Italia-Libia: telefonata tra Di Maio e l’inviato speciale dell’ONU

Pubblicato il 16 febbraio 2021 alle 18:20 in Italia Libia

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Il 16 febbraio, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha tenuto un colloquio telefonico con il nuovo inviato speciale del Segretario Generale ONU per la Libia, Jan Kubis.

Secondo quanto riferito dal sito ufficiale della Farnesina, i due rappresentanti hanno affrontato diversi temi, tra cui il sostegno italiano all’azione delle Nazioni Unite in Libia. Inoltre, Di Maio e Kubis hanno sottolineato l’apprezzamento per elezione dell’autorità esecutiva unificata libica e il supporto alla missione IRINI nel Mediterraneo. Jubis è entrato in carica l’8 febbraio a capo della Missione di Sostegno dell’Onu (UNSMIL), sostituendo l’inviata ad interim, Stephanie Williams, la quale si era detta pronta a lasciare l’incarico una volta che il Forum di dialogo politico avrebbe eletto un nuovo premier e un nuovo capo del Consiglio presidenziale.

Kubis ha ribadito il suo impegno a creare una Libia stabile, prospera e unita, sulla base dei risultati positivi raggiunti fino al 5 febbraio a Ginevra, giorno in cui i 75 membri del Forum hanno eletto Mohammad Younes Menfi, un diplomatico libico della regione orientale, come presidente del Consiglio presidenziale e Abdul Hamid Dbeiba nuovo primo ministro. Stando a quanto stabilito dal Forum stesso, i due guideranno il Paese Nord-africano in una fase di transizione, ovvero fino alle elezioni previste per il 24 dicembre 2021. In una prima conversazione telefonica con il premier e capo del Consiglio presidenziale uscente, Fayez al-Sarraj, Kubis e il suo interlocutore hanno evidenziato la necessità di continuare a progredire anche sui percorsi militare ed economico già delineati, oltre che a rispettare la scadenza del processo elettorale. La speranza è che si possa riuscire a unificare le istituzioni statali libiche.

Il 9 febbraio, Di Maio ha avuto due colloqui telefonici con il nuovo presidente designato di Tripoli, Mohamed Yunis Al Menfi, e con il premier designato, Abdel Hamid Dbeiba, per discutere del futuro del Paese Nordafricano. Il ministro italiano ha ribadito “l’impegno dell’Italia a sostenere e accompagnare con determinazione la Libia e il popolo libico lungo questa strada”. Di Maio ha inoltre confermato la volontà di Roma di rafforzare e consolidare i già profondi rapporti bilaterali tra i due Paesi, con attenzione anche alla ripresa economica della Libia. 

La Libia è teatro di una guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 con una serie di proteste che hanno portato alla deposizione di Muammar Gheddafi e alla sua morte, nell’ottobre dello stesso anno. Nonostante ciò, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Due fazioni politiche si sono a lungo opposte: una è guidata dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e l’altra è quella del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, guidato da Fayez Al-Sarraj. A livello militare, le milizie legate al GNA e quelle dell’LNA, che rispondono al generale Khalifa Haftar, si sono lungamente scontrate sul campo. Il GNA di al-Sarraj è stato finora il governo ufficialmente riconosciuto dall’ONU in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017. Questa fazione è stata formalmente sostenuta da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dell’LNA, invece, sostengono il governo Tobruk e, a livello internazionale, sono state supportate da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

È dal 5 febbraio, giorno in cui sono stati annunciati i risultati delle elezioni svoltesi in seno al Forum di dialogo politico, che la Libia è entrata in una nuova fase. Un Parlamento unitario si sta preparando all’approvazione di un nuovo esecutivo nazionale, con il compito di superare le divergenze interne che hanno tenuto separate per anni la Camera di Tripoli e quella di Tobruk. A tal proposito, il presidente del Parlamento di Tobruk, Saleh, ha proposto a tutti i deputati libici di partecipare a una sessione consultiva nell’Est della Libia, il 15 febbraio prossimo, al fine di “prendere le disposizioni necessarie” per concedere, eventualmente, la fiducia al Governo, non appena sarà presentata la sua formazione. Da parte sua, un deputato di Tripoli, accogliendo l’invito di Saleh, ha proposto l’organizzazione di una sessione legale che unisca definitivamente le due Camere e ponga fine alle controversie interne. Al momento, però, le divisioni e le distanze tra le due parti continuano a destare preoccupazioni tra la popolazione libica, la quale teme che la situazione possa rallentare un processo politico di distensione.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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