Cina: impennata dei consumi durante le festività

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 11:49 in Asia Cina

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I dati pubblicati dal Ministero del Commercio della Cina, il 17 febbraio, hanno rivelato che, nei giorni dall’11 al 17 febbraio, durante le festività legate al capodanno cinese, le aziende nei settori del retail e della ristorazione hanno realizzato vendite per 821 miliardi di yuan, corrispondenti a 127 miliardi di dollari, registrando un aumento del 28,7% rispetto allo stesso periodo di festività nel 2020 e del 4,9% rispetto al 2019.

Secondo il Ministero del Commercio, durante la cosiddetta “settimana dorata” del capodanno cinese 2021, viste le misure di prevenzione e controllo per arginare la diffusione del coronavirus e la nuova circostanza creatasi di dover trascorrere le feste “in loco”, il mercato dei consumi a livello nazionale avrebbe mostrato novità e cambiamenti. A causa della diffusione del coronavirus in più province, la consueta migrazione di massa verso i luoghi d’origine di molti cittadini cinesi è stata scoraggiata e agli abitanti delle are ad alto e medio rischio è stato chiesto di trascorrere le vacanze nel luogo in cui lavorano o studiano e di evitare grandi ritrovi.

Dal punto di vista delle aziende del retail, tra i beni di consumo che hanno registrato un maggiore successo ci sono stati i gioielli, l’abbigliamento, gli articoli per la comunicazione e i prodotti elettronici per la casa che hanno avuto crescite rispettive del 160.8%, 107.1%, 39.0% e 29.9% rispetto all’anno precedente. In generale, le vendite al dettaglio sono aumentate del 76,5% anno su anno e il flusso di persone presenti nei centri commerciali e nelle vie dello shopping nelle città di prima e seconda fascia della Cina ha avuto un aumento del 200% rispetto all’anno precedente. Un cambiamento determinante si è poi verificato nelle cosiddette modalità di consumo “intelligenti”, con una crescita delle transazioni contact-less, degli acquisti online e delle tradizionali “buste rosse” scambiate durante la settimana dorata in versione digitale. Ad esempio, l’iniziativa promossa dal Ministero del Commercio della cosiddetta “Festività nazionale dell’anno nuovo online” nell’arco di sei giorni ha generato 120 miliardi di yuan.

Per quanto riguarda poi il settore della ristorazione, anche il consumo di cibi e bevande è aumentato di 1,3 volte rispetto all’anno precedete, con un raddoppiamento degli ordini su alcune piattaforme di consegna. In merito al turismo, invece, il trend principale è stato quello di spostamenti locali, limitati per lo più alle vicinanze delle grandi città.

Nel 2020, secondo stime del Ministero del Commercio cinese, la pandemia avrebbe determinato una caduta nei consumi del 20,5% rispetto all’anno precedente ma, con il controllo dei contagi e della diffusione del coronavirus, il settore ha avuto una ripresa a partire dal mese di agosto 2020. Secondo il direttore del dipartimento di ricerca sulla macro economia del centro studi sullo sviluppo del Consiglio di Stato della Cina, Chen Changsheng, la crescita economica cinese nel 2021 potrebbe essere guidata principalmente dalla ripresa dei consumi, che contribuiranno anche alla ripresa delle piccole, medie e micro imprese.

Nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus a livello globale e la conseguente crisi economica a livello mondiale, nel 2020, il PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina, il 18 gennaio scorso. In tale anno, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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