Cina: le esportazioni che potrebbero danneggiare l’industria bellica USA

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 16:06 in Cina USA e Canada

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La Cina starebbe considerando la possibilità di limitare le esportazioni di terre rare verso gli Stati Uniti e starebbe valutando l’entità dell’effetto che ciò potrebbe avere sulle aziende dell’industria bellica statunitense, secondo quanto riferito da persone che hanno partecipato a  consultazioni del governo cinese al Financial Times, poi citato da Global Times il 18 febbraio.

In particolare, funzionari del governo cinese avrebbero chiesto ai leader del settore delle terre rare in Cina in che misura aziende statunitensi, ma anche europee, potrebbero essere colpite dalle limitazioni alle esportazioni di tali minerali durante un’eventuale disputa bilaterale. Tale tipo di materiali sarebbe importante, ad esempio, per la realizzazione di armi avanzate e equipaggiamenti militari come gli aerei da caccia F-35 degli USA, che necessiterebbero di 417 kg di terre rare l’uno per essere prodotti. Questi ultimi, in particolare, sono prodotti dalla compagnia Lockheed Martin che, nel corso del 2020, è stata sottoposta a sanzioni da parte del governo cinese per aver venduto armi a Taiwan.

Gli elementi in questione, in totale 17, sono utilizzati nella produzione di una grande vastità di prodotti che va dagli smart phone agli aerei da guerra e la Cina ne controlla la maggior parte della produzione estrattiva mondiale, così come la loro lavorazione. Ciò, a detta di Bloomberg, lascerebbe alle industrie statunitensi poche strade da percorrere per garantirsi una fornitura nel breve termine se eventuali restrizioni dovessero essere imposte, visto che l’80% di importazioni di tale tipo negli USA proviene dalla Cina.

Prima delle ultime indiscrezioni, lo scorso 15 gennaio, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione della Cina aveva aperto le consultazioni per un mese per nuove linee guida per la gestione delle terre rare, volte a regolare il settore in generale e a promuoverne uno sviluppo di alta qualità. La Cina intende rafforzare la protezione delle proprie risorse di terre rare e le regole che riguardano tutta la catena industriale connessa, stabilendo un meccanismo sotto il Consiglio di Stato per decidere e coordinare le misure in materia.

Secondo Bloomberg, l’argomento delle esportazioni di terre rare era già stato oggetto d’attenzione da parte cinese durate il peggioramento delle relazioni commerciali tra Washington e Pechino, iniziato il 23 marzo 2018 con la cosiddetta guerra commerciale. In particolare, nel 2019, la Cina aveva valutato restrizioni alle esportazioni verso gli USA senza poi, però, applicarle, ma spingendo Washington a cercare alternative.

In particolare, l’allora presidente degli USA, Donald Trump, il 30 settembre 2020, aveva firmato l’Ordine esecutivo 13817 per valutare la dipendenza del proprio Paese da altri per ottenere tali risorse ed espandere l’estrazione di terre rare negli USA. Più tardi, il 21 gennaio scorso, l’azienda Lynas Rare Earths Ltd, il più grande produttore di terre rare fuori dalla Cina, aveva stretto un accordo con il Dipartimento della Difesa statunitense per ricevere finanziamenti per potenziare le capacità di lavorazione di tali elementi negli USA.

Secondo un’analisi pubblicata su una rivista russa e citata da Global Times, se la Cina smettesse di fornire le proprie terre rare ad altri Paesi, le aziende dell’industria bellica statunitense non potrebbero resistere a lungo così come accadrebbe anche per la produzione di prodotti di alta tecnologia come i chip. La Cina dovrebbe quindi valutare attentamente cosa fare.

Il controllo cinese sulle terre rare potrebbe diventare un nuovo punto di sconto tra Pechino e Washington ma, secondo alcuni, la Cina dovrebbe essere cauta nell’adozione di misure drastiche per non stimolare i propri concorrenti a potenziare le proprie capacità, minacciando così la posizione dominate di Pechino nel settore.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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