Mekong: allarme per le dighe cinesi

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 15:45 in Asia Cina

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I livelli dell’acqua del fiume Mekong sono scesi a quote“allarmanti” dall’inizio del 2021, secondo quanto dichiarato dalla Mekong River Commission (MRC), il 12 febbraio. Al momento, ad aggravare la situazione, poi, per il terzo anno consecutivo, la regione interessata dal transito del Mekong si starebbe dirigendo verso una stagione delle piogge con precipitazioni meno abbondanti del previsto.

In una dichiarazione, la MRC ha affermato che le cause di tale riduzione “allarmante” dei livelli d’acqua del Mekong sono state condizioni di siccità, cambiamenti nell’afflusso a monte, operazioni di tipo idroelettrico negli affluenti del Mekong e restrizioni alla fuoriuscita di acqua dalla diga di Jinghong, nella provincia di Yunnan, nel Sud-Ovest della Cina. Con particolare riferimento a quest’ultimo fattore, il direttore della divisione di sostegno tecnico del segretariato della MRC, Winai Wangpimool, ha dichiarato che si sono verificati casi di improvvisi innalzamenti e cadute nei livelli dell’acqua subito a valle rispetto alla diga di Jinghong e anche a Vientiane, in Laos, che avrebbero messo a dura prova le autorità e le comunità locali per gestirne l’impatto.

Prima dell’annuncio della MRC, erano poi arrivate alcune segnalazioni rispetto al colore delle acque del Mekong nel tratto in cui scorre lungo il confine tra Laos e Cambogia che erano apparse tendenti al blu, diversamente dalla tinta torbida che avrebbero solitamente. Secondo la MRC, la variazione cromatica sarebbe stata causata da bassi flussi, una lenta caduta dei sedimenti fluviali, e dalla presenza di alghe sul fondo del fiume. Lo stesso fenomeno, poi sarebbe stato già riscontrato in precedenza nel 2019.

La Cina ha costruito un totale di undici dighe nel tratto del Mekong che scorre nella provincia meridionale cinese di Yunnan, dove il fiume è chiamato Lancang. Tali infrastrutture hanno attirato l’attenzione e, in alcuni case, le critiche di più osservatori.

Nel mese di aprile 2020, ad esempio, l’istituto statunitense Eyes on Earth aveva pubblicato una relazione in cui Pechino era stata accusata di aver trattenuto grandi quantitativi d’acqua nelle sue 11 dighe nel corso del 2019, anno in cui si era verificata una delle peggiori siccità nei Paesi del basso corso del Mekong. Quest’ultima calamità, secondo Eyes on Earth, sarebbe stata causata in buona parte proprio dalle operazioni di Pechino ma la Cina, da parte sua, aveva respinto e contestato gli esiti dell’indagine, sostenendo che, al contrario, l’acqua conservata nelle riserve cinesi nella stagione delle alluvioni avrebbe prevenuto allagamenti e siccità nei Paesi a valle.

La gestione delle acque del Mekong è uno dei tanti punti di scontro tra Washington e Pechino in Asia. Secondo The Diplomat, il governo degli Stati Uniti avrebbe utilizzato i risultati di dell’indagine di Eyes on Earth per indirizzare l’opinione regionale contro la Cina. Al contempo, però, lo scorso 24 agosto, la Cina aveva formalmente promesso di intensificare la condivisione di informazioni riguardanti il fiume Mekong con i Paesi dell’associazione Lancang Mekong Cooperation (LMC), ovvero Laos, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam. Quest’ultima associazione era nata nel marzo 2016 su iniziativa cinese e ha sede a nella capitale laotiana Vientiane. Al contrario, la MRC era stata istituita il 5 aprile 1995 su iniziativa statunitense e comprende Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam e il suo scopo dichiarato è lo sviluppo sostenibile e la condivisione del fiume e delle sue risorse.

All’inizio del mese di gennaio 2021, dopo un improvvisa discesa nei livelli d’acqua del Mekong, Pechino aveva notificato ai Paesi a valle che stava riempiendo le proprie riserve e che i normali livelli del fiume sarebbero stati ripristinati entro il 25 gennaio. Tuttavia, la MCR ha dichiarato che, da allora, i livelli del fiume hanno continuato a fluttuare in maniera imprevedibile e ha chiesto alla Cina e ai Paesi a valle del Mekong di fornire più informazioni sui progetti di trattenimento dell’acqua.

Secondo alcuni sondaggi, la popolazione della regione ritiene che nelle questioni riguardanti il Mekong dovrebbe intervenire anche l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN).

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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