Pechino assegna obiettivi a ogni provincia per le energie rinnovabili

Pubblicato il 17 febbraio 2021 alle 7:00 in Asia Cina

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La Cina definirà obiettivi specifici da raggiungere per l’utilizzo delle energie “verdi” a livello provinciale, secondo quanto riportato da Caixin il 16 febbraio.

Tutte le amministrazioni di livello provinciale della Cina, fatta eccezione per il Tibet, riceveranno obiettivi annuali specifici da raggiungere in termini di quantità di energie rinnovabili impiegate sul totale del consumo energetico provinciale, fino al 2030. L’Amministrazione nazionale per l’Energia della Cina, avrebbe inviato una bozza di tale piano alle istituzioni locali che si occupano di energia lo scorso 5 febbraio, che sarà aperta a discussioni fino al prossimo 26 febbraio.

L’obiettivo generale del piano articolato a livello provinciale sarà quello di aumentale la porzione utilizzata di fonti di energia rinnovabile, quali idrogeno, solare, eolica e da biomasse, fino al 40% del mix energetico nazionale entro il 2030. Ognuna delle 30 aree coinvolte avrà quindi specifici obiettivi a cui attenersi, diversificati l’una dall’altra, in quanto, ad oggi, alcune zone avrebbero ancora molto da fare in materia, mentre altre si troverebbero già ad un buon livello. Le aree metropolitane di Pechino e Shanghai e la provincia di Guangdong, ad esempio, dovranno aumentare la quota di fonti di energia rinnovabile impiegate dal 15% al 25% nel 2021 per poi arrivare al 30% entro il 2026 e al 40% successivamente. Altre otto zone di livello provinciale collocate, invece, nella Cina centrale e occidentale, impiegando già quote di fonti di energia rinnovabile che vanno dal 40% al 70% nel 2021 dovranno solamente assicurarsi che nei prossimi anni la proporzione non subisca variazioni.

Gli obiettivi posti a livello provinciale potrebbero consentire alla Cina di raggiungere i traguardi che il Paese si è prefissato in materia ambientale e che sono stati delineati durante il discorso tenuto alla 75esima assemblea delle Nazioni Unite, il 22 settembre scorso, dal presidente cinese, Xi Jinping. Quest’ultimo, parlando della ripresa economica post-coronavirus, aveva sottolineato l’importanza della sostenibilità e aveva annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060. Xi aveva dichiarato che l’umanità dovrebbe lanciare una “rivoluzione di se stessa” e velocizzarsi per creare un modello di sviluppo e di vita “più verdi”, in quanto non può più permettersi di ignorare i ripetuti avvertimenti che ha ricevuto dalla natura.

Oltre a questo, Xi aveva poi annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la capacità di 1,2 miliardi di kilowatt di energia eolica e solare entro il 2030, che corrisponderebbero a circa il doppio delle attuali cifre che, alla fine del 2020, si sono attestate a 530 milioni di kilowatt di capacità. Secondo quanto poi rivelato a Caixin da una fonte vicina all’ Amministrazione nazionale per l’Energia della Cina, le previsioni di Pechino prevedrebbero di accelerare tali obiettivi di un ulteriore miliardo di kilowatt entro il 2025 e di ulteriori 1,6 miliardi di kilowatt entro il 2030, così che le fonti rinnovabili occupino il 40% del mix energetico nazionale.

Infine, il piano a livello provinciale contribuirà anche a far sì che la Cina rispetti la promessa di Xi alle Nazioni Unite di aumentare la quota di energie non provenienti da combustibili fossili del 25% entro il 2030 rispetto al 15% registrato nel 2019.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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