vaccini con le istituzioni taiwanesi.

La pandemia di coronavirus ha provocato un acceso dibattito tra Taipei e Pechino in quanto, la prima ha lamentato di essere rappresentata a livello internazionale dalla seconda, come ad esempio nel caso dell’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS). La Cina considera l’isola una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, e, per questo, sostiene di rappresentare anche tale territorio. Tuttavia, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC.

Dall’ascesa dell’attuale leader del governo di Taiwan, Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PDD), nel 2016, Pechino ha tagliato i ponti con le istituzioni di Taipei in quanto Tsai, rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020, ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina”. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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