Siria: respinta una nuova “aggressione” di Israele

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 8:26 in Israele Siria

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Le forze aeree siriane hanno riferito di aver intercettato un attacco, presumibilmente lanciato da Israele, contro la capitale Damasco. Si pensa che il reale obiettivo fosse, ancora una volta, Teheran.

La notizia è stata riportata dall’esercito siriano nella mattina di lunedì 15 febbraio, il quale ha parlato di “aggressione israeliana”. Quest’ultima, è stato precisato, è stata perpetrata per mezzo di missili, intercettati e frenati nei cieli di Damasco, dopo che aerei israeliani sono stati visti sorvolare le alture del Golan. Si presume che l’obiettivo fosse costituito dalle postazioni dei gruppi filoiraniani situati nella periferia della capitale siriana. Anche i residenti locali hanno affermato di aver udito forti esplosioni provenire dalla periferia meridionale di Damasco, dove sono stanziati gruppi armati sostenuti dall’Iran. Le forze di Difesa aerea siriana hanno dichiarato di aver colpito e distrutto la maggior parte dei missili. Tuttavia, non è stato precisato se l’attacco ha provocato o meno vittime.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), ad essere state colpite dai raid del 15 febbraio sono state le postazioni della Quarta Divisione, situate nei pressi della strada che collega Damasco e Beirut, e quella della Prima Divisione, nei dintorni della capitale siriana. A detta del SOHR, oltre ai danni materiali, sono state riportate vittime umane, tra cui almeno 6 combattenti di nazionalità non siriana. Il bilancio, tuttavia, potrebbe salire nelle prossime ore. 

Da parte sua, Israele non ha ancora rilasciato dichiarazioni riguardo all’accaduto del 15 febbraio, sebbene si sia detto più volte determinato a colpire obiettivi iraniani all’interno dei territori siriani. Le fazioni armate sostenute da Teheran controllano vaste aree della Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre ai sobborghi intorno alla capitale Damasco e alcune zone di confine tra Libano e Siria.

Stando a quanto riportato da al-Jazeera, quello del 15 febbraio è il quinto episodio di tal tipo dall’inizio del 2021. Anche il 4 febbraio, le forze di difesa aerea siriana avevano riferito di aver respinto raid aerei, presumibilmente condotti da Israele, lanciati contro i territori meridionali della Siria. In tal caso, si pensa che l’obiettivo fosse costituito dalle postazioni delle forze filogovernative, affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad, situate nella regione di Quneitra. In tale quadro, uno degli ultimi attacchi più violenti si è verificato il 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Risale al 22 gennaio la dichiarazione di una fonte militare israeliana, la quale ha riferito che il proprio Paese è intenzionato a intensificare gli attacchi contro i territori siriani. Come evidenziato, nelle settimane precedenti erano stati condotti 3 attentati in 10 giorni, mentre ancora prima si verificava un attacco ogni tre settimane. Stando a quanto specificato dalla medesima fonte, poi, i raid israeliani mirano a colpire i sistemi missilistici e i radar convenzionali delle forze sia siriane sia iraniane, con l’obiettivo di prevenire eventuali attacchi futuri con “missili indiscriminati”. Tuttavia, Israele, al momento, starebbe preservando i missili di precisione, per poi abbatterli in un secondo momento.

Come specificato da Israele in un report del mese di dicembre 2020, sono circa 50 gli attacchi rivendicati nel corso del 2020, mentre le proprie forze aeree hanno effettuato 1.400 sortite “operative”. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), da parte sua, ha monitorato circa 39 attacchi, perlopiù aerei, perpetrati da Israele nei territori siriani nel medesimo periodo, i quali hanno provocato la distruzione di circa 135 obiettivi, tra edifici, magazzini, quartieri generali e veicoli. Il bilancio delle vittime ammonta, invece, a 217 persone, tra cui 4 civili e 213 membri delle forze affiliate ad Assad, all’Iran o a Hezbollah. Tra questi, vi sono stati anche 21 combattenti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). I missili lanciati nel corso dell’ultimo anno, ha precisato l’Osservatorio, hanno preso di mira prevalentemente Deir Ezzor, Damasco, Daraa, Quneitra, Homs, Hama e Aleppo.

In realtà, è dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Questo perchè, a detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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