Putin: relazioni Russia-Giappone solo nel quadro della Costituzione

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 9:23 in Giappone Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha dichiarato che Mosca prevede di promuovere le relazioni con il Giappone, ma non farà alcun passo che sia in contrasto con la Costituzione. La notizia è stata riportata durante un incontro tenutosi tra il presidente e i caporedattori dei media russi, trasmesso dal canale televisivo Rossiya-24, il 14 febbraio.

“Vogliamo sviluppare legami con il Giappone e lo faremo. Ma non faremo nulla che sia contrario alla legge fondamentale della Federazione Russa”, ha affermato Putin. In aggiunta, commentando sulla presenza di un emendamento costituzionale che implichi il divieto di alienazione del territorio, il presidente ha specificato ai giornalisti che spetta al ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, esprimersi sulle nuove relazioni con il Giappone nel contesto della sovranità delle isole Curili meridionali. “Dovresti rivolgere a Lavrov questa domanda. Ti spiegherà dove c’è delimitazione e dove c’è demarcazione”, ha ribadito Putin.

I primi legami diplomatici tra Mosca e Tokyo sono stati stabiliti con la Convenzione sui principi fondamentali delle relazioni tra l’URSS e il Giappone, firmata a Pechino il 20 gennaio 1925. I contatti si sono però interrotti il 9 agosto 1945, quando l’Unione Sovietica dichiarò guerra al Paese nipponico. La fine delle ostilità tra i due Paesi fu raggiunta il 19 ottobre 1956, quando Mosca e Tokyo firmarono una dichiarazione che prevedeva la cessazione dello stato di guerra e il ripristino delle relazioni diplomatiche. Tuttavia, i due Paesi non hanno ancora sottoscritto un accordo di pace. Il principale ostacolo per il raggiungimento di tale obiettivo risiede nella disputa sulla proprietà delle isole Curili meridionali, chiamate Territori del Nord in Giappone. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le isole Curili furono incorporate nell’Unione Sovietica. Ciò nonostante, la proprietà di Iturup, Kunashir, Isole Shikotan e delle isole disabitate chiamate Habomai viene contestata da Tokyo.

Strategicamente, il controllo delle isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

Attualmente, le comunicazioni tra Russia e Giappone sono in fase di sviluppo in diversi settori. A tal riguardo, la “road map” da seguire è la dichiarazione congiunta adottata dai leader dei due Paesi durante la visita ufficiale in Russia dell’allora primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe, il 29 aprile 2013. In tale occasione, sono state individuate le aree più importanti per le relazioni bilaterali, tra cui l’intensificazione dei rapporti interregionali, l’espansione degli scambi e la cooperazione economica, e il rafforzamento dei legami attraverso le agenzie militari e di frontiera.

Secondo gli esperti russi, nonostante le contraddizioni, Tokyo e Mosca hanno il potenziale per sviluppare importanti relazioni bilaterali. Nello specifico, il direttore dell’Istituto sull’Estremo Oriente dell’Accademia russa delle Scienze, Sergey Luzjanin, ha individuato tre punti di attrito tra i due Paesi. Il primo è la mancanza di un trattato di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale, il secondo si riferisce alla disputa sulla proprietà delle isole Curili meridionali, e l’ultimo riguarda l’influenza di Washington sul Giappone. A detta dell’analista, inoltre, i tre fattori sono correlati tra loro, in quanto il peso degli USA incide notevolmente sulla possibilità di raggiungere un accordo sulla controversia territoriale e sulla firma di un trattato di pace.

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Mariela Langone

di Redazione

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