Turchia, Istanbul: al via conferenza sulla pace e sulla cooperazione con i partner regionali

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 20:21 in Asia Turchia

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È iniziata a Istanbul, martedì 16 febbraio, una conferenza di pace internazionale con esperti di diversi Paesi, tra cui Turchia, Pakistan, Azerbaigian e Kazakistan, per discutere degli attuali conflitti riguardanti l’ordine internazionale e delle soluzioni pacifiche per la loro risoluzione attraverso la cooperazione tra i partecipanti. La conferenza, dal titolo “Turchia, Pakistan e Asia centrale: partenariato per la pace”, è ospitata dal Centro turco per gli affari diplomatici e gli studi politici (DIPAM) in collaborazione con il Centro pakistano di Lahore per la ricerca sulla pace (LCPR).

“Dobbiamo imparare gli uni dagli altri per essere partner nella pace”, ha detto Tolga Sakman, presidente di DIPAM, chiedendo una cooperazione a tutti i livelli tra Turchia, Pakistan e le nazioni dell’Asia centrale, non solo nel settore economico e commerciale, ma anche nelle aree culturali, politiche e accademiche. Riferendosi a questioni come quella del Kashmir, del Nagorno-Karabakh e della Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC), riconosciuta come entità indipendente solo da Ankara, Sakman ha affermato che i principi condivisi tra Turchia, Pakistan e i Paesi amici dell’Asia centrale “daranno un grande contributo nella nuova era dell’ordine mondiale”. “Si spera che questa conferenza funga da piattaforma in cui verranno condivise e lavorate visioni diverse”, ha aggiunto il presidente di DIPAM. “Tenere la terza conferenza in Turchia mostra l’amore e il rispetto che il Pakistan ha per questo grande Paese”, ha sottolineato, dal canto suo, durante la conferenza Nazir Hussain, direttore esecutivo della LCPR. Hussain, che è un ex diplomatico dei servizi esteri del Pakistan, ha specificato che lo scopo della conferenza è quello di “promuovere la ricerca e costruire la pace tra culture, società e nazioni”. “La regione dell’Asia centrale è molto vicina al Pakistan in quanto è vicina alla Turchia”, ha detto, definendo l’area “la grande Asia centrale” e aggiungendo: “Noi, come Pakistan, ne facciamo parte e vogliamo lavorare insieme alla ricerca della pace e della prosperità”. Riferendosi all’Afghanistan, ha evidenziato che il Paese non vede la pace da oltre 40 anni. “La guerra ha provocato danni collaterali in tutta l’area e il Pakistan ha subito la perdita di 70.000 civili e oltre 10.000 funzionari militari”, ha affermato ancora Hussain. In merito alle relazioni tra Ankara e Islamabad, il direttore della LCPR ha evidenziato che il rapporto tra i due Paesi non è nuovo. “I musulmani dell’Asia meridionale hanno sempre sostenuto i grandi ottomani e così è il caso della Turchia moderna”, ha affermato. Hussain ha suggerito un maggiore contatto tra le parti e ha suggerito la necessità di uno sforzo collettivo per mettere insieme i Paesi della regione.

La conferenza, della durata di due giorni, mira a ispirare un dialogo tra i vari stakeholder, per contribuire al discorso sulle sfide e le opportunità inerenti alla costruzione di “un futuro prospero e pacifico per tutte le nazioni, le culture e le società”, come si apprende dal quotidiano turco Daily Sabah. “La Turchia, il Pakistan e le repubbliche dell’Asia centrale, che da tempo mantengono una forte amicizia e cooperazione strategica nella regione, sono capaci di mettere in atto le loro idee soggettive con la loro maturità intellettuale per dare il contributo all’instaurazione della pace globale. Tutte le parti sostengono i principi fondamentali della pace e del rispetto reciproco e quindi ritengono obbligatorio riunire tutti coloro che desiderano contribuire alla nobile causa della pace e dell’interdipendenza “, si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito dell’evento.

Per quanto riguarda i rapporti tra la Turchia e il Kazakistan, in un’intervista all’agenzia di stampa turca Anadolu, realizzata proprio in concomitanza con la conferenza sulla pace, l’ambasciatore kazako ad Ankara, Abzal Saparbekuly, ha dichiarato che i due Paesi mirano a raggiungere un volume commerciale di 10 miliardi di dollari nel lungo periodo. Questo nonostante un previsto calo dell’8% del volume degli scambi turco-kazaki a causa dell’epidemia di coronavirus. Le relazioni commerciali tra i due Stati hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari l’anno scorso, benchè, a detta di Saparbekuly, il potenziale sia in realtà molto più alto. “L’obiettivo fissato dai presidenti sul volume degli scambi tra Turchia e Kazakistan è di 5 miliardi di dollari a medio termine e di 10 miliardi di dollari a lungo termine”, ha affermato l’ambasciatore, ribadendo che una commissione economica congiunta sta lavorando per migliorare le relazioni commerciali tra i due Paesi. Notando che il settore dei trasporti gioca un ruolo importante nell’aumento del commercio tra Ankara e Nur-Sultan, Saparbekuly ha affermato che il commercio su container, in Kazakistan, attraverso il Mar Caspio è aumentato rapidamente, soprattutto con l’apertura della linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars. Le compagnie ferroviarie e di autocarri e i sindacati dei due Paesi stanno altresì lavorando insieme, ha assicurato l’ambasciatore, per rendere più funzionale questa linea.

Saparbekuly ha affermato che, secondo gli studi della Banca mondiale, il Kazakistan è tra i primi 25 Paesi, su un totale di 140, con le migliori opportunità di investimento. L’ambasciatore ha anche sottolineato che Nur-Sultan ha un’economia in via di sviluppo, essendo la 41esima al mondo. “Il nostro obiettivo è essere tra le prime 30 economie mondiali”, ha dichiarato Saparbekuly, specificando che gli investitori possono accedere ai mercati dell’Eurasia e dell’Asia, in particolare al mercato cinese, attraverso il Kazakistan. Il numero di società turche nel Paese è aumentato del 15% lo scorso anno, rispetto al 2019, raggiungendoquota  2.800. Una società straniera su otto in Kazakistan è una società turca.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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