Pechino e Seoul parlano di pace nella penisola coreana

Pubblicato il 17 febbraio 2021 alle 11:53 in Cina Corea del Nord Corea del Sud

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha avuto la prima conversazione telefonica con il suo omologo Sud-coreano, Chung Eui-yong, il 16 febbraio, dopo che quest’ultimo ha assunto l’incarico lo scorso 20 gennaio.

Tra gli argomenti trattati, le parti hanno parlato della questione della penisola coreana. Wang ha ribadito che l’andamento della situazione in tale area è estremamente importante sia per la Cina, sia per la Corea del Sud, della quale ha elogiato il ruolo svolto finora. Per Pechino, tutte le parti coinvolte devono rafforzare la comunicazione e la coordinazione per proteggere la pace e la stabilità nella penisola e devono profondere sforzi per raggiungere i due grandi obiettivi di denuclearizzazione e di istituzione di un meccanismo di pace permanente. Chung ha quindi aggiunto che la Corea del Sud ha intenzione di continuare a giocare un ruolo costruttivo per promuovere la ripresa del dialogo per la pace nella penisola coreana.

Oltre ad aver trattato tale argomento, dopo aver ribadito che Cina e Corea del Sud sono partner strategici e importanti vicini l’una dell’altra, Wang ha affermato che le relazioni bilaterali stanno avanzando verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo comune, di impegno per la pace regionale, di rivitalizzazione dell’Asia e di promozione della prosperità globale. Il ministro cinese ha affermato che, di fronte ai rapidi cambiamenti a livello regionale e globale, le parti debbano rafforzare la cooperazione e la comunicazione, attuare il consenso raggiunto dai rispettivi capi di Stato, promuovere la reciproca relazione di partenariato strategico e andare avanti verso un nuovo livello. Tra i vari settori di cooperazione citati, Wang ha sottolineato l’importanza di portare avanti il lavoro svolto nella lotta alla pandemia e, al contempo, di far ripartire gli scambi tra i rispettivi funzionari per far riprendere la cooperazione in più settori e lo sviluppo economico tra i due Paesi. La parte Sud-coreana ha quindi affermato che i prossimi due anni saranno particolarmente importanti per le relazioni tra i rispettivi Paesi, visto il ricorrere del 30esimo anniversario dall’istaurazione dei rapporti diplomatici e l’organizzazione dei giochi olimpici invernali in Cina nel 2022.

Chung è stato nominato ministro degli Esteri dal presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 20 gennaio scorso, dopo essere stato un suo ex-consigliere nazionale per la sicurezza. Poiché Chung aveva svolto il ruolo di mediatore nei dialoghi tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord per la denuclearizzazione della seconda, avvenuti tra il 2018 e il 2019, la presidenza Sud-coreana aveva affermato che la sua nomina sarebbe servita ad infondere nuova energia nel settore diplomatico. La scelta della figura di Chung era stata considerata da più osservatori un tentativo da parte Sud-coreana di far riprendere i negoziati per la denuclearizzazione della Corea del Nord tra Washington e Pyongyang, a poche ore dall’insediamento alla Casa Bianca del presidente degli USA, Joe Biden. Secondo alcuni critici, però, la scelta di Chung avrebbe dimostrato che il presidente Moon non avrebbe intenzione di modificare il proprio approccio nei confronti della Corea del Nord. Altri ancora, avevano poi accusato lo stesso Chung di aver contribuito al fallimento del dialogo tra Washington e Pyongyang in passato.

Nel corso del 2020, le relazioni tra la Corea del Sud e la Corea del Nord avevano visto un progressivo peggioramento, nell’ambito del quale la seconda aveva dapprima interrotto la linea diretta di comunicazione tra i due eserciti e poi aveva fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento infra-coreano, nella città nordcoreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 16 giugno 2020. Tale struttura fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stata istituita il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali.

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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