Paraguay-Uruguay: colloqui su Mercosur e relazioni commerciali

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 16:54 in Paraguay Uruguay

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Il presidente dell’Uruguay, Luis Lacalle Pou, concluderà domani, mercoledì 17 febbraio, i round di incontri con i capi di Stato del Mercato comune dell’America meridionale (Mercosur) ricevendo il suo omologo del Paraguay, Mario Abdo Benítez, presso la residenza presidenziale di Punta del Este. I due si incontreranno nella città costiera uruguaiana per discutere di questioni bilaterali e regionali durante un pranzo cui parteciperanno anche il ministro degli Esteri dell’Uruguay, Francisco Bustillo, e il suo omologo del Paraguay, Euclides Acevedo.

Con questo incontro, Lacalle Pou terminerà i vertici con ciascuno dei leader del Mercosur. Il primo colloquio si era tenuto a novembre, quando il presidente uruguaiano aveva ricevuto l’omologo argentino, Alberto Fernández. Il 3 febbraio, invece, Lacalle Pou aveva fatto visita al presidente del Brasile, Jair Bolsonaro.

Il paraguaiano Abdo Benítez aveva partecipato alla cerimonia di inaugurazione per la nomina di Lacalle Pou come presidente dell’Uruguay, il primo marzo 2020. I due si erano poi ritrovati, anche se virtualmente, durante i vertici semestrali del Mercosur, che quest’anno festeggerà il 30esimo anniversario della sua creazione. La questione del blocco sudamericano sarà uno dei punti chiave dell’incontro tra Lacalle Pou ed Abdo Benítez, dal momento che l’Uruguay, soprattutto insieme al Brasile, spinge per una maggiore flessibilità del Mercosur. Dopo l’incontro di Brasilia, il presidente uruguaiano e il suo omologo Bolsonaro avevano di fatto annunciato che stavano cercando di organizzare un incontro tra i quattro membri dell’organizzazione, a Foz do Iguaçu, per il mese di marzo, con l’obiettivo di far avanzare il processo di flessibilità.

Data l’occasione dell’anniversario del blocco regionale, i presidenti stanno cercando di cambiare il corso del Mercosur e consentire ai Paesi di negoziare individualmente con le altre nazioni. “Crediamo che si stia generando terreno fertile per quel vecchio desiderio nazionale di partecipare al blocco ma di poter anche negoziare con altri Stati. Questa è la flessibilità, che consisterà in un sistema di velocità diverso o sarà pura flessibilità”, aveva sottolineato il presidente uruguaiano dopo aver visitato la sua controparte brasiliana. “Per far questo”, aveva aggiunto, “è necessario superare le condizioni negoziali”, dal momento che le decisioni del blocco attualmente sono prese all’unanimità. Durante quell’incontro con Bolsonaro, un’altra delle questioni discusse era stata la difficoltà di concretizzare l’accordo raggiunto con l’Unione Europea il 28 giugno 2019, a causa di diversi ostacoli non ancora risolti. Lacalle Pou, in quell’occasione, aveva ammesso di non essere affatto ottimista sulla possibilità di raggiungere a breve termine un accordo definitivo tra il Mercosur e l’UE.

Il ministro degli Esteri del Paraguay, Acevedo, ha affermato, martedì 16 febbraio, di voler promuovere le relazioni commerciali con l’Uruguay. A tal proposito, il ministro ha sottolineato che avrebbe accompagnato il presidente Abdo Benítez a Punta del Este e ha annunciato che, nel corso dell’incontro, sarebbero stati affrontati vari temi. Acevedo ha chiarito che non ci sono questioni in sospeso con l’Uruguay e che l’intenzione è quella di rafforzare i rapporti diplomatici, oltre ad affrontare con maggior rigore e prosperità tutto ciò che riguarda i rapporti commerciali. In questo senso, il ministro degli Esteri ha ricordato che il Paraguay, senza sbocchi sul mare, gode di uno snodo commerciale attraverso il porto franco uruguaiano di Nueva Palmira. Il ministro ha infine segnalato che la situazione sanitaria riguardante la pandemia di coronavirus sarà un’altra delle questioni che toccheranno i due capi di Stato.

Per Acevedo, Abdo Benítez e Lacalle Pou affronteranno un “programma aperto”, tenendo sempre il Mercosur sullo sfondo. “Tutto verrà discusso nell’incontro con Lacalle, che sicuramente ci racconterà del suo colloquio con Bolsonaro, presidente del Brasile e con Alberto Fernández, presidente dell’Argentina”, ha dichiarato. In relazione alle questioni più critiche riguardanti il futuro del blocco regionale, il ministro degli Esteri ha sottolineato che “in linea di principio, il Paraguay è dell’idea di negoziare tutto in blocco”. “Tuttavia”, ha continuato, “è necessario vedere quale portata avrà la flessibilità”. “Tutto deve essere discusso, tutto deve essere analizzato, trent’anni di Trattato di Asunción meritano un’analisi retrospettiva, ma soprattutto una maggiore proiezione in avanti, perché se non siamo uniti, lo sviluppo continentale sarà molto difficile”, ha evidenziato Acevedo.

Il Mercosur (in spagnolo Mercado Común del Sur) è il mercato comune dell’America meridionale. Ne fanno parte, in qualità di Stati membri, l’Argentina, il Brasile, il Paraguay, l’Uruguay e il Venezuela. Sono Stati associati la Bolivia e il Cile (dal 1996), il Perù (dal 2003), la Colombia e l’Ecuador (dal 2004). Il Venezuela è diventato membro a pieno titolo dell’organizzazione il 31 luglio 2012, dopo ben 6 anni dall’avvio del processo, che è stato rallentato dall’opposizione del Paraguay. Nel dicembre 2016, i Paesi fondatori sospesero il Venezuela per scorrettezze nei rapporti di mercato sudamericani.

L’organizzazione fu istituita con il Trattato di Asunción del 26 marzo 1991 da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 1995, furono aboliti i dazi doganali tra i quattro Paesi e fu istituita una tariffa doganale comune verso gli Stati terzi. L’obiettivo del Mercosur è la realizzazione di un mercato comune, anche se esistono ancora forti ostacoli protezionistici tra i vari Stati. Esso potrebbe esser paragonato al vecchio Mercato Europeo Comune (MEC) se non esistessero forti asimmetrie tra i diversi Paesi. A tal riguardo, se è possibile affermare che i tre maggiori Paesi del MEC furono piuttosto simili per esperienze economiche e storiche, non si potrebbe dire la stessa cosa per l’Argentina, il Brasile, l’Uruguay e il Paraguay. Basti pensare che il Brasile, da solo, sviluppa circa il 77% del prodotto economico del gruppo, l’Argentina il 20%, l’Uruguay il 2% e il Paraguay l’1%.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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