La Cina sorpassa gli USA e diventa il primo partner commerciale dell’UE

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 18:18 in Cina Europa

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La Cina ha rimpiazzato gli Stati Uniti ed è diventata il primo partner commerciale dell’Unione europea (UE) nel 2020, secondo dati rilasciati dall’agenzia di statistica europea Eurostat il 15 febbraio.

Nel 2020, il volume dell’interscambio commerciale tra la Cina e i 27 Paesi del blocco europeo ha raggiunto 586 miliardi di euro, registrando una crescita nelle importazioni dal Paese orientale del 5,6%, per un valore totale di 383,5 miliardi di euro, e un aumento anche nelle esportazioni verso la Cina del 2,2%, per un valore di 202,5 miliardi di euro. Il deficit commerciale tra le parti, sbilanciato a favore di Pechino, è però continuato a crescere del 9,9%, passando dai 164,7 miliardi di euro del 2019 ai 181 miliardi di euro del 2020.

Il direttore della missione cinese all’UE, Zhang Ming, ha commentato gli ultimi dati dell’Eurostat affermando che abbiano rispecchiato in pieno la forte resilienza e l’importanza della cooperazione economica e commerciale tra Cina ed Europa.

Parallelamente alla crescita del commercio con la Cina, nel 2020, gli scambi commerciali del blocco europeo con gli Stati Uniti hanno, invece, registrato un declino sia nelle importazioni, sia nelle esportazioni. Le prime hanno subito una perdita del 13,2%, attestandosi a 202 miliardi di euro, e le seconde invece dell’8,2% rispetto al 2019, per un valore di 353 miliardi di euro. Ad oggi, gli USA sono quindi diventati il secondo partner commerciale dell’UE totalizzando, nel 2020, un interscambio di 555 miliardi di euro e registrando un 10% di perdita rispetto al 2019, quando tale dato si era attestato a 617 miliardi di euro.

La Cina resta il principale Paese di origine delle importazioni europee mentre gli USA si sono comunque attestati come la prima destinazione delle esportazioni dell’UE. Tuttavia, tra i primi 10 partner commerciali europei la Cina è l’unica con la quale sono stati realizzati valori positivi sia nelle importazioni sia nelle esportazioni. Il blocco europeo compra dalla Cina soprattutto prodotti industriali e di consumo, macchinari e attrezzature, abbigliamento e calzature. Al contempo, le esportazioni europee verso la Cina sono composte prevalentemente da macchinari e attrezzature, veicoli a motore, aerei e prodotti chimici.

Nel 2020, alla luce della crisi economica determinata dalla pandemia di coronavirus, la Cina è stata l’unica grande economia a livello globale a registrare una crescita rispetto al 2019. Nell’ultimo anno, il PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina, il 18 gennaio scorso. Nello specifico, il PIL cinese, dopo aver registrato una perdita del 6,8% nel primo trimestre dell’anno rispetto al 2019, nei tre mesi successivi era tornato a crescere, con un aumento del 3,2% del dato, che aveva invertito il trend in diminuzione. Tale tendenza era stata poi confermata nel trimestre luglio-settembre, quando il PIL aveva avuto un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Infine, nel quarto trimestre del 2020 l’incremento era stato del 6,5%.  

Oltre ai dati positivi rispetto all’economia nazionale nel 2020, la Cina ha altresì intensificato le proprie relazioni commerciali con l’UE in quanto, lo scoro 30 dicembre, le parti hanno concluso i negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti, il cui obiettivo è quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti e riducendo il ruolo delle aziende a proprietà statale. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno in seno all’UE. L’annuncio della conclusione dei negoziati è stato il primo passo verso la conclusione di una simile intesa ma ancora potrebbero essere necessari altri lavori tecnici.

Secondo i critici dell’intesa, l’UE avrebbe concesso una vittoria geopolitica alla Cina nonostante permangano questioni irrisolte, quali la violazione dei diritti umani nel Xinjiang di cui è accusata, in particolar modo dagli USA, la Cina che, da parte sua, ha però sempre smentito. Il presidente degli USA, Joe Biden, ha reso nota la propria intenzione di voler contrastare la Cina, soprattutto dal punto di vista commerciale, e, per farlo, ha affermato la necessità di una coalizione più solida con l’UE.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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