Giappone: contrazione economica del 4,8% nel 2020

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 15:27 in Asia Giappone

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Dati rilasciati dal governo giapponese il 15 febbraio hanno dimostrato che, nel 2020, l’economia del Giappone, che è la terza a livello mondiale dopo quelle di USA e Cina, ha avuto una contrazione del 4,8% in termini reali rispetto all’anno precedente, determinando il secondo maggior declino mai registrato nel Paese e rispecchiando gli effetti della crisi economica determinata dalla diffusione del coronavirus a livello globale.

Secondo le ricerche rilasciate dall’Ufficio del governo di Tokyo, il PIL reale del Giappone, ovvero il valore totale dei beni e dei servizi prodotti in un Paese adattato all’inflazione, è diminuito per la prima volta dal 2009, quando aveva subito una contrazione del 5,7%. Quest’ultima era stata la più grave mai documentata da quando il Giappone aveva iniziato a raccogliere tali dati nel 1955 ed era stata determinata dalla crisi finanziaria globale. Nel 2020, il PIL reale del Giappone si è attestato a 529.19 trilioni di yen, corrispondenti a circa 5 trilioni di dollari, rispetto ai 555.80 trilioni di yen del 2019. Tuttavia, la contrazione del 2020 ha un prospetto di ripresa più veloce rispetto a quella del 2009, come dimostrato anche dai dati relativi al trimestre ottobre dicembre.

Nel 2020, i consumi privati che rappresentano oltre la metà del PIL giapponese sono scesi del 5,9% rispetto all’anno precedente, a causa delle restrizioni imposte dalle autorità nazionali per contrastare la diffusione della pandemia. Le spese in conto capitale private, pilastro della spesa dei consumatori, hanno avuto un calo del 5,8%, mentre gli investimenti privati residenziali sono scesi del 7,1%. Anche le esportazioni giapponesi hanno avuto un crollo del 12,3% rispetto al 2019 a causa di fattori quali i lockdown imposti in molte città a livello globale, determinando un crollo nella domanda di prodotti come le automobili. Al contempo, le importazioni hanno assistito ad una diminuzione del 6,8%, mitigando in parte la contrazione del PIL, ma ciò ha anche rispecchiato la caduta dei prezzi delle risorse energetiche come il petrolio e il gas naturale liquefatto.

In tale quadro, il governo giapponese ha aumentato la spesa pubblica del 2,7% e gli investimenti pubblici sono aumentati del 3,5% per la costruzione di infrastrutture di protezione da disastri naturali futuri.

Tuttavia, andando ad analizzare i trimestri del 2020, nel periodo ottobre-dicembre il PIL giapponese ha avuto una crescita del 3% rispetto al periodo luglio-settembre, e, a livello annualizzato, del 12,7%. Tali dati riflettono un trend di ripresa rispetto allo stallo economico indotto dalla pandemia e hanno superato le previsioni fatte dal settore privato, secondo le quali, l’espansione su base annuale nell’ultimo trimestre dell’anno sarebbe potuta essere del 7,97%. Nel trimestre luglio-settembre, la crescita su base annua del PIL era stata del 22,7% dopo che la pandemia aveva determinato un declino del 29,3% nel periodo giugno-aprile, che era stato il maggior crollo mai registrato nel Paese.

Secondo quanto dichiarato dal ministro per la Ripresa economica, Yasutoshi Nishimura, il PIL del 2020 rispecchierebbe la grave situazione affrontata dal Pese e i dati relativi all’ultimo semestre dell’anno avrebbero invece determinato un’uscita da tale fase e sottolineato il potenziale di resilienza dell’economia giapponese. La crescita dell’ultimo trimestre del 2020 è stata guidata da un balzo dell’11,1% delle esportazioni grazie alla ripresa dell’economia mondiale. Nello stesso periodo, sono cresciuti poi i consumi privati del 2,2%, grazie anche a sussidi governativi per rilanciare il settore del turismo nazionale.

Secondo le previsioni di vari analisti, nel primo trimestre del 2021 il Giappone registrerà una crescita negativa in quanto la prefettura di Tokyo e altre nove delle totali 47 del Paese sono entrate in un nuovo lockdown per arginare la diffusione del coronavirus. Al momento, il Paese sta affrontando una terza ondata di infezioni e lo stato d’emergenza nazionale sarà in vigore fino al prossimo 7 marzo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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