Spagna: rapper arrestato per “incitazione al terrorismo” e “oltraggio alla Corona”

Pubblicato il 17 febbraio 2021 alle 6:44 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il rapper spagnolo, Pablo Hasel, è stato arrestato dalla polizia dopo aver tentato di evitare una condanna di 9 mesi per “apologia di terrorismo” e “vilipendio della Monarchia e delle istituzioni dello Stato”. Barricato per qualche giorno nell’Università di Lleida, in Catalogna, il rapper è stato condannato per i suoi tweet e i suoi versi contro la monarchia e le forze di sicurezza. In una delle sue canzoni, Hasel definisce gli agenti di polizia “mercenari di merda”. 

I Mossos d’Esquadra, ovvero le forze dell’ordine catalane, lo hanno catturato e arrestato, davanti al rettorato, intorno alle 6:30 di martedì 16 febbraio. “Non ci faranno mai piegare, nonostante tutta la repressione”, ha detto Hasel, mentre veniva scortato dagli agenti, con il pugno alzato. Il giorno prima, il rapper era stato aiutato da decine di suoi sostenitori a nascondersi e a barricarsi nell’Università nel tentativo di evitare la cattura e di dare la maggior risonanza mediatica possibile al suo arresto. “Non ci fermeranno mai, non ci piegheranno!”, ha continuato a gridare il cantante mentre veniva portato via. “Morte allo Stato fascista”, ha infine urlato, prima che i Mossos d’Esquadra lo facessero entrare nell’auto della polizia, tra i fischi dei sostenitori e degli attivisti che protestavano nella città. 

La detenzione, definita da Hasel un «gravissimo attacco» alla libertà d’espressione, arriva quattro giorni dopo la scadenza del periodo concesso dal Tribunale nazionale, un’alta corte con sede a Madrid, per convincere il cantante a costituirsi volontariamente. Lunedì scorso il tribunale dell’Audiencia Nacional aveva negato al rapper la sospensione della pena in quanto Hasel aveva già subito due condanne, nel 2017 per resistenza a pubblico ufficiale e nel 2018 per violazione di domicilio. La sentenza che lo costringerà ora a 9 mesi di carcere riguarda invece reati di “incitazione al terrorismo” e “oltraggio alla Corona”. In una serie di tweet, il rapper ha attaccato la monarchia e ha accusato, ad esempio, le forze di polizia di aver torturato e ucciso manifestanti e immigrati. Ha anche definito il re emerito Juan Carlos I un “mafioso”, in un momento in cui la monarchia spagnola era ancora una volta nell’occhio del ciclone per sospetti casi di corruzione.

L’arresto di Hasel ha generato un ampio dibattito in Spagna sui limiti alla libertà di espressione. Il rapper ha già ricevuto un grande sostegno da parte degli ambienti intellettuali, culturali, artistici e giornalistici. Manifestazioni a suo favore si sono svolte a Madrid e a Barcellona e 200 artisti, tra i quali il regista Pedro Almodovar e l’attore Javier Bardem, hanno firmato un manifesto a sua difesa. Organizzazioni non governative, come Amnesty International, hanno giudicato l’incarcerazione ingiusta e sproporzionata, mentre vari gruppi di attivisti stanno pianificando di organizzare nuove proteste per chiedere il suo rilascio.

Nel mezzo dell’indignazione generale, già la scorsa settimana, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, aveva promesso una riforma del codice penale affinchè i reati legati «agli eccessi nell’esercizio della libertà d’espressione» venissero puniti con «pene dissuasive» e non più con la detenzione. Il governo proporrà dunque “una revisione di questi crimini e delle relative pene”. 

Hasel, 33 anni, è uno dei 15 artisti spagnoli che negli ultimi tempi ha subito le conseguenze della censura spagnola. L’ex governo conservatore di Mariano Rajoy aveva inasprito le leggi e approvato una dura applicazione del codice penale per intimidire i dissidenti politici in un contesto di crescita dei disordini sociali. Un altro caso noto è quello del rapper spagnolo Valtonyc, che, nel 2018, è partito per il Belgio poche ore prima della sentenza emessa contro di lui e in base alla quale sarebbe stato costretto a scontare una pena per insulti al re, incitazione il terrorismo e minacce alla Corona nelle sue canzoni. Bruxelles, per il momento, ha respinto l’estradizione richiesta dalla Spagna e sostiene che le azioni del cantante non costituiscano un crimine ai sensi del diritto belga.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.