Nigeria: studenti rapiti da uomini armati

Pubblicato il 17 febbraio 2021 alle 18:22 in Africa Nigeria

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Il 16 febbraio, un gruppo di uomini armati ha rapito centinaia di persone, tra studenti e insegnanti, nello Stato del Niger, nella Nigeria centrale. Almeno uno studente è stato ucciso. Tuttavia, i numeri precisi sono ancora in via di accertamento.

Secondo Al Jazeera English, Ibrahim Matane, funzionario dello Stato del Niger, ha informato che alle 3 del mattino circa del 16 febbraio, un gruppo di uomini armati ha attaccato il Government Science College a Kagara, a circa 260 chilometri a Nord-Ovest della capitale nigeriana, Abuja. Gli aggressori, vestiti con uniformi militari e maschere, hanno preso d’assalto gli ostelli della scuola, che ospitavano circa 1000 studenti. L’agenzia di stampa internazionale Reuters informa che il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha condannato il raid e ha inviato le forze di sicurezza per coordinare le operazioni di salvataggio delle persone prese in ostaggio.

Questo rapimento avviene a distanza di due mesi dal rapimento dell’11 dicembre 2020, dove 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram, il più grande gruppo terroristico che opera in Nigeria. Il 14 aprile 2014, 276 studentesse sono state rapite in una scuola secondaria nella città di Chibok, nello Stato di Borno, dal medesimo gruppo. Di fatto, da circa un decennio, il Nord della Nigeria è colpito dalla violenza di criminali noti come “banditi”, per lo più impegnati in rapimenti per riscatto e furto di bestiame. Alcuni di questi hanno sviluppato forti legami con i militanti jihadisti, presenti nel Nord-Est del Paese.

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi. Questi ultimi sono stati mobilitati dai pastori Fulani e gli agricoltori Hausa per proteggersi, poiché le due etnie si sono a lungo contese la terra e le risorse idriche. Il degrado ambientale dovuto al cambiamento climatico ha accentuato questo conflitto. Inoltre, l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone. Oltre ai rapimenti, questi gruppi prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Tuttavia, è sempre più comune la collaborazione tra i banditi e i gruppi armati jihadisti.

Secondo The Guardian, nonostante diversi raid aerei e operazioni dell’esercito, i gruppi di banditi rimangono una potente minaccia in molte parti della Nigeria settentrionale. Alcuni Governi locali hanno firmato controversi e ambigui “accordi di pace” con tali gruppi. Altri hanno ammesso di averli pagati o di avergli offerto assistenza in cambio di tregua. Tuttavia, gli attacchi sono ancora ricorrenti. Secondo una valutazione dell’International Crisis Group (ICG), al fine di ridurre la violenza, le autorità nigeriane dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle tensioni tra i Fulani e gli Hausa, incoraggiando il dialogo tra le parti e attuando un piano di assistenza per ridurre la competizione per le risorse. Inoltre, secondo l’ICG, il Governo dovrebbe riprendere il controllo della regione settentrionale del Paese, rafforzando le leggi, in modo tale da poter proteggere i propri cittadini dalla dilagante criminalità. 

Il più importante gruppo islamista che opera in Nigeria, soprattutto nel Nord, è Boko Haram, fondato del 2002. L’organizzazione è nata come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni, facendo emergere altre due fazioni: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS).

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Julie Dickman

di Redazione

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