Perù, coronavirus: si dimette la ministra degli Esteri per scandalo sui vaccini

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 20:48 in America Latina Perù

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La ministra degli Esteri peruviana, Elizabeth Astete, ha annunciato le proprie dimissioni, nella serata di domenica 14 febbraio, dopo aver ammesso di aver ricevuto una dose del vaccino contro il coronavirus in segreto e prima del programma di immunizzazione nazionale. La ministra ha dichiarato di essersi vaccinata un mese fa con il siero dell’azienda cinese Sinopharm e ha parlato di “grave errore”, assicurando che non avrebbe ricevuto la seconda dose. La notizia ha creato particolare scandalo perchè l’Astete si sarebbe vaccinata al di fuori degli studi clinici e prima degli operatori sanitari.

Solo un giorno prima, il presidente Francisco Sagasti aveva dichiarato di aver accettato le dimissioni della ministra della Salute, Pilar Mazzetti, a causa di uno scandalo legato alla questione dei vaccini ottenuti fuori dalle regole ordinarie e riguardante l’ex presidente Martin Vizcarra. Anche quest’ultimo aveva ricevuto un’iniezione del vaccino cinese Sinopharm a ottobre.

Vizcarra, che è stato estromesso dal Congresso a novembre per accuse di corruzione, ha affermato di non aver saltato la fila per ricevere la vaccinazione, ma piuttosto di averla ottenuta come parte di un procedimento legale. I media locali, tuttavia, hanno messo in dubbio questa spiegazione. Astete, che ricopre l’incarico da novembre, ha ammesso, dal canto suo, di essere stata vaccinata il 22 gennaio dopo aver ricevuto un’offerta dall’università peruviana Cayetano Heredia, incaricata delle sperimentazioni. La proposta prevedeva, a detta della ministra, che la donna ricevesse il vaccino Sinopharm Group Co Ltd da un “lotto residuo” di test.

Sono consapevole del grave errore che ho commesso, motivo per cui ho deciso di non ricevere la seconda dose”, ha dichiarato tramite un post su Twitter. “Per le ragioni esposte, ho presentato la mia lettera di dimissioni al presidente”, ha aggiunto.

Il governo ha annunciato all’inizio di gennaio un accordo con Sinopharm per acquistare fino a 38 milioni di dosi del vaccino. Il primo lotto, con circa 300.000 vaccini, è arrivato una settimana fa. Il Perù ha iniziato il suo programma di immunizzazione contro il COVID-19 il 9 febbraio, somministrando le prime dosi agli operatori sanitari e a coloro che sono giudicati più a rischio di essere esposti alla malattia. Sagasti è stato uno dei primi a ricevere il vaccino Sinopharm come parte della campagna. Secondo i dati ufficiali, circa 43.491 persone in Perù sono morte per COVID-19. Il Paese sta affrontando una seconda ondata di infezioni, con ospedali saturi e carenza di attrezzature mediche.

Secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore peruviano in Russia, Juan Genero del Campo Rodríguez, l’8 dicembre 2020, Lima sarebbe altresì interessata all’acquisto del vaccino Sputnik V contro il coronavirus. L’ambasciatore ha rimarcato che il suo Paese “sin dall’inizio sta seguendo da vicino lo sviluppo del vaccino russo” e ha notato, con soddisfazione, i progressi compiuti dagli scienziati della Federazione. “Il Perù ha mostrato interesse per il vaccino russo, così come tuttavia ha mostrato interesse anche per altri vaccini. Ciò non significa dunque che ne verrà scelto solo uno”, ha comunque sottolineato Rodríguez, circoscrivendo la portata della notizia. Lo Sputnik V è stato il primo vaccino COVID-19 al mondo, ufficialmente registrato in Russia l’11 agosto. Il vaccino è stato sviluppato dall’Istituto Gamaleya per le Ricerche Epidemiologiche e Microbiologiche in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e sta attualmente completando gli studi clinici di fase 3. I risultati preliminari del farmaco hanno mostrato un’efficacia superiore al 95%. Il vaccino prevede l’iniezione di 2 dosi con un intervallo di tre settimane. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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