Cina: le parole di Xi Jinping sull’eliminazione della povertà

Pubblicato il 15 febbraio 2021 alle 18:05 in Asia Cina

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Il presidente cinese, Xi Jinping, pubblicherà un articolo intitolato “Discorso durante l’ispezione del lavoro di alleviamento della povertà nella contea di Fupin nella provincia di Hebei” sul periodico bimestrale di teoria politica del Partito comunista cinese(PCC) Qiushi, il 16 febbraio, il cui tema principale sarà la missione di eliminazione della povertà per costruire una società dal moderato benessere in Cina e i cui contenuti sono stati riassunti da Xinhua.

Nel testo, Xi ha rimarcato che le richieste intrinseche del socialismo siano proprio eliminare la povertà, migliorare la vita dei cittadini e realizzare la prosperità collettiva. Per costruire una società del moderato benessere, il compito più arduo riguarda le campagne e in particolar modo le aree povere, proprio perché in assenza di relativo benessere in tali zone non si può parlare affatto di costruzione di una società dal moderato benessere a 360 gradi. Per queste ragioni, per Xi, è quindi necessario aiutare qualsiasi gruppo in difficoltà a trovare una soluzione ai propri problemi.

A tal fine, a livello operativo, per portare benefici alla popolazione, Xi ha quindi indicato le necessità per il governo di adattare le misure adottate alle condizioni locali, procedere con la pianificazione scientifica e con la guida classificata, fare il miglior uso possibile delle situazione e andare avanti partendo dalla realtà. Alla luce di tutto ciò, per Xi è necessario rafforzare le organizzazioni di partito a livello locale così che interagiscano con le masse e diventino la spina dorsale e la guida delle persone comuni per uscire dalla povertà e dirigersi verso la prosperità moderata. Xi ha quindi ribadito che il Partito serve il popolo e che nel suo operato debba partire sempre da tale considerazione, interessandosi alle condizioni di chi ha più bisogno, risolvendone i problemi e facendo cose per loro con entusiasmo.

Il presidente cinese ha quindi indicato che entro il 2020 il governo centrale si era prefissato gli obiettivi di far sì che i destinatari delle iniziative di alleviamento della povertà non dovessero più preoccuparsi di cibo e abbigliamento e che fossero assicurati loro istruzione obbligatoria, cure mediche basilari e alloggi. A tal proposito, lo scorso 26 novembre, le autorità di Pechino avevano annunciato per la prima volta di aver sollevato dalla povertà assoluta l’ultimo gruppo composto da 832 contee cinesi del totale di 3.000 che erano state individuate nel 2012. Queste ultime, negli anni, sono state destinatarie di ingenti sussidi e politiche favorevoli alla loro crescita.

Nel Paese, la soglia della povertà era stata definita a partire da entrate annue pro-capite pari a 2.300 yuan, corrispondenti a circa 349 dollari, facendo riferimento ai prezzi del 2010, ma in base ai termini attuali il valore è salito a 4.000 yuan, ovvero 607 dollari.

L’eradicazione della povertà entro il centesimo anniversario del PCC, che ricorrerà il prossimo 23 luglio, è stato uno degli obiettivi che aveva prefissato Xi per realizzare una società dal moderato benessere a 360 gradi. Quest’ultima ambizione, a sua volta, rientra poi nel cosiddetto “sogno cinese” che prevede di costruire un Paese prospero e potente.

I critici delle politiche di alleviamento della povertà della Cina hanno più volte affermato che la soglia di 4.000 yuan posta come limite sia troppo bassa ma, considerando che si tratterebbe di un’entrata giornaliera pro-capite di 2,2 dollari circa, la cifra sarebbe comunque superiore al limite di povertà riconosciuto a livello internazionale nel 2019 di 2,16 dollari. Altri critici hanno poi affermato che, una volta terminata l’erogazione di sussidi da parte del governo, in molti potrebbero tornare sotto la soglio di povertà.

In ogni caso, il coronavirus ha posto un peso in più sulle fasce più povere della popolazione cinese e ha visto, ad esempio, un aumento nel numero di migranti economici poveri da 27 milioni nel 2029 a 29 milioni nel 2020. Altra problematica è poi rappresentata dal persistente divario tra ricchi e poveri che sta crescendo e che vede grande disparità tra aree rurali e urbane.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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