Spagna: elezioni in Catalogna, gli indipendentisti guadagnano il maggior numero di seggi

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 7:05 in Europa Spagna

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Le elezioni in Catalogna, svoltesi il 14 febbraio, hanno segnato un balzo in avanti del Partito socialista catalano (Psc), che ha raddoppiato i seggi rispetto a quattro anni fa. Tuttavia, ciò non è bastato per sconfiggere i partiti indipendentisti, usciti dal voto in una posizione di forza. In testa, tra i partiti che spingono per l’indipendenza dalla Spagna, c’è ERC (Esquerra Repubblicana de Catalunya), il partito della sinistra repubblicana catalana, che ha ottenuto il 21,3% dei voti e 33 seggi nell’assemblea regionale. Il Psc, affiliato al Psoe del premier spagnolo Pedro Sanchez, ha schierato come candidato di punta il suo popolare ministro della Sanità, Salvador Illa. Pur avendo ottenuto lo stesso numero di saggi dell’ERC, il Partito socialista non sarà in grado di ottenere la guida della regione spagnola, che rimarrà nelle mani degli indipendentisti.

Il partito della sinistra repubblicana, ha invitato i colleghi di Junts per Catalunya e di Candidatura d’Unitat Popular (CUP) a sedersi insieme al tavolo dei negoziati per decidere il prima possibile la formazione di un governo “ampio” a favore dell’autodeterminazione della regione. Con il sostegno reciproco, i tre partiti potranno ripetere il precedente patto e superare i 68 voti necessari per la maggioranza assoluta, formandp così un nuovo esecutivo. Tuttavia, se un simile accordo dovesse essere raggiunto, la novità sarà che ERC guiderà la coalizione, al posto di Junts per Catalunya.

Il candidato del Psc, Illa, nonostante l’impossibilità di entrare nella coalizione di governo, è riuscito comunque ad attirare non solo una buona parte degli elettori anti-indipendenza che avevano optato per Ciudadanos (Cittadini) di centrodestra alle ultime elezioni regionali del 2017, ma anche coloro che desiderano andare avanti dopo 10 anni di spinta indipendentista. Questa aveva raggiunto il suo picco nel 2017 con un referendum sulla secessione dalla Spagna e l’approvazione di una dichiarazione unilaterale di indipendenza nel parlamento regionale.

Con 33 seggi e il 23% dei voti, il Psc ha ottenuto il suo miglior risultato dal 2006. L’ERC si è attestato subito dietro, con lo stesso numero di seggi e il 21,3% dei voti. Junts per Catalunya è invece arrivato terzo con 32 seggi e il 20% dei voti.

Di particolare rilievo nei risultati di domenica sera è stato il successo dell’estrema destra, Vox, che ora è il quarto gruppo più grande del parlamento catalano. Il partito ha visto un successo simile sia a livello regionale che nazionale, ed è attualmente la terza maggiore potenza nella camera bassa del parlamento spagnolo, il Congresso dei Deputati. Il suo risultato in Catalogna ne fa il principale punto di riferimento della destra politica nella lotta alla spinta all’indipendenza.

Per quanto riguarda Ciudadanos, invece, dopo aver vinto il maggior numero di seggi alle elezioni del 2017, il partito ha visto sgretolarsi il sostegno degli elettori la scorsa notte, occupando solo sei seggi. Secondo il quotidiano El Pais, è stato uno dei più grandi disastri elettorali mai visti in Catalogna. Nel frattempo, anche il Partito Popolare conservatore (PP) ha perso consensi rimanendo con solo 3 seggi, uno in meno rispetto al 2017. Il partito anticapitalista CUP, invece, ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre, guadagnando 9 seggi in parlamento.

Sulla base di questi risultati, i partiti indipendentisti potrebbero nuovamente formare un governo. Se il blocco indipendentista dovesse concludere un’intesa, l’ERC sarebbe al comando della coalizione, stabilendo l’agenda per il prossimo mandato politico. Uno scenario del genere si verificherà se Esquerra e Junts riusciranno a concordare un messaggio comune in termini di indipendenza. Junts ha accusato l’ERC di aver abbandonato la lotta per l’indipendenza dopo aver abbracciato percorsi politici più pragmatici, mentre l’ERC accusa Junts di voler perseguire i suoi obiettivi senza contare su un sostegno sufficiente dell’elettorato.

Per la prima volta domenica, i partiti catalani favorevoli all’indipendenza sono riusciti a ottenere più del 50% dei voti, ma l’affluenza è stata molto bassa, appena il 54%. Ciò significa, che i partiti indipendentisti sono riusciti a superare il 50% dei voti con 630.000 voti in meno rispetto a quelli che si erano assicurati alle elezioni del 2017 e solo con il sostegno del 26% degli aventi diritto.

Il candidato dell’ERC, Pere Aragonès, ha inviato un messaggio al governo centrale dopo che i risultati sono stati pubblicati domenica. “È ora di risolvere il conflitto, è ora di sedersi e vedere come possiamo risolvere tutto questo con un referendum”, ha detto. L’intenzione di Esquerra è quella di formare un governo non solo con Junts e la CUP, ma anche con il supporto di En Comú Podem. “C’è una netta maggioranza di deputati indipendentisti e di sinistra”, ha affermato. Si attendono giorni e settimane di intensi negoziati. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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