Yemen: ancora violenze a Ma’rib

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 14:24 in Medio Oriente Yemen

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Fonti yemenite hanno riferito ad al-Jazeera che gli ultimi scontri tra l’esercito affiliato al governo legittimo e le milizie di ribelli Houthi hanno provocato decine di vittime presso il fronte di Ma’rib, una delle ultime roccaforti nel Nord dello Yemen controllata in gran parte dalle forze filogovernative.

In particolare, il centro informazioni dell’esercito nazionale ha riferito che le truppe fedeli al presidente legittimo, Rabbo Mansour Hadi, sono state in grado di respingere gli attacchi del gruppo ribelle, lanciando colpi di artiglieria contro le sue postazioni di Sirwah, pochi chilometri a Est di Ma’rib, mentre un drone carico di esplosivi, lanciato degli Houthi, è stato abbattuto. Parallelamente, il quotidiano al-Arabiya ha riferito che, nella sera del 14 febbraio, raid della coalizione a guida saudita hanno colpito i rinforzi delle milizie ribelli in viaggio verso l’Ovest di Ma’rib. In tale occasione, è stato specificato, gli attacchi hanno provocato ingenti danni ai veicoli e all’equipaggiamento militare, oltre alla distruzione delle armi trasportate e a diverse vittime tra le fila Houthi.

I raid delle forze saudite, le quali sono intervenute nel conflitto yemenita, sin dal 2015, per sostenere il governo legittimo, sono giunti in reazione alla crescente mobilitazione del gruppo ribelle presso i fronti di Ma’rib, dove, nel corso delle ultime due settimane, gli Houthi hanno lanciato attacchi su più direzioni. In tale quadro, fonti yemenite hanno riferito che il bilancio delle vittime provocate nel corso degli ultimi giorni include centinaia di morti e feriti per entrambe le parti belligeranti. Gli Houthi, dal canto loro, hanno dichiarato di aver compiuto progressi nell’area di Sirwah e di aver preso il controllo del campo di Coufal.

Ma’rib, situata a circa 120 km a Est della capitale Sana’a, negli ultimi anni, aveva rappresentato un riparo sicuro e stabile. Fino all’inizio del 2020, la città era rimasta lontano da tensioni e conflitti, grazie alla presenza di risorse quali petrolio e gas e alla vicinanza con l’Arabia Saudita, oltre che al sostegno delle tribù locali. Ciò ha consentito alla regione di “fiorire” rispetto alle altre zone circostanti, consentendo altresì l’apertura di ristoranti e l’avvio di progetti di costruzione. La situazione è, però, notevolmente cambiata da quando gli Houthi hanno volto lo sguardo verso tale provincia per completare i propri piani espansionistici. Il governatorato, altresì sede del Ministero della Difesa yemenita, riveste una rilevanza strategica per gli Houthi, in quanto costituisce una porta d’accesso verso Sana’a che consentirebbe loro di consolidare in parte i progetti auspicati.

Gli sviluppi presso il fronte di Ma’rib si sono verificati in concomitanza ai continui attacchi delle forze ribelli contro i territori sauditi. A tal proposito, un portavoce del gruppo sciita ha riferito che due droni hanno colpito gli aeroporti sauditi di Gedda e Abha nella mattina di lunedì 15 febbraio. Tuttavia, è stato precisato, non vi sono stati gravi conseguenze, e gli aeroporti sono stati costretti a interrompere le proprie attività soltanto per qualche ora. Anche il giorno precedente, il 14 febbraio, il portavoce degli Houthi, Yahya Sarea, aveva dichiarato che le proprie forze avevano preso di mira, per mezzo di droni, l’aeroporto internazionale di Abha, in risposta al perdurante assedio delle forze saudite nei territori yemeniti. La risposta degli Houthi, a detta di Sarea, è da considerarsi “naturale” e “legittima”.

Un altro fronte particolarmente acceso continua a essere rappresentato da Hodeidah, il governatorato occidentale al centro dell’accordo di Stoccolma, siglato il 13 dicembre 2018 dalle due parti belligeranti, ovvero il governo legittimo e i ribelli Houthi. Sebbene fosse stata concordata una tregua, il gruppo sciita è stato ripetutamente accusato di averla violata, minando la sicurezza di una regione essenziale per l’ingresso degli aiuti umanitari destinati alla popolazione yemenita.

A tal proposito, in un Tweet del 14 febbraio, il ministro dell’Informazione yemenita, Moammar al-Eryani, ha condannato la distruzione della moschea di al-Qasimi, situata nel distretto di al-Hawk, a Hodeidah, colpita con due missili Katyusha lanciati dai ribelli Houthi. Anche l’inviato speciale dell’Onu, Martin Griffiths, ha esortato la Missione di Supporto all’Accordo di Hodeidah (UNMHA) a monitorare la situazione nella ragione occidentale, facendo in modo che la tregua venga rispettata e che non vengano perpetrati attacchi contro le aree liberate del governatorato, e soprattutto contro i quartieri abitati da civili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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