Qatar: ribadita la volontà di mediare nel dossier nucleare iraniano e nel Golfo

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 10:03 in Iran Qatar

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Il ministro degli esteri qatariota, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, e il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, hanno tenuto un incontro, il 15 febbraio, durante il quale hanno discusso dell’accordo sul nucleare e del ruolo di Doha di mediazione tra Teheran e gli altri Paesi del Golfo.

L’incontro si è svolto a Teheran, dove al-Thani ha guidato una delegazione di alto livello impegnata in colloqui con Zarif e con il capo di Stato iraniano, Hassan Rouhani. In tale occasione, il ministro qatariota ha consegnato al presidente iraniano un messaggio dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, in cui sono stati messi in luce i legami di cooperazione che uniscono Doha e Teheran e le modalità per rafforzarli ulteriormente. Tale relazione è stata evidenziata anche da Rouhani stesso, il quale si è detto disposto a continuare sulla medesima strada.

Il focus delle discussioni è stato poi rappresentato da alcuni dossier di carattere regionale e internazionale, tra cui l’accordo sul nucleare iraniano, il cosiddetto Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato durante l’amministrazione di Barack Obama, il 14 luglio 2015, e da cui Washington si è ritirata unilateralmente l’8 maggio 2018. A tal proposito, Rouhani ha dichiarato che la campagna di “massima pressione” esercitata dagli Stati Uniti, attraverso l’imposizione si sanzioni economiche, ha fallito. Circa la nuova amministrazione, guidata dal presidente Joe Biden, a detta del presidente iraniano, non ha altra scelta se non ritornare all’accordo, sebbene la stessa Washington abbia esortato Teheran a rispettare gli impegni stabiliti prima di revocare le sanzioni.

In tale quadro, come riferito dal ministro al-Thani, il Qatar spera che gli USA ritornino all’accordo sul nucleare il prima possibile, così che le sfide e le sanzioni vigenti possano essere mitigate. Doha, da parte sua, si è detta pronta a profondere sforzi per giungere a un risultato simile, così come per favorire un riavvicinamento tra l’Iran e gli altri partner della regione del Golfo, al fine ultimo di risolvere le questioni rimaste ancora in sospeso. Anche per Teheran, nella regione mediorientale vi è ora bisogno di un nuovo approccio, basato sulla cooperazione, e l’asse Doha-Teheran potrà svolgere un ruolo rilevante in tal senso.

Non è la prima volta che il Qatar si propone come mediatore nella regione del Golfo, alla luce dell’apparente disgelo annunciato il 5 gennaio scorso, con la cosiddetta dichiarazione di al-Ula. In particolare, quest’ultima ha posto fine all’embargo imposto, dal 5 giugno 2017, contro Doha da parte di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE), Bahrein ed Egitto, i quali avevano accusato il Qatar di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. A seguito dell’intesa raggiunta ad al-Ula, il 18 gennaio, il ministro qatariota al-Thani aveva dichiarato che il suo governo sperava che i Paesi arabi vicini potessero riprendere a dialogare con Teheran, e, in tal caso, Doha era pronta a mediare con chiunque lo desiderasse, Stati Uniti compresi. Parallelamente, il Qatar aveva dichiarato di essere disponibile a tenere un incontro tra i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e la Repubblica Islamica dell’Iran.

A seguito di tali affermazioni, il 20 gennaio, l’omologo iraniano, Zarif, ha accolto con favore la disponibilità di Doha, in quanto, come sottolineato anche in precedenza, l’Iran crede che la soluzione alle sfide comuni stia nella collaborazione e nella formazione di una “regione forte” oltre che “pacifica, stabile, prospera e libera da egemonie internazionali o regionali”. Tuttavia, queste affermazioni contraddicono con quanto dichiarato dall’Arabia Saudita alla firma della dichiarazione di al-Ula, quando aveva riferito che riavvicinarsi al Qatar avrebbe consentito ai Paesi del Golfo di affrontare meglio le minacce poste dal programma missilistico e nucleare del regime iraniano, considerato un pericolo imminente.

Circa l’accordo sul nucleare, secondo alcuni, il Qatar si trova in una posizione tale da poter colmare il divario tra Iran e Stati Uniti. Da un lato, Doha intrattiene buone relazioni con Teheran, migliori rispetto ai vicini del Golfo, ed è legata alla Repubblica islamica anche da una “relazione di necessità”, che trae origine dal giacimento di gas condiviso. Dall’altro lato, il Qatar ospita una delle maggiori basi militari statunitensi in Medio Oriente ed è stato considerato un forte alleato degli Stati Uniti da diverse amministrazioni presidenziali.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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