Cina: la trasformazione tecnologica del settore manifatturiero

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 20:00 in Asia Cina

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Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione della Cina ha pubblicato il Piano d’azione 2021-23 per lo sviluppo e l’innovazione dell’internet dell’industria, il 18 febbraio.  La Cina sarà sottoposta ad una trasformazione del settore manifatturiero guidata dalla tecnologia , che renderà il “made in China” più competitivo a livello globale. Il piano consentirà di compensare l’aumento dei costi di produzione e consolidare la posizione del Paese come “laboratorio” mondiale.

Nei prossimi tre anni, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione cinese ha previsto una rapida crescita di Internet nel settore manifatturiero che richiederà grandi sforzi per affrontare le profonde difficoltà di tale comparto economico e andare verso la digitalizzazione degli impianti e lo sviluppo dell’industria digitale stessa.

In particolare, il governo cinese ha intenzione di rafforzare l’infrastruttura industriale, grazie ad una profonda penetrazione tecnologica, e di costruire 30 impianti interamente connessi con la tecnologia 5G in 10 settori chiave. Oltre a questo, Pechino creerà piattaforme per l’internet industriale delle cose (IoT), che, come definito da South China Morning Post, è l’adozione di applicazioni avanzate che utilizzano reti wireless di ultima generazione, big data e intelligenza artificiale.

Prima del piano 2021-23, la Cina aveva lanciato un programma relativo al biennio 2018-2020, dal valore di 70 miliardi di yuan, equivalenti a 10,8 miliardi di dollari, selezionando 4 progetti pilota a livello nazionale e 258 iniziative di dimostrazione minori.

Secondo l’Accademia cinese delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nel 2019, il valore stimato dell’economia digitale della Cina si è attestato a 5,2 trilioni di yuan, circa 805 miliardi di dollari, facendo posizionare il Paese al secondo posto al mondo, dopo gli USA. Il settore, in quell’anno, ha occupato il 36% del PIL nazionale pur avendo un valore del 70% inferiore rispetto a quello statunitense.

Diversamente dal settore dell’e-commerce, che ha affrontato una fase di espansione dalla diffusione del coronavirus e che, nel 2019, ha avuto un valore di 34,8 miliardi di yuan, il settore manifatturiero della Cina sta affrontando grandi difficoltà. Tra le principali problematiche di tale segmento economico vi sono stati la crescita del costo del lavoro e la cancellazione di regimi fiscali agevolati, che hanno spinto investitori esteri a spostare le proprie industrie in Paesi maggiormente “economici”, come il Vietnam e l’India. Alla luce di tali difficoltà, la leadership cinese ha deciso di puntare sull’impiego dell’innovazione locale per rendere l’apparato manifatturiero maggiormente competitivo di fronte agli shock esterni. Oltre a questo, le autorità cinesi stanno promuovendo i consumi domestici, alla luce della strategia di doppia circolazione dell’economia.

Quest’ultimo concetto prevede che un grande focus dell’economia cinese sia rivolto verso il mercato domestico, ovvero verso la circolazione interna, per far sì che il Paese si adatti ad un ambiente esterno sempre più instabile. In base a questo, la Cina farà minor affidamento su una strategia di sviluppo orientata alle esportazioni, ovvero alla circolazione esterna, senza però abbandonarle. La doppia circolazione è prevista nel 14esimo piano quinquennale della Cina per il periodo 2021-25. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il Paese avrebbe sviluppato gradualmente un nuovo modello di sviluppo nel quale la circolazione domestica ha un ruolo predominante.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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