Discorso del premier Draghi al Senato: il punto sulla politica estera

Pubblicato il 17 febbraio 2021 alle 14:16 in Europa Italia

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Durante il suo discorso al Senato del 17 febbraio, il nuovo presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha parlato di rafforzare l’Unione Europea, la NATO e il rapporto dell’Italia con USA, Francia e Germania. Cosa ha anticipato il premier per quanto riguarda la politica estera italiana. 

Mario Draghi ha sottolineato che il suo governo nasce “nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori”. Secondo il premier, quindi, sostenere questo esecutivo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata. A tale proposito, ha sottolineato che l’UE si sta muovendo per approvare un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. “Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa”, ha dichiarato Draghi. “Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine e residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione Europa, senza l’Italia non c’è Europa. Ma fuori dall’Europa c’è meno Italia”, ha aggiunto il premier. Secondo Draghi l’Italia deve recuperare la propria fierezza, riconoscendo che il Paese rimane una grande potenza economica e culturale. “Mi sono sempre stupito e un po’ addolorato in questi anni nel notare che spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di riconoscere i tanti primati dell’Italia e la forza del suo capitale umano. 

Dopo aver parlato di pandemia, occupazione, scuola e innovazione, il premier ha affermato il suo Governo sarà convintamente europeista e atlantista, ancorato agli alleati storici dell’Italia: Unione Europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Una serie di rapporti privilegiati che l’Italia ha scelto fin dal dopoguerra, “in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale”, secondo Draghi. “Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite”, ha aggiunto. Inoltre, secondo il premier, proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali l’economia è più integrata. “Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania, secondo il premier. Dall’altro lato, l’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa e il premier ha sottolineato che l’attuale esecutivo segue “con preoccupazione” ciò che sta accadendo in Russia e in altri Paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. A tale proposito, Draghi ha sottolineato che l’Italia sta monitorando anche l’aumento delle tensioni in Asia, intorno alla Cina.

Per quanto riguarda poi la crisi migratoria, Draghi ha sottolineato che il negoziato sul nuovo Patto per le Migrazioni e l’Asilo è un’importante sfida per l’esecutivo. A tale proposito, il premier ha sottolineato che il Governo perseguirà con un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la “costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati”, secondo Draghi. Sempre sullo scacchiere internazionale, l’avvento della nuova amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, secondo Draghi, che vedrà Washington più cooperativa nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali. “Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intensificarsi”, ha aggiunto. In conclusione, il premier italiano ha quindi sottolineato che dal dicembre scorso e fino alla fine del 2021, l’Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Il programma, che coinvolgerà il governo, ruota intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. “L’Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l’uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio”, ha dichiarato Draghi. Inoltre, il primo ministro ha ricordato che insieme al Regno Unito – con cui quest’anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 – Roma punterà sulla sostenibilità e la “transizione verde” nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.

Sempre per quanto riguarda l’Unione Europea, il primo ministro italiano ha riservato particolare attenzione ai progetti del “Next Generation EU”. “Come si è ripetuto più volte avremo a disposizione 209 miliardi per un periodo di 6 anni. Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica”. In tono conciliatorio rispetto al precedente esecutivo, Draghi ha affermato che il Governo Conte “ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di Ripresa e Resilienza (PNRR), dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile”. Al momento, rimane in dubbio la reazione di alcune anime del nuovo esecutivo, tra cui la Lega, che potrebbero non aver apprezzato lo slancio fortemente europeista di questo primo discorso al Senato del premier Draghi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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