Caccia russi Su-27 intercettano aerei francesi sul Mar Nero

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 8:47 in Francia Russia

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Due caccia russi Su-27 hanno intercettato, il 17 febbraio, un gruppo di aerei da guerra francesi che sorvolava sul Mar Nero, e li hanno accompagnati fino a quando non si sono ritirati dal confine della Federazione.

A riportare la notizia ai giornalisti è stato il Centro di Controllo della Difesa Nazionale di Mosca, il quale ha altresì illustrato la dinamica dell’accaduto. Stando a quanto riferito, i radar russi installati sulle acque neutrali del Mar Nero avrebbero avvistato obiettivi aerei che si avvicinavano al confine di Stato. Di conseguenza, due velivoli da combattimento Su-27 della Southern Military Region Air Force e dell’Air Defense Group sono entrati in azione. “Gli equipaggi degli aerei da combattimento russi hanno identificato gli obiettivi come un gruppo dell’Aeronautica Militare francese, tra cui vi erano l’aereo di rifornimento KC-135 e due velivoli tattici “Mirage 2000”, e li hanno scortati sul Mar Nero”, ha spiegato il Centro. Infine, dopo che gli aerei militari stranieri si sono allontanati dal confine, i caccia russi sono rientrati all’aeroporto.

Nel 2020, le intercettazioni di aerei stranieri sul Mar Nero sono aumentate del 21% rispetto al 2019. Il dato è stato comunicato dal capo delle Operazioni dello Stato Maggiore delle Forze Armate di Mosca, Sergei Rudskoi. “Solo a settembre 2020, per proteggere il confine aereo della Federazione Russa, 27 velivoli hanno sorvolato le acque del Mar Nero e del Mare di Azov, la parte settentrionale della penisola di Crimea”, ha reso noto il comandante. Secondo quanto riferito da Rudskoi, non si tratterebbe solo di aerei da ricognizione della NATO, ma anche di bombardieri strategici americani che operano nella regione.

Da parte loro, gli Stati Uniti hanno affermato che tali esercitazioni mirano a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente presenza militare della Russia nel Mar Nero. Dal punto di vista di Washington, i partner dell’Alleanza Atlantica temono l’aumento delle capacità militari di Mosca e la sua propensione ad invadere la sovranità di altri Paesi, in riferimento all’annessione della Crimea nel 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO nell’area viene legittimato alla luce delle azioni della Russia, in particolare in seguito al potenziamento della sua Marina. Negli ultimi anni, la Flotta del Mar Nero di Mosca ha ricevuto 6 sottomarini diesel-elettrici, diverse fregate e piccole navi-razzo dotate di missili da crociera a lungo raggio “Calibre”. In aggiunta, l’esercito russo ha schierato in Crimea quattro divisioni di sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-400 “Triumph”, oltre a diversi complessi antiaerei “Shell-S”.

Al contrario, per Mosca, il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza del Paese. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici.

Il Mar Nero riveste un’importanza cruciale per la Russia, specialmente in campo energetico e in relazione ai “conflitti congelati”. Per la sua posizione geografica, in prossimità di grandi riserve di gas naturale e petrolio greggio, la regione ha una triplice dimensione geo-strategica e geo-economica. In primo luogo, quale fonte diretta di energia, in secondo come importante corridoio di trasporto per le risorse energetiche dall’Eurasia all’Unione Europea, sull’asse emergente Mar Caspio-Mar Nero-Mar Mediterraneo, e infine in qualità di fattore fondamentale per la sicurezza energetica dell’UE. Riguardo al potenziale geopolitico della regione, la Russia sta cercando di stabilire una sfera di influenza privilegiata sui Paesi dell’area, al fine di limitarne l’integrazione in organizzazioni Euro-Atlantiche.

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Mariela Langone

di Redazione

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