Libia: l’Egitto si prepara ad aprire un’ambasciata a Tripoli

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 11:09 in Egitto Libia

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Il ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Mohamed Sayala, ha tenuto un incontro con una delegazione egiziana, il 15 febbraio, durante il quale è stata presa in esame la riapertura dell’ambasciata del Cairo a Tripoli.

Come riportato dal portavoce del Ministero degli Affari esteri libico, Mohammed al-Qiblawi, la delegazione egiziana è giunta a Tripoli per annunciare ufficialmente l’apertura di un consolato all’interno dell’ambasciata del Cairo nella capitale libica, dove si prevede che diplomatici e funzionari della sicurezza inizieranno a fornire servizi alla comunità egiziana residente in Libia. Si tratta di un primo passo verso la riapertura completa dell’ambasciata dell’Egitto e verso la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi Nord-africani. A tal proposito, l’incontro del 15 febbraio, ha evidenziato al-Qiblawi, ha rappresentato una continuazione del meeting del 27 dicembre, data in cui una delegazione egiziana di alto livello si è recata a Tripoli per la prima volta dal 2014.

Durante i colloqui, oltre a parlare delle procedure logistiche e delle tempistiche per la riapertura della rappresentanza diplomatica, la parte egiziana si è congratulata con i propri interlocutori per gli ultimi risultati rilevanti raggiunti a livello politico, con particolare riferimento alla nomina delle nuove autorità esecutive che guideranno la Libia fino alle elezioni del 24 dicembre 2021. Dall’altro lato, Sayala ha affermato che Tripoli fornirà l’assistenza necessaria alla delegazione egiziana, affinché questa possa riaprire l’ambasciata e per far sì che Egitto e Libia possano rafforzare i legami bilaterali in diversi campi.

L’ambasciata dell’Egitto a Tripoli era stata chiusa nel 2014, dopo che uomini armati libici avevano fatto irruzione nell’edificio e rapito quattro membri del personale diplomatico, successivamente rilasciati. Nel corso della crisi libica, Il Cairo si è posta a fianco dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Khalifa Haftar e, anche a seguito del cessate il fuoco, non è mai completamente uscita di scena. In tale quadro, il 28 e 29 settembre 2020, era stata la città egiziana di Hurgada ad ospitare uno dei primi round dei colloqui del Comitato militare congiunto 5+5, durante il quale erano state fornite “raccomandazioni” ritenute rilevanti per la stabilizzazione del cessate il fuoco e il raggiungimento di una tregua permanente in Libia. Tuttavia, mentre durante gli anni del conflitto Il Cairo sembrava interessarsi soltanto all’Est libico, ora, con l’apertura del consolato, il Paese sembra essere disposto a stabilire rapporti con tutte le parti libiche.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Arab, l’Egitto, in realtà, starebbe provando a ridurre l’entità delle perdite subite in Libia nel corso degli ultimi anni. A detta del quotidiano, l’ultima sconfitta è stata registrata durante le elezioni delle autorità esecutive, del 5 febbraio scorso, quando i candidati prediletti dal Cairo, Aguila Saleh e Fathi Bashagha, non hanno ottenuto il risultato auspicato. Motivo per cui, il Paese starebbe ora cercando di continuare sulla strada della diplomazia, ristabilendo relazioni anche con la Libia occidentale e con le autorità esecutive ad interim, ovvero il capo del Consiglio presidenziale, Mohamed Yunis al-Menfi, e il primo ministro, Abdul Hamid Dbeiba. Come evidenziato da al-Arab, Il Cairo desidera, in tal modo, inviare un messaggio alla Turchia, avvertendola del fatto che essa non giocherà più da sola nell’Occidente libico.Il medesimo quotidiano mette in luce come “l’assenza diplomatica egiziana” da Tripoli abbia contribuito a fornire un ambiente favorevole alla Turchia, la quale ha proseguito con le proprie operazioni militari, politiche ed economiche, in collaborazione con il presidente del Consiglio presidenziale e premier uscente, Fayez al-Sarraj, che le ha consentito di avanzare progressivamente ad Ovest.

Tuttavia, ora l’Egitto si è reso conto della necessità di ristabilire le relazioni con quella classe politica di Tripoli con cui aveva perso i contatti, rafforzando il suo ruolo nel processo di riconciliazione. Motivo per cui, secondo quanto rivelato da fonti egiziane ad al-Arab, Il Cairo è determinato ad aumentare la sua presenza nella Libia occidentale, al fine di limitare il ruolo di Ankara a livello militare e di sicurezza, in quanto la presenza turca potrebbe rappresentare un ostacolo per il raggiungimento della stabilità in Libia. A detta delle fonti, obiettivo dell’Egitto sarebbe altresì impedire alla Turchia di approfittare della fase di transizione politica per offrire un ruolo permanente alla Fratellanza Musulmana, uno scenario che l’Egitto deve cercare di evitare.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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